{"id":1058,"date":"2012-02-11T15:43:43","date_gmt":"2012-02-11T15:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=1058"},"modified":"2012-02-11T15:43:49","modified_gmt":"2012-02-11T15:43:49","slug":"pasolini-loralita-la-neve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=1058","title":{"rendered":"Pasolini, l&#8217;oralit\u00e0, la neve"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa bocca del resto \u00e8 anch\u2019essa una cavit\u00e0, uno spazio che accoglie\u00bb, in grado di conservare le sedimentazioni delle parole fino al momento in cui erano puramente vocali. Questa capacit\u00e0 di contenere passato arcaico e presente \u00e8 esemplificata nel racconto di Ninetto che per la prima volta in vita sua vede la neve, avvenimento in cui la vocalit\u00e0 arcaica riemerge nelle modalit\u00e0 di una danza rituale&#8230;..<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/neve.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1059\" title=\"neve\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/neve.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cos\u00ec Marialaura Chiacchiararelli, nella sua tesi di dottorato che sta elaborando per discuterla in primavera, su alcuni aspetti sacrali, rituali e mitici dell&#8217;opera di Pasolini, in particolare teatro (anche quello poco conosciuto del periodo friulano) e nel cinema (<em>Porcile<\/em>). Il titolo \u00e8 suggestivo: <em>Gli abissi del tempo, gli abissi dell&#8217;anima. Mito e rito in Pasolini<\/em>. Con tutto l&#8217;affetto degli amici di Tor Vergata un grande abbraccio a Marialaura (per quello che sappiamo!) e a sua figlia Francesca. La citazione seguente si trova nel Meridiano Pasolini, <em>Saggi sulla letteratura e sull&#8217;arte<\/em>, <em>Dal Laboratorio<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Non appena percepisce l\u2019avvenimento mai visto, quello sciogliersi del cielo sulla sua testa, non conoscendo ostacoli di buona educazione alla manifestazione dei propri sentimenti, si abbandona a una gioia priva di ogni pudore. Che ha due fasi, rapidissime: prima \u00e8 una specie di danza, con delle cesure ritmiche ben precise (mi vengono in mente i Denka, che battono il terreno col tallone, e che, a loro volta mi avevano fatto venire in mente le danze greche come si immaginano leggendo i versi dei poeti). Lo fa appena, l\u2019accenna, quel ritmo che percuote la terra coi talloni, muovendosi su e gi\u00f9 sulle ginocchia. La seconda fase \u00e8 orale: consiste in un grido di gioia orgiastico-infantile che accompagna le acmi e le cesure di quel ritmo: \u00abH\u00e8-eh, h\u00e8-he, heeeeeeeh\u00bb. Insomma un grido che non ha un corrispettivo grafico.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Commenta Marialaura:<\/p>\n<blockquote><p>Un grido capace di riprodurre la \u2018continuit\u00e0 metastorica\u2019 della lingua puramente orale, di rievocare \u00ab<em>in un continuo senza interruzione<\/em>\u00bb, il Ninetto contemporaneo, che in un paese dell\u2019Abruzzo si entusiasma allo sciogliersi del cielo sulla sua testa, al Ninetto della Calabria, l\u2019area marginale da cui provengono i suoi antenati, una terra che ha conservato la memoria della passata civilt\u00e0 greca, fino al Ninetto barbarico, pre-greco, che percuote la terra ritmicamente allo stesso modo dei Denka durante l\u2019esecuzione di danze tribali.<\/p>\n<p>La reazione di Ninetto che vede per la prima volta la neve dimostra concretamente cosa intende dire Pasolini quando afferma che \u00abnessun \u201csubstrato\u201d orale va perduto\u00bb, o che \u00abniente in noi va distrutto e tutto coesiste\u00bb: la \u201clingua orale\u201d pu\u00f2 essere considerata come un archetipo, un contenitore di segni fonici sedimentati nell\u2019inconscio, che l\u2019uomo contemporaneo \u00e8 ancora capace di rievocare.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa bocca del resto \u00e8 anch\u2019essa una cavit\u00e0, uno spazio che accoglie\u00bb, in grado di conservare le sedimentazioni delle parole fino al momento in cui erano puramente vocali. 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