{"id":1878,"date":"2013-02-03T13:52:52","date_gmt":"2013-02-03T13:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=1878"},"modified":"2013-02-03T14:06:39","modified_gmt":"2013-02-03T14:06:39","slug":"qui-e-ora-ogni-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=1878","title":{"rendered":"Prof, a cosa serve la poesia? La supplente e una mail di Daniela Iuppa"},"content":{"rendered":"<div id=\"_mcePaste\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 14pt; line-height: 115%; text-align: justify;\">Nello stesso atomo di immensit\u00e0. Io e voi, dentro questa scatoletta, miracolosamente insieme. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 14pt; line-height: 115%; text-align: justify;\">&#8230; Un miracolo o no?&#8230; &#8211; Vi vedo perplessi. Naturale, lo so da me: ogni giorno incontriamo persone mai viste prima e per le quali dovremmo ragionare allo stesso modo. Sicch\u00e9, messa in questi termini, ogni giorno dovrebbe corrispondere a una selva di miracoli. Vero, verissimo, ma c\u2019\u00e8 un ma. Sapete quale? Che noi ce lo stiamo dicendo. Lo stiamo notando. E allora, dove sar\u00e0 mai il miracolo? Nella cosa avvenuta, o nel fatto che ce ne siamo accorti?&#8230; O nel fatto che, in anni di supplenze, <\/span><em>in anni e anni<\/em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 14pt; line-height: 115%; text-align: justify;\"> di supplenze, un\u2019osservazione del genere io la faccia oggi con voi &#8211; qui, ora &#8211; <\/span><em>now<\/em><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 14pt; line-height: 115%; text-align: justify;\"> &#8211; per la prima volta?&#8230; <\/span><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\"><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/loc-LA-SUPPLENTE1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1880\" title=\"loc-LA-SUPPLENTE\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/loc-LA-SUPPLENTE1-264x300.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/loc-LA-SUPPLENTE1-264x300.jpg 264w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/loc-LA-SUPPLENTE1.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><\/a><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\">Per coincidenza forse non casuale, la strepitosa interpretazione di Silvia Brogi (mio figlio, undici anni, colpitissimo: \u00e8 bravissima, perch\u00e9 non \u00e8 famosa? ) de <em>La supplente<\/em> di Manfridi (vedi post precedente e le frasi qui sopra) si intreccia con questa bella mail di Daniela Iuppa dopo gli esami del 31 gennaio di Letteratura italiana a Tor Vergata. Educazione, scuola, bellezza: ce ne siamo accorti di chi abbiamo davanti? \u00c8 ancora possibile un incontro serio, di reciproca crescita nella difficolt\u00e0 di ogni giorno (soprattutto per gli insegnanti di scuola precari, supplenti o simili?). <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\">La ragazza in questione nella mail, brava, non c\u2019\u00e8 dubbio, sollecitata da Daniela ammetteva di aver studiato per assolvere un compito a cui per\u00f2 non credeva affatto, magari per compiacere la famiglia. Alla domanda che cosa allora vorrebbe fare dopo, ha risposto (Daniela \u00e8 rimasta basita!): la scrittrice (magari trash)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\">Ecco la mail di Daniela, compagna di strada all\u2019universit\u00e0, amica dell\u2019Associazione Testori (come ben sanno i lettori dei nostri blog), studiosa di rango, dottoranda in Italianistica, che saluto con affetto<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14.0pt; line-height: 115%; font-family: &amp;amp;amp; color: black;\">Caro prof,<br \/>\nle scrivo di getto, perch\u00e9 le frasi di quella ragazza stamane (insieme a qualche altra impressione che ho avuto) mi risuonano nelle orecchie. Sicuramente dentro la tristezza per certi ragazzi che si accontentano di cos\u00ec poco, di sfogliare qualche pagina sperando di sfangarla o, al meglio, di studiare meccanicamente tutto alla perfezione, senza chiedersi le ragioni di nulla. E sicuramente, risuonano nella ferita di vedere non incidente la bellezza (della poesia, della letteratura, dell&#8217;arte). Oggi mi sono accorta che l&#8217;esame \u00e8 un test per i ragazzi, ma anche per noi. Certamente per capire quanto siamo stati chiari a lezione, ma anche quanto, seppur minimamente, abbiamo lasciato trapelare la potenza dell&#8217;arte, l&#8217;urgenza della vita che essa risveglia, il suo enorme ruolo di scuotere dal torpore, di risvegliare questi cuori sempre pi\u00f9 pigri, sempre pi\u00f9 lontani dalla loro verit\u00e0, sempre pi\u00f9 vittime della nostra noncuranza e, quindi, sempre pi\u00f9 facilmente adeguabili a tutto.<br \/>\nE non a caso, credo, oggi mi porto questa ferita, dopo che ieri in una seconda ho annunciato che avrei cominciato ben presto un&#8217;ora di poesia. Un ragazzetto di schianto mi ha chiesto &#8220;Prof, ma a che serve la poesia?&#8221;, nello smarrimento generale. La domanda \u00e8 arrivata come un pugno, e mentre in me s&#8217;era creato quel silenzio cos\u00ec familiare, un altro, un po&#8217; scherzando, gli fa: &#8220;io il canto d&#8217;Ulisse ancora me lo ricordo! Quando mi dipart\u00ec da Circe, che sottrasse me&#8230;&#8221; e via a recitarlo (l&#8217;avevo fatto imparare loro a novembre). Quasi m&#8217;\u00e8 venuto da piangere. Poi l&#8217;ho fermato e ho detto solo &#8220;Bene. Presto, inizieremo l&#8217;ora di poesia e risponderemo alla domanda.&#8221;. Quella \u00e8 LA domanda e oggi ho compreso che ben tristi stanno diventando i nostri tempi e che pi\u00f9 grande si fa la nostra responsabilit\u00e0, pi\u00f9 grande il nostro spenderci per ricordare all&#8217;uomo l&#8217;uomo, con i mezzi e le passioni che ci sono state date. Insomma, tutta questa mail per dirle che oggi per me \u00e8 stato l&#8217;ennesimo momento prezioso, perch\u00e9 la ferita iniziale m&#8217;ha permesso di accorgermi nella carne della missione che, bene o male, ci \u00e8 affidata.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello stesso atomo di immensit\u00e0. Io e voi, dentro questa scatoletta, miracolosamente insieme. &#8230; Un miracolo o no?&#8230; &#8211; Vi vedo perplessi. Naturale, lo so da me: ogni giorno incontriamo persone mai viste prima e per le quali dovremmo ragionare allo stesso modo. 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