{"id":1472,"date":"2012-08-03T12:34:57","date_gmt":"2012-08-03T12:34:57","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=1472"},"modified":"2012-08-03T12:57:05","modified_gmt":"2012-08-03T12:57:05","slug":"se-sieti-arrivati-fin-qua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=1472","title":{"rendered":"Se sieti arrivati fin qua"},"content":{"rendered":"<p>Quale tema migliore del viaggio pu\u00f2 ricordare che la vita \u00e8 mutamento  continuo, e anche nelle situazioni pi\u00f9 chiuse\u00a0 e apparentemente senza  soluzioni vale la pena di cercare un altro punto di vista dal quale  guardare alla realt\u00e0?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"il_fi\" src=\"http:\/\/www.ilgiardinodeiciliegi.firenze.it\/nuovosito\/immagini\/se%20siete%20arrivati.jpg\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"208\" \/><\/p>\n<p>Due i volumi di racconti dal carcere\u00a0 a cura di Luciana Scarcia, <em>L\u2019attesa, racconti dal carcere<\/em>, Roma, Herald, 2004, il secondo sul tema del viaggio, <em>Carcere e viaggio: alfabeto e racconti di chi non pu\u00f2 viaggiare<\/em>, a cura di Luciana Scarcia, Acireale Bonanno, 2006. Introducendo questo secondo volume, diviso in quattro parti, L\u2019alfabeto del viaggio, i viaggi di chi non pu\u00f2 viaggiare, i luoghi non luoghi del carcere, i messaggi nella bottiglia, la  Scarcia scrive, spiegando l\u2019antiteticit\u00e0 tra la reclusione e il viaggio come stimolo al lavoro: \u201cquale tema migliore del viaggio pu\u00f2 ricordare che la vita \u00e8 mutamento continuo, e anche nelle situazioni pi\u00f9 chiuse\u00a0 e apparentemente senza soluzioni vale la pena di cercare un altro punto di vista dal quale guardare alla realt\u00e0? Il viaggio \u00e8 mobilit\u00e0, \u00e8 voglia di conoscere, di andare oltre, \u00e8 l\u2019esperinza in cui si realizza nel modo pi\u00f9 immediato e concreto lo spirito della ricerca; quindi si pu\u00f2 viaggiare anche dentro se stessi e la propria storia, magari per ricercare significati e percorsi nuovi. Ma esso \u00e8 anche metafora della vita \u2013 dei suoi limiti di inizio e fine, della sua aspirazione a superare quei limiti, della sua essenza di trasformazione e cambiamento -, serbatoio di simboli a cui attingere per darle espressione. Per farlo c\u2019\u00e8 bisogno del linguaggio, ma di un linguaggio anch\u2019esso diverso da quello abituale, che permetta di comprendere e rccontare \u2018la gravit\u00e0 del mondo\u2019 attraverso gli strumenti \u2018leggeri\u2019 della narrazione\u201d. Un passaggio in assoluto importante \u00e8 il seguente, rilevato con acutezza dalla Scarcia:<\/p>\n<blockquote><p>Attingere alle strutture e metafore del viaggio per rappresentare il carcere e le vite in esso recluse pu\u00f2 apparire un paradosso, ma questo si addice particolarmente ad una realt\u00e0 come il carcere: quello che dovrebbe essere un mondo a una dimensione. Dove le singole identit\u00e0 sembrano annullate, in realt\u00e0, se lo si conosce un po\u2019, \u00e8 popolato da tante individualit\u00e0 con storie e culture diverse.<\/p><\/blockquote>\n<p>Pi\u00f9 avanti nella sua efficace introduzione, la Scarcia individua il ruolo educativo della scrittura, attivit\u00e0 che mette in campo e forma:<\/p>\n<blockquote><p>capacit\u00e0 complesse, ed \u00e8 strumento di conoscenza ed espressioni personali, costituisce, in un luogo come il carcere, un\u2019occasione per alimentare il senso di dignit\u00e0. Non \u00e8 retorica definirla uno \u201cspazio di libert\u00e0\u201d, tanto pi\u00f9 che l\u2019uso del tempo per chi frequenta un corso di questo genere \u00e8 davvero gratuito, nel senso che non offre particolari vantaggi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tra gli scritti questo breve e intenso di Giosy (Giuseppe Terraggitti) che, secondo la scheda finale del volume, dovrebbe aver scontato la pena e vivere libero, secondo le intenzioni di queste frasi. E\u2019 un augurio e una sollecitazione per tutti:<\/p>\n<blockquote><p>Sono naufragato in quest\u2019isola, un\u2019isola tetra, piena di gente ma nello stesso tempo di solitudine. Non restano che il pensiero e l\u2019immaginazione per evadere. Infondo all\u2019orizzonte vedi un barlume di speranza: una nave che ti pu\u00f2 portare in salvo, lontana lontana, ma non impossibile da raggiungere. Speri che quella nave si avvicini o che qualcuno trovi il messaggio nella bottiglia. In fondo, dalla mia solitudine qualcosa ho imparato e sono cambiato, ma adesso voglio essere salvato. Voglio tornare a casa per non naufragare pi\u00f9.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dalla sezione messaggi in bottiglia, traggo quello di Bandolero, anche lui, secondo le indicazione delle schede, dovrebbe essere uomo libero dal 2011, dopo aver scontato 23 anni di carcere:<\/p>\n<blockquote><p>Al mio angelo custode:<\/p>\n<p>Caro Angelo Custode,<\/p>\n<p>innanzitutto grazie per tutto quello che hai fatto per me. Quando navigavo nell\u2019oscurit\u00e0 ti ho chiesto aiuto e tu me lo hai dato; nella solitudine mi hai fatto compagnia; quando tutto era perso mi hai dato la fede, il sostegno indistruttibile della fede. Grazie a te ho trovato un po\u2019 di luce nel cammino. In certe situazioni lasciavo che le cose mi crollassero addosso, ma arrivavi tu e mi sussurravi all\u2019orecchio: \u201cAlzati e cammina Lazzaro!\u201d. E tutto diventava semplice. Mi hai insegnato che il mondo gira intorno al sole e all\u2019amore e mi hai fatto conoscere la forza del mio stesso amore. Mi hai fatto guardar la vita con dolcezza e la morte senza paura, quando mi hai detto \u201cLa vita e la morte camminano insieme\u201d. Mi hai fatto crescere interiormente e sono tornata a casa dal Paraguay grazie a te che mi dicevi. \u201cQua c\u2019\u00e8 la morte, l\u00e0 c\u2019\u00e8 la vita\u201d. Senza di te la lotta per la vita non avrebbe avuto nessun valore\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tra i molti scrittori che hanno tenuto dei laboratori di scrittura, ci rimane una raccolta con la testimonianza di Enzo Fileno Carabba, nel volume edito dalle Lettere di Firenze nel 2005, <em>Se siete arrivati fin qua. Racconti dal carcere<\/em>, a cura dello stesso Carabba e Paola Nobili. Mentre il volume <em>Volete sapere chi sono, racconti dal carcere<\/em>, Oscar Mondadori, 2011,\u00a0 a cura di Antonella Bolleli Ferrera presenta racconti di detenuti in collaborazione con scrittori affermati, quali Erri De Luca, Franco Cordelli, Edoardo Albinati e altri. Fresco di stampa il secondo volume della serie, questa volta edito dalla Rai-Eri, sempre a cura della Bolelli Ferrara, <em>Siamo noi, siamo in tanti<\/em>. Il volume di \u00a0<em>Davide Pinardi, Il ritorno di Vasco e altri racconti dal carcere<\/em>, Marcos &amp; Marcos, Milano, 1994, raccoglie una serie di racconti di uno dei maggiori giallisti italiani, capace di cogliere \u201ccon la semplicit\u00e0 e l\u2019efficacia dell\u2019esperienza diretta l\u2019altra faccia, quella meno amara, di un inferno vicino eppure sconosciuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale tema migliore del viaggio pu\u00f2 ricordare che la vita \u00e8 mutamento continuo, e anche nelle situazioni pi\u00f9 chiuse\u00a0 e apparentemente senza soluzioni vale la pena di cercare un altro punto di vista dal quale guardare alla realt\u00e0? 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