Category Archives: letteratura e teatro

Pavese in bianco e nero

Ho trovato interessante soffermarmi su quelle che potevano essere le motivazioni adeguate per poter rimettere ordine ed equilibrio in quel caos che era la esistenza dello scrittore. Intanto ritengo che per poterlo fare è opportuno chiarire dei concetti e, soprattutto, distinguere la libertà genericamente intesa (soggettiva e relativa) dalla libertà interiore che ritengo essere quella […]

Michelstaedter, Pavese, Gadda, le prime tesi a Rebibbia con Tor Vergata

A luglio si sono laureati i primi quattro studenti del progetto Rebibbia-Tor Vergata. E’ stata una cerimonia toccante nel teatro del carcere. Nel cortile, dove si incontrano con le famiglie una volta al mese, una bella festa. Sembrava lo spazio dell’isola dell’utopia. Quella del cuore umano, con i suoi chiaroscuri. Tre tesi discusse con me: […]

In viaggio, per Rocco

«Per sempre che è già ora»: un anello nuziale, nella prima poesia della raccolta, salda l’amore, nella dimensione del tempo rovesciato. Le ripetizioni, nel verso libero, nelle piene concatenazione ritmiche, si saldano con una capacità rara nell’uso dell’analogia, nel disegnare il ritratto della persona che ha davanti, a cui la lirica è dedicata, quasi un […]

anch’io scrivo

… perch’io, che nella notte abito solo anch’io, di notte, strusciando un cerino sul muro, accendo cauto una candela e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto bianca nella mia mente –apro una vela timida nella tenebra, e il pennino che mi bagna la mente… strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo. da “Il seme […]

tutte le nostre sofferenze annegheranno nella misericordia di Dio, che riempirà di sé tutto il mondo.

“Che fare? Bisogna vivere! Noi vivremo, Zio Vanja. Vivremo una lunga, una lunga sequela di giorni, di interminabili sere. Sopporteremo pazientemente le prove che ci manderà la sorte. Faticheremo per gli altri, adesso e in vecchiaia, senza conoscere tregua. E quando verrà la nostra ora, moriremo con rassegnazione e là, oltre la tomba, diremo che […]

Giorgio Faletti; la mia vita è stata costellata di tante prime volte

Eccomi. Se anche vivessi cent’anni, per mia conformazione mentale ed emotiva non riuscirei mai a smettere di considerare ogni volta come la prima volta. La mia vita è stata costellata di tante prime volte. Per mia fortuna non sono freddi numeri di un elenco ma ricordi pieni di un morbido tepore in un angolo significativo […]

Il sole e la luna riflettono un mistero. Come noi … Si sta in un indecifrabile mistero, pur nel fracasso di opere, lavoro, pensieri