{"id":1592,"date":"2012-09-14T04:09:58","date_gmt":"2012-09-14T04:09:58","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=1592"},"modified":"2012-09-14T11:20:05","modified_gmt":"2012-09-14T11:20:05","slug":"guardarlo-pregare-vi-garantisco-era-una-cosa-bellissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=1592","title":{"rendered":"Guardarlo pregare, vi garantisco, era una cosa bellissima"},"content":{"rendered":"<p>Q<br \/>\nuello che deve rimanere sono le scintille devono essere acchiappate come le lucciole nelle mani di un bambino<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/San_Lorenzo_fuori_le_mura_Roma_032.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1594\" title=\"San_Lorenzo_fuori_le_mura_Roma_032\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/San_Lorenzo_fuori_le_mura_Roma_032-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/San_Lorenzo_fuori_le_mura_Roma_032-300x200.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/San_Lorenzo_fuori_le_mura_Roma_032.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Parole di Don Giussani, dal TG2 del dicembre 2004, che piacevano a don Giacomo. Il 19 settembre saranno cinque mesi dalla scomparsa terrena di Giacomo (&#8220;ora che don Giacomo \u00e8 morto e le cose, i rapporti nati e cresciuti\u00a0intorno a lui\u00a0sembrano sfaldarsi\u2026 rimane vivo e vero soltanto ci\u00f2\u00a0che don Giacomo ha vissuto e insegnato: &#8216;chi prega \u00a0si salva'&#8221;) una di queste scintille \u00e8 la testimonianza di don Antonio Baracchini, che riporto integralmente:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong>Don Antonio Baracchini<a href=\"http:\/\/www.30giorni.it\/sommario_supplemento_id_73_l1.htm\" target=\"_blank\"><br \/>\nCHI PREGA SI SALVA<\/a><\/strong><\/p>\n<p>IL MIO RICORDO GRATO AL SIGNORE DI DON GIACOMO TANTARDINI<\/p>\n<p>Ero seminarista a Roma alle \u201cCappellette di San Luigi\u201d e spesso mi \u00e8 capitato\u00a0di entrare in chiesa e di trovarvi don Giacomo in preghiera.<br \/>\nGuardarlo pregare, vi garantisco, era una cosa bellissima:\u00a0il suo sguardo alto\u00a0rivolto verso il Santissimo mentre declamava,\u00a0inginocchiato, il breviario aperto\u00a0tra le mani. Abbassava lo sguardo\u00a0giusto il tempo per leggere le parole\u00a0necessarie a sostenere la memoria.<br \/>\nEra rapito dalla presenza di Ges\u00f9, lo adorava stringendosi commosso\u00a0ai piedi\u00a0di Maria, sua Madre, che lo portava in braccio in una immagine\u00a0posta sopra il\u00a0Tabernacolo. Chiunque lo osservasse pregare si stupiva\u00a0di partecipare a quel\u00a0riconoscimento grato da cui sgorga la fede.<br \/>\nDiventargli amico per condividere la sua letizia era il mio desiderio\u00a0e, quando\u00a0una quindicenne gli chiese: \u201ccome si fa a diventare amici?\u201d\u00a0e lui rispose:\u00a0\u201cnella vita non ci sono amicizie eterne n\u00e9 inimicizie\u00a0eterne, ma solo interessi\u00a0eterni, quindi, vale pi\u00f9 dire un&#8217;Ave Maria\u00a0affinch\u00e9 nel cuore nasca un interesse\u00a0vero, che darsi da fare per\u00a0diventare amici di qualcuno\u201d, cominciai a dire\u00a0un&#8217;Ave Maria ogni giorno\u00a0perch\u00e9 l&#8217;interesse che muoveva don Giacomo\u00a0interessasse anche me.<br \/>\nMi stupii, poi, di essergli divenuto amico e di trovarmi a condividere\u00a0con lui\u00a0tanti momenti sempre pi\u00f9 gratuiti. Accadde che, lasciato il\u00a0seminario ed\u00a0andato a Tampa, in Florida, come vice parroco nella\u00a0parrocchia di Saint\u00a0Lawrence, fui sorpreso dalla sua visita.<br \/>\nAccompagnato da alcuni suoi amici romani, don Giacomo, pass\u00f2 due\u00a0giorni\u00a0con me e con dei miei amici americani.<br \/>\nIn seguito, quando dovetti lasciare Tampa, gli chiesi di poter rimanere\u00a0in\u00a0parrocchia con lui a Tor Vergata. Di lui continuavo ad ammirare\u00a0il suo amore\u00a0per il Signore Ges\u00f9, per sua Madre Maria, per i Santi\u00a0e per don Giussani.<br \/>\nQuell\u2019amore volevo imparare perch\u00e9 in quello\u00a0vedevo consistere tutto il cristianesimo.<\/p>\n<p>Era un amore che trovava nella preghiera la sua sorgente ed il suo\u00a0compimento\u00a0e coinvolgeva sempre pi\u00f9 persone con i loro bisogni,\u00a0i loro interessi, le loro\u00a0caratteristiche e abilit\u00e0.Un amore che\u00a0creava rapporti, lavoro e giudicava\u00a0umilmente e con autorevolezza\u00a0ogni cosa. Erano gli \u201cultimi\u201d anni de Il Sabato,\u00a0anni in cui vedevo\u00a0nascere quegli editoriali che interrogavano e coinvolgevano\u00a0la Chiesa\u00a0intera, l\u2019intero Paese.<br \/>\nSeguire don Giacomo non era poi cos\u00ec facile: non conosceva orari,\u00a0era sempre\u00a0pronto a partire, mai \u2018accomodato\u2019 o accomodante. Unica ragione per stargli\u00a0vicino era quell\u2019attrattiva che il suo\u00a0volto irradiava e, il guardarlo pregare,\u00a0svelava il Mistero dal\u00a0quale sgorgava.<br \/>\nQuella gratuit\u00e0 che ci rese amici, lo condusse a Tampa a trovarmi,\u00a0mi port\u00f2\u00a0a Tor Vergata e, quando don Giacomo fu costretto a lasciare\u00a0la sua parrocchia\u00a0di santa Margherita Maria Alacoque, perch\u00e9 fu mandato\u00a0in Spagna (esiliato a\u00a0Salamanca), anche don Lorenzo Cappelletti ed io\u00a0dovemmo lasciare la parrocchia\u00a0con lui. Fu cos\u00ec che mi indic\u00f2 la diocesi\u00a0di Terni quale nuova residenza.<br \/>\nIl Vescovo, infatti, era il compianto\u00a0Mons. Gualdrini. Lo conoscevano bene\u00a0don Lorenzo, don Maurizio Ventura\u00a0e don Franco Semenza, che erano stati suoi\u00a0alunni al Capranica.\u00a0Monsignor Gualdrini, infatti, un anno prima aveva accolto\u00a0in seminario\u00a0Giuseppe Creanza, vostro attuale parroco (don Pino), presentato da\u00a0Lorenzo, Maurizio e Franco. Quella stessa gratuit\u00e0 ha portato\u00a0don Giacomo a\u00a0Configni, a Vacone e a Rocchette dove la sua preghiera,\u00a0la sua devozione a Maria,\u00a0i suoi amici sono divenuti sempre pi\u00f9 cari\u00a0e familiari anche a voi.<br \/>\nQuando ho lasciato le mie tre parrocchie Sabine per avvicinarmi a Genova,\u00a0don Giacomo \u00e8 rimasto a Rocchette perch\u00e9 don Pino mi ha succeduto\u00a0nell\u2019ufficio di parroco. Lasciando la Sabina volevo silenziosamente verificare\u00a0quello che\u00a0don Giacomo mi ha insegnato ad amare. Verificare, come dice don\u00a0Giussani,\u00a0il nostro amico comune, significa vedere se \u00e8 vero, meglio, rendere vero.<br \/>\nIn questi anni ho compreso che la preghiera salva la nostra esistenza\u00a0dal non\u00a0senso, unendola a Dio che in Ges\u00f9, attraverso Maria, si \u00e8 fatto\u00a0vicino, amico:\u00a0si \u00e8 donato e si dona a noi. In questi anni ho toccato\u00a0con mano che Maria, la<br \/>\nMadre di Ges\u00f9, intercede realmente per noi\u00a0perch\u00e9 siamo suoi figli amatissimi.<br \/>\nOra che don Giacomo \u00e8 morto e le cose, i rapporti nati e cresciuti\u00a0intorno a lui\u00a0sembrano sfaldarsi: Trenta giorni ha chiuso, tanti amici\u00a0sono sempre pi\u00f9\u00a0preoccupati di mantenere in vita \u201cforme\u201d e \u201criti\u201d\u00a0che con Giacomo generavano vita\u2026 rimane vivo e vero soltanto ci\u00f2\u00a0che don Giacomo ha vissuto e insegnato: \u201cchi prega \u00a0si salva\u201d\u00a0(aggiungo con Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori) \u201cchi non prega si danna\u201d.<br \/>\nPer questo sono grato del mio ultimo incontro con don Giacomo\u00a0all\u2019ospedale Pio XI\u00a0di Roma quando ho potuto vedere che il suo confidare\u00a0nel Signore era appoggiarsi\u00a0a Lui, affidarsi a Lui nel percorrere\u00a0una strada che non avrebbe mai immaginato\u00a0e che continuamente chiedeva\u00a0che un miracolo cambiasse. Nel suo tormento era\u00a0lieto e grato perch\u00e9\u00a0era come portato dall\u2019amore per Ges\u00f9, per Maria e per i suoi \u00a0amici\u00a0in Paradiso (i Santi) e come un bambino si affidava completamente\u00a0a loro\u00a0lasciandosi condurre.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.collactio.com\/images\/stories\/spirtualita\/bambini-cinesi-in-preghiera.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.collactio.com\/plugins\/content\/fboxbot\/thumbs\/bambini-cinesi-in-preghiera_70x46_182c578f2983b91305405c458307ad5d.jpg\" alt=\"bambini-cinesi-in-preghiera\" width=\"70\" height=\"46\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel suo tormento era lieto e grato perch\u00e9\u00a0era come portato dall\u2019amore per Ges\u00f9, \u00a0per Maria e per i suoi amici\u00a0in Paradiso (i Santi) e come un bambino si affidava \u00a0completamente\u00a0a loro lasciandosi condurre.<br \/>\nEra grato per gli amici che in quei giorni lo servivano, tra i tanti\u00a0mi ha commosso\u00a0vederlo ringraziare don Pino che gli sistemava il\u00a0vassoio della cena e gli puliva\u00a0le mani quando questa era ormai terminata.\u00a0\u00a0Mi ha commosso il suo bacio che \u00a0gratuitamente mi ha inviato quando\u00a0lo stavo salutando e lui mi ha risposto \u00a0portando la sua mano alla bocca\u00a0e lasciandola verso di me. \u00c8 stato il suo addio\u00a0e la sua benedizione.\u00a0\u00a0Dopo quasi cinque anni dalla mia partenza dalle parrocchie \u00a0in Sabina\u00a0sono stato certo che mi aveva benedetto e che aveva compreso la mia scelta.<br \/>\nHo lasciato la Sabina e Terni domandando quell\u2019interesse che mi spinse\u00a0a scegliere \u00a0Giacomo come amico, e ora mi chiedeva, proprio quando\u00a0mi ero \u2018accasato\u2019, di \u00a0vivere da adulto quel grido che salva e che\u00a0fa crescere in noi e nel mondo\u00a0l\u2019interesse per Ges\u00f9 e la vita buona\u00a0che Egli ha portato e continua a promuovere \u00a0nel mondo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Q uello che deve rimanere sono le scintille devono essere acchiappate come le lucciole nelle mani di un bambino Parole di Don Giussani, dal TG2 del dicembre 2004, che piacevano a don Giacomo. 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