{"id":2189,"date":"2013-06-15T06:45:48","date_gmt":"2013-06-15T06:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2189"},"modified":"2013-06-18T13:46:55","modified_gmt":"2013-06-18T13:46:55","slug":"notizie-dal-brasile-di-alessandro-mantovani-richieste-pacifiche-e-mano-dura-della-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2189","title":{"rendered":"Notizie dal Brasile di Alessandro Mantovani (ancora il 17 giugno): richieste pacifiche e mano dura della polizia"},"content":{"rendered":"<p>La protesta scatenata dall\u2019aumento delle  tariffe degli autobus in Brasile si estende.<\/p>\n<p>E\u2019 opportuno precisare che, come dice il nome che si \u00e8 dato, PASSE LIVRE, il movimento rivendica la gratuit\u00e0 del trasporto pubblico urbano.<\/p>\n<p>Mentre continua in San Paolo il confronto tra manifestanti e polizia, il centro di Rio \u00e8  invaso in questo momento dai manifestanti, che \u2013 dopo aver tenuto un atteggiamento pacifico lanciando fiori contro la polizia militare &#8211;  hanno reagito ai tentativi di sgombero attuati con manganelli, bombe carta, , lacrimogeni, pallottole di plastica, una delle quali ha ferito uno studente ad un occhio. Alla violenza della polizia i manifestanti hanno riposto con lo stesso tipo di azioni che, in analoghe circostanze, erano state usate nei giorni scorsi dai manifestanti di San Paolo, con pietre e molotov, e appiccando il fuoco ai cassonetti delle immondizie.<\/p>\n<p>Anche in Porto Alegre e Maceio oggi \u00e8 stato giorno di manifestazioni contro il previsto aumento dei biglietti, e per domani un\u2019analoga iniziativa \u00e8 convocata a Florianopolis.<\/p>\n<p>Mano a mano che il movimento si estende, il tentativo delle autorit\u00e0 e dei mezzi di comunicazione di presentare i manifestanti come vandali all\u2019attacco del bene pubblico si sgretola.<\/p>\n<p>A Rio in piazza sono presenti sindacalisti, lavoratori, indios. A San Paolo, basta una ricognizione sulle decine e decine di arrestati e fermati per smentire la tesi ufficiale: tra essi infatti non solo giovani e studenti, ma anche operai, impiegati, uomini e donne di qualsiasi et\u00e0 e di varia condizione sociale.<\/p>\n<p>Ma il Brasile dell\u2019erede di Lula, Dilma Jussef, ha per il momento scelto la linea dura: mentre le autorit\u00e0 dello stato di San Paolo dichiarano a pi\u00f9 riprese sull\u2019aumento del prezzo, il ministero dell\u2019interno federale ha offerto il suo aiuto per reprimere il movimento.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che sul tavolo non c\u2019\u00e8 solo il prezzo dei biglietti, ma il crescente malcontento sociale.<\/p>\n<p>TESTIMONIANZA DA SAN PAOLO IN AGITAZIONE<\/p>\n<p>DALLA PAGINA FACEBOOK DI MARIANA BOTELHO<\/p>\n<p>TRAMITE LA POETESSA BRASILIANA VERA LUCIA DE OLIVEIRA<\/p>\n<p>. &#8220;Ritorno adesso dalle proteste nel centro di San Paolo; sono andato solo come osservatore, con due obiettivi: sapere chi sono gli attivisti e cercare di capire come \u00e8 iniziata la violenza, ecco quanto ho visto e sentito:<br \/>\n1. Migliaia di giovani concentrati pacificamente in piazza Roosevelt, quando, senza alcuna ragione apparente, la polizia ha iniziato un intenso bombardamento. Gas lacrimogeni esplosi senza sosta, producendo scoppi molto forti e spaventosi. Mai visto niente di simile nel centro della citt\u00e0. Gli attivisti, almeno in quel momento, non hanno reagito. Molti si limitavano a gridare: &#8220;No alla violenza, no alla violenza!&#8221; Anche cos\u00ec, l&#8217;artiglieria continuava. L&#8217;aria \u00e8 diventata irrespirabile e manifestanti hanno cominciato a disperdersi.<br \/>\n2. Sono corso verso la strada Rego Freitas, quando ho ricevuto le mascherine chirurgiche distribuite da ragazze e ragazzi che si trovavano di fronte al Collettivo Matilha Cultura [\u2026]<\/p>\n<p>3. Quando sono tornato in strada, c&#8217;erano sacchi della spazzatura in fiamme e alcuni cassonetti rovesciati in mezzo alla strada per impedire l&#8217;avanzata dei reparti antisommossa. Mi sono diretto verso via Consolazione. Appena giunto [\u2026], ho visto una grande quantit\u00e0 di polizia motorizzata, che occupava tutta il percorso in direzione del quartiere. C\u2019era un autobus imbrattato e abbandonato, ma non si \u00e8 verificato alcun evento. Dispersi, gli attivisti si mescolavano a persone non sono coinvolti nel movimento. Ho camminato pochi metri lungo il marciapiede, quando mi sono imbattuto in un cordone di polizia molto stretto, che bloccava la strada. Pi\u00f9 tardi, cominciarono ad esplodere bombe, senza che potessi vedere vedere cosa stava succedendo. L&#8217;aria si stava facendo di nuovo irrespirabile. Uno dei soldati si avvicin\u00f2 a noi, che semplicemente camminavano, punt\u00f2 al suolo una pistola con proiettili di gomma e grid\u00f2: \u00abDisperdersi, disperdersi!&#8221; iniziando a sparare. Tutti fuggirono, naturalmente.<br \/>\n4. Senza essere in grado di perseguire per  Consolazione, ho deciso di andare alla stazione della metropolitana di Santa Cecilia. Lungo la strada, molti giovani che parlavano in piccoli gruppi, senza polizia in giro. Quando sono entrato alla stazione, ho incontrato un fila enorme. Centinaia e centinaia di passeggeri stavano cercando di attraversare i tornelli. Siccome le strade circostanti erano bloccate, non rimaneva loro che prendere la metropolitana. Ho fatto un rapido calcolo e ho concluso che ci sarebbe voluto troppo tempo per salire a bordo. Ho deciso di salire a piedi il viale Pacaembu, dove ho finito per prendere un taxi.<br \/>\n5. I manifestanti che ho visto sono per lo pi\u00f9 molto giovani,  verosimilmente tra i 20 e i 25 anni. Sembrano appartenere alla classe media [in Brasile parlando di classe media si intendono anche i lavoratori, e non solo quelli che danoi sono i \u201cceti medi\u201d; ndt]. Non ho visto quasi nessun brutto ceffo o scalmanato. Ho notato soprattutto il coraggio e la convinzione con cui affrontavano la reazione della polizia. Qualcosa di molto forte sembra spingerli, al di l\u00e0 della rivendicazione di trasporto pubblico. Continuo a non capire cosa sia. &#8221;<\/p>\n<p>14 giugno 2013 Testimonianza di Armando Antenore<\/p>\n<p>DICHIARAZIONE DI OCCUPY BRAZIL SUI FATTI DA SAN PAOLO<\/p>\n<p>&#8220;I giornali non diranno che ci sono state ore di manifestazione pacifica, dall\u2019Avenida Paulista al terminale del parco Dom Pedro.<br \/>\nI giornali non dicono che la marcia ha seguito il percorso praticamente delimitata dalla polizia fino a rimanere intrappolata davanti al terminale.<br \/>\nI giornali non dicono che dopo aver chiuso una massa di 20.000 persone di fronte al terminal, le incompetenti forze di polizia dello stato di S\u00e3o Paulo hanno gettato lacrimogeni sulla folla, dando luogo ad una fuga precipitosa e mettendo la vita di molte persone in grave pericolo .<br \/>\nI giornali non mostreranno che il popolo torn\u00f2 cantando, unito, col  sostegno popolare dalle finestre degli edifici, con applausi e molto di pi\u00f9 fino alla piazza del Duomo<br \/>\nEssi non dicono che mentre cercava di riunirsi di nuovo in piazza del Duomo, la gente \u00e8 stata vigliaccamente attaccata dalla polizia antisommossa di fronte alla Cattedrale, senza alcun motivo apparente.<br \/>\nNon apparir\u00e0 sui giornali che da quel momento i reparti di polizia hanno attuato una caccia indiscriminata verso ogni passante, andando ben oltre il semplice disperdere e controllare.<br \/>\nSui giornali apparir\u00e0 solo che la caccia ha portato all&#8217;arresto di un giornalista e di un fotografo dei media tradizionali.<br \/>\nEssi non contano i manifestanti feriti, picchiati dalla polizia, colpiti dalle schegge.<br \/>\nI giornali sapranno mostrare solo i poliziotti feriti, come se fossero stati attaccati.<br \/>\nQuesti giornali parlano solo di atti di vandalismo, come se riassumessero tutta la manifestazione, dimenticando tutto il resto.<br \/>\nI giornali non mostreranno che il popolo era fuggito di nuovo, dalla Cattedrale verso la avenida Paulista, furioso per essere stato attaccato a tradimento davanti al MASP con trappole preparate nelle intorno in modo che il popolo non avesse nessun posto dove fuggire senza essere colpito dagli attacchi della polizia.<br \/>\nI giornali non diranno che tutto il vandalismo era diretto contro le banche e le propriet\u00e0 che rappresentano lo stato.<br \/>\nEssi daranno una visione semplicistica, classificando l\u2019agitazione come puro vandalismo senza scopo, nascondendo la reale motivazione di tale rivolta.<br \/>\nNon diranno mai che si tratta di una giovent\u00f9 stanca dell\u2019 oppressione dello Stato e della dittatura del sistema finanziario.<br \/>\nI giornali non dicono che la giovent\u00f9 non ha altro futuro che quello di ammassarsi ogni mattina in scatolette per sardine a quattro ruote per recarsi ad un posto di lavoro frustrante, pagati con uno stipendio che a malapena basta per l\u2019 alloggio e il cibo.<br \/>\nNon potranno mai dire che la speculazione ha cacciatoi lavoratori del grande centro, obbligandoli a ore di pendolarismo per raggiungere il posto di lavoro.<br \/>\nI grandi media non vogliono pi\u00f9 per informare ma mantenere l&#8217;ordine nel sistema attuale, il cosiddetto &#8216;status quo&#8217;.<br \/>\nViolento sono i mezzi di comunicazione che non sono in grado di vedere l&#8217;essere umano quando quest\u2019ultima non si conf\u00e0 ai loro interessi oligarchici.<br \/>\nViolenti sono i media.<br \/>\nViolento \u00e8 questo sistema malato. &#8221;<\/p>\n<p>This is how democracy looks like.<br \/>\nIL BRASILE LA PARTITA NON E\u2019 ALLO STADIO, E\u2019 NELLA PIAZZA<\/p>\n<p>Una pubblicit\u00e0 della Fiat Brasile, che passa alla TV in questi giorni di Confederation Cup, dice \u201cVem pra rua, vem pra rua, porque a rua \u00e9 a maior arquibancada do Brasil!\u201d (scendi in strada, scendi in strada, che \u00e8 il miglior spalto da stadio del Brasile!\u201d).<\/p>\n<p>Parole profetiche, ma in senso assai diverso da quello atteso.<\/p>\n<p>La presunta festa pre-mondiali della, i cui match sono cominciati in questi giorni nel gigante sudamericano, \u00e8 sotto choc. In un paese dove il calcio \u00e8 una religione interclassista e una forma di riscatto sociale, i brasiliani, sorprendendo il mondo intero, pi\u00f9 che gli stadi   stanno riempendo le piazze.<\/p>\n<p>Oggi, il movimento nato San Paolo (la maggiore metropoli brasiliana) \u2013 movimento che fin dal primo giorno abbiamo commentato intuendone il valore al di l\u00e0 dell\u2019iniziale tentativo di autorit\u00e0 e stampa di dipingerlo come \u201cvandalismo\u201d \u2013 ha vissuto il sesto giorno consecutivo.<\/p>\n<p>E che giorno!<\/p>\n<p>A San Paolo, finora capitale morale del movimento, 65 mila persone, divise in tre tronconi, hanno preso il controllo della citt\u00e0 e, per la prima volta, di fronte all\u2019ampiezza della manifestazione, la polizia si \u00e8 limitata ad accompagnare i corteii, composti da studenti e   lavoratori. Le autorit\u00e0, come del resto la stampa, hanno a denti stretti dovuto mutare il loro atteggiamento di intransigenza, iniziando il dialogo. La capacit\u00e0 organizzativa dimostrata dai manifestanti \u2013 che distribuivano fiori e insistevano sul carattere pacifico della protesta \u2013 ha impressionato gli osservatori, tanto pi\u00f9 se si considera che i partiti e le burocrazie sindacali sono praticamente assenti e totalmente colti di sorpresa.<\/p>\n<p>A Rio la manifestazione nel centro della citt\u00e0 ha raccolto ben centomila persone, che dopo un lungo corteo si sono riunite di fronte all\u2019Assemblea Legislativa, dove vi sono stati scontri con la polizia e lanci di molotov.<\/p>\n<p>Scontri vi sono stati anche a Belo Horizonte, dove il corteo ha riunito ventimila presenze.<\/p>\n<p>A Brasilia, la capitale, cinquemila manifestanti hanno invaso \u2013 per la prima volta nella storia del Brasile &#8211;   gli edifici governativi, stazionando sul tetto del Congresso Nazionale progettato dal \u201ccomunista\u201d Oscar Niemeyer.<\/p>\n<p>Diecimila a Belem, tremila a Macei\u00f3, cinque mila a Salvador de Bahia, cinque mila a Curitiba, diecimila a Porto Alegre. Questi i numeri delle altre principali citt\u00e0.<\/p>\n<p>Cominciato come una protesta contro l\u2019aumento del prezzo degli autobus urbani, \u00e8 chiaro che il movimento sta assumendo un significato politico che si amplia ogni giorno mano mano che ne cresce l\u2019estensione: gli slogan urlati dai manifestanti, da nord a sud del paese, sono contro le carenze del trasporto pubblico, della sanit\u00e0, contro l\u2019aumento dei prezzi \u2013 negli ultimi mesi l\u2019inflazione ha rialzato selvaggiamente la testa \u2013 contro la corruzione dilagante in tutte le sfere dell\u2019amministrazione dello stato e della politica, cos\u00ec come nel partito oggi la governo, coinvolto in una serie ininterrotta di scandali, contro lo spreco di denaro pubblico in opere i cui cantieri vedono lievitare i costi in corso d\u2019opera e che non terminano mai. E persino \u2013 udite udite! contro le ingenti somme investite per la preparazione dei mondiali del 2014 \u2013 stadi, infrastrutture \u2013 e tolti, come affermano i manifestanti, ai veramente necessari investimenti nei campi dell\u2019educazione e della sanit\u00e0, tuttora estremamente al di sotto degli standard internazionali di una paese che si sente ormai appartenente al primo mondo.<\/p>\n<p>Rimandando ad una prossima corrispondenza un\u2019analisi pi\u00f9 articolata dell\u2019origine e del significato di un movimento che ha tutta l\u2019aria di essere solo un inizio, e anche delle sue specificit\u00e0, si deve intanto registrare che esso ha in comune con i movimenti degli indignados in Spagna, di Occupy negli Stati Uniti, e di piazza Taksim in Turchia, il fatto di essere composto prevalentemente \u2013 anche se non solo \u2013 da giovani scolarizzati distanti dai partiti e dai sindacati tradizionali.<\/p>\n<p>Che una manifestazione contro gli sprechi in vista dei mondiali abbia avuto luogo oggi a Fortaleza proprio davanti all\u2019hotel che ospita la nazionale calcistica brasiliana, \u00e8 un sintomo di cambiamento di estremo interesse in un paese la cui identit\u00e0 nessuno finora ancora aveva mai immaginato potesse dissociarsi dalla \u201cbola\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVem pra rua, vem pra rua, porque a rua \u00e9 a maior arquibancada do Brasil!\u201d<\/p>\n<p>Oltre che turchi, siamo tutti Brasiliani!<\/p>\n<p>Alessandro Mantovani<\/p>\n<p>Florianopolis 17 giugno 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La protesta scatenata dall\u2019aumento delle tariffe degli autobus in Brasile si estende. 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