Di Patrizio, appena conosciuto, mi colpì immediatamente la capacità di stupirsi. È una delle qualità che più mi toccano nelle persone. Perché lo stupore – non so se sono in grado di spiegarlo, e poi altri lo hanno detto molto meglio di me – lo stupore è come uno sguardo il cui campo visivo sia […]
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A Patrizio, ora che abbracci tutto
“Ora che lui non c’è mi pare che dovrei pensare a tante cose, la filosofia, la politica, la storia, seguo le gazzette, leggo i libri, mi ci rompo la testa, ma le cose che voleva dire lui non sono lì, è altro che lui intendeva, qualcosa che abbracciasse tutto, e non poteva dirla con parole […]
Italo Calvino, tre chiavi, tre talismi per il Duemila
Imparare delle poesie a memoria, molte poesie a memoria da bambini, da giovani, anche da vecchi. Le poesie fanno compagnia, uno se le ripete mentalmente e poi lo sviluppo della memoria è molto importante Secondo puntare solo sulle cose difficili, eseguite alla perfezione, le cose che richiedono sforzo, diffidare della facilità, della faciloneria, del fare […]
Nel silenzio ritrovò la sua voce…
…. aveva tagliato a guisa di pagine di libro i fogli di carta igienica. Era una carta giallina, ruvida. disegno di FRANCESCO CHIACCHIO dedicato a Silvano Ceccherini Col lapis doveva premere forte. Scriveva con lentezza, scegliendo con meticolosa cura le parole, ma raramente consultando il dizionario. Come tutti gli scrittori che hanno un contenuto da […]
Gli occhi degli scrittori
“Non sapevo che gli scrittori si riconoscessero dalla faccia”. “Faccia per dire occhi. Occhi di ladro e di poliziotto, avidi, sempre all’erta. Se non sei capace di mangiare la vita, tutta la vita, non puoi nemmeno essere capace di descriverla “Per cosa allora tu scrivi”, incalzò il marchigiano. “Perché soffro e amo la vita” ” […]
Italo Calvino, cominciare….
Da Cominciare e finire (doveva essere la prima delle Lezioni americane, poi scartata): l’inizio come distacco dalla molteplicità dei possibili, dall’universalità che si vorrebbe descrivere: Ogni volta l’inizio è questo momento di distacco dalla molteplicità dei possibili: per il narratore l’allontanare da sé la molteplicità delle storie possibili […] L’inizio è anche l’ingresso in un […]
Gadda, prigioniero del garbuglio
Ciò che più mi ha impressionato leggendo l’opera di Gadda (La Cognizione del Dolore) è quella sofferenza che si porta dentro per molti anni e che credo abbia avuto fine (o almeno in parte) nel momento in cui decide di rendere pubblico la vera natura di quel male oscuro che altro non sono, che la […]