{"id":2212,"date":"2013-06-25T06:35:41","date_gmt":"2013-06-25T06:35:41","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2212"},"modified":"2013-06-25T19:08:21","modified_gmt":"2013-06-25T19:08:21","slug":"loccasione-di-marco-baliani-e-troppo-tardi-o-il-ritardo-e-necessario-per-gioire-del-miracolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2212","title":{"rendered":"L&#8217;occasione di Marco Baliani: \u00e8 troppo tardi o il ritardo \u00e8 necessario per gioire di un dono?"},"content":{"rendered":"<p>Prima di giungere alla scrittura racconto pi\u00f9 volte, a voce, la storia, ad ascoltatori attenti. In questo modo, raccontandola, i personaggi, la trama, le azioni, diventano via via pi\u00f9 concreti, a volte svelando percorsi non previsti (Marco Baliani, <em>L\u2019occcasione<\/em>, Rizzoli, 2013).<em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/marco-baliani-loccasione-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/marco-baliani-loccasione--300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"marco baliani -  l&#039;occasione\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2215\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/marco-baliani-loccasione--300x225.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/marco-baliani-loccasione-.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 troppo tardi: un ritornello, quasi una profezia funesta, risuona lugubre nelle azioni di tutta una generazione, quella capace di bruciare ideali di rinnovamento e rivoluzione in atti di violenza. Dopo vent\u2019anni, per una strana occasione-coincidenza francescana, ad Assisi, Marcella rivive quegli anni, coinvolgendo suo figlio, rivelandogli (\u00e8 troppo tardi?) la verit\u00e0 sulla morte del padre. Il ragazzo, sconvolto, parte per ricercare volti e storie del tempo, nelle rughe del passato, per ricostruire l\u2019episodio della rapina costata la vita al genitore. Sua madre, viceversa, da un altro capo del tempo, verso il futuro, si mette a cercare un giovane scomparso, distrutto dalla droga, isolato dai compagni. Il limite del tempo, il desiderio strappato, avvilito, stremato di assoluto, si svolge in dialoghi e esperienze non previste, senza sbavature morali, raccontando personaggi concreti, ombre e luci, carne di voce e teatro, veri fino alla commozione e alle domande radicali (il tema dell\u2019aiuto alla morte nell\u2019indimenticabile personaggio, sfuggente, solo evocato, del Monaco), in un teso e rabbioso confronto generazionale: tra coloro che hanno nutrito fino alla morte un ideale e i ragazzi dei quali si dice che di ideali non ne hanno pi\u00f9 e si sballano continuamente per non cadere nel fango della noia.<br \/>\nMarcella, con dolore, guardando in faccia gli ultimi, alcuni angeli del soccorso, ragazzi disperati, dovr\u00e0 ricredersi: ha imparato, dopo vent\u2019anni, a guardare in faccia, uno per uno, i suoi studenti (\u00e8 professoressa e il romanzo si apre con la gita ad Assisi e l\u2019episodio scatenante di un frate che ripete le disperate parole di Ginepro: \u00e8 troppo tardi, come rivivendole in una pazzia profetica dei nostri anni, di tutti i personaggi chiamati da Baliani a comporre la storia).<br \/>\nLa forza narrativa, fino all\u2019ultima pagina \u00e8 sorprendente, come sorprendono i personaggi, gli amici del padre di Matteo, della generazione ormai inservibile e quelli del mondo dei miserabili e dei drogati, affermando, e sicuramente non \u00e8 mai tardi, un valore positivo a cui aderiscono anche molti ex combattenti degli anni di piombo: il servizio agli altri, nelle forme di assistenza volontaria.<br \/>\nSu tutto il filo dell\u2019attesa del miracolo, di un evento (chiamiamolo pure ideale) su cui si apre e si chiude il romanzo, con il volto di Francesco morente e Ginepro che desidera vederlo per l\u2019ultima volta. Far\u00e0 in tempo? Se su Ginepro siamo sicuri, non cos\u00ec sulla sorte di tutti gli altri personaggi mossi dalla eco delle parole antiche dell\u2019amico del Santo di Assisi. Ma Baliani ha introdotto la parola risolutiva, da non scordare: dono e dal dono la riconoscenza e il perdono, prima di tutti di se stessi, della propria imperfezione:<\/p>\n<blockquote><p>Ginepro si ferma, cade in ginocchio, in quell\u2019i stante sente che Francesco sta morendo, un sorriso di riconoscenza gli si disegna sul volto, comprende che non \u00e8 pi\u00f9 in ritardo, che non lo era mai stato. E\u2019 quest\u2019ultimo regalo che Francesco gli ha donato, un ritardo necessario per permettergli di assistere, lui, da solo, a quel miracolo.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/baliani-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/baliani-3-300x199.jpg\" alt=\"\" title=\"baliani 3\" width=\"300\" height=\"199\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2214\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/baliani-3-300x199.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/baliani-3.jpg 723w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di giungere alla scrittura racconto pi\u00f9 volte, a voce, la storia, ad ascoltatori attenti. 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