“Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un grande rumore . Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e in giù, a destra e a sinistra, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché non trovò una falla all’argine da […]
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Giuseppe Lupo, Atlante immaginario e Viaggiatori di nuvole.
Ma allora, se anche le macchine si incantano dinanzi a una farfalla, divertiamoci a camminare sull’acqua dei mari inesistenti, a entrare in condomini fittizi, a solcare deserti di sabbia apparsi al posto della verde pianura padana: quel vasto comprensorio di terre che Carlo Levi, risalendo dalla Lucania, aveva chiamato «le campagne matematiche», in confronto alle […]
Star solo nel mondo di un Grande della Terra.
Il lettore si insinua allora nel testo che gli appartiene non meno di quanto appartenga all’autore (dopo che lo ha pubblicato ma anche prima: dal momento in cui le parole sono scese sulla carta ha potuto iniziare, teoricamente, la scorreria di chi legge), – si insinua per godere, ricreando pure il piacere d’un’altra solitudine assieme […]
Enrico Guaraldo: Se ora provo a disegnarlo, il Mattino?
Com’è palese, l’atto di nascere è inquinato. Il tempo lo consuma, quest’atto c’è per non esserci più, per scivolare, come ogni evento verso la propria scomparsa, ma nel caso del nascere tale destino colpisce in modo speciale per il controsenso che esprime: una nascita, – che muore. […] Sembra difficile coglierlo in una sua purezza, […]
Questa piana rivedrà presto tornare le sue rose celebrate; ma il cielo ha qualche rosa, ora, e stasera la loro brevità è fulminea.
Esperto di letteratura di viaggio, l’amico cilentano di Omignano Scalo, prof. Giuseppe (Pino) De Marco è improvvisamente (con delicatezza) “partito” nella notte tra giovedì e venerdì scorso, per la meta suprema, accolto, ne sono certo, dal sorriso luminoso di Dio e di tutti i poeti da lui amati, Ungaretti su tutti. Lo immagino in luoghi […]
Peregrin d’amore: Affinati incontra i poeti nei loro luoghi
Questa Degnità filologica-filosofica ne appruova che gli uomini del mondo fanciullo, per natura, furono sublimi poeti.Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione, ed è proprietà de’ fanciulli di prendere cose inanimate tra mani e, trastullandosi, favellarvi come se fussero, quelle, persone vive. Giambattista Vico (Scienza Nuova, Libro primo, […]