{"id":2261,"date":"2013-07-24T08:19:53","date_gmt":"2013-07-24T08:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2261"},"modified":"2013-08-03T13:50:16","modified_gmt":"2013-08-03T13:50:16","slug":"si-e-pure-tolto-gli-occhiali-ed-era-lo-stesso-sguardo-ma-in-paradiso-ci-e-andato-portandoli-indosso-ben-fissi-sul-naso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2261","title":{"rendered":"Si \u00e8 pure tolto gli occhiali, ed era lo stesso sguardo. Ma in Paradiso ci \u00e8 andato portandoli indosso, ben fissi sul naso."},"content":{"rendered":"<p>Luigi deve averle viste cos\u00ec le cose del mondo, misteriose, trasparenti.<br \/>\nSi \u00e8 pure tolto gli occhiali, ed era lo stesso sguardo. Ma in Paradiso ci \u00e8 andato portandoli indosso, ben fissi sul naso. Aveva tanto atteso che aveva paura di lasciarli cadere&#8230; e cos\u00ec di non distinguere bene il Volto che gli stava venendo incontro&#8230; <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/seminatore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/seminatore.jpg\" alt=\"\" title=\"seminatore\" width=\"252\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2262\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 24 luglio del 1983, moriva a Bosa, in Sardegna, durante una immersione subacquea, Luigi Storoni, studente universitario di Filosofia a Roma Sapienza. Fuori sede, era nato a Pesaro. Con Gianni, Daniele, Marco e altri ha partecipato a quello che don Giacomo, fino alla fine, ha definito un nuovo inizio di grazia, di cui la morte improvvisa e tragica di Luigi \u00e8 stata un centro propulsore. Nel libro di racconti, Occhi, occhiali e Paradiso ci sono questi racconti. Il pi\u00f9 lungo, che d\u00e0 il titolo al libro, la storia di Luigi, la potete rileggere sul sito di Davide Malacaria, Piccole Note. Vi ho trascritto le ultime frasi e ancora qui sotto l&#8217;incipit, che prende spunto dal viaggio di ritorno in Sardegna, dopo alcuni anni, di Roberto, amico di Luigi, che era l\u00ec Bosa trent&#8217;anni orsono:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/\">Un incanto \u00e8 un treno che vola, una nave nel cielo infinito.<br \/>\n&#8220;Come sono disegnate le cose al mondo, &#8211; pensa Roberto &#8211; le cose del mondo. Volano via gli aeroporti, le case, perfino i grattacieli&#8221;.<br \/>\nSfilano le Puglie, Bari e riconosce Taranto e i suoi mesi da militare. La costa \u00e8 una linea disegnata a mano libera, estranea all&#8217;arte del disegno, fantasiosa, casuale. E poi il mare.<br \/>\nDeve essere stato terribile sentirsi schiacciare dal mare, da una montagna di acqua buia che toglie il respiro; e sentire tutto ci\u00f2 che \u00e8 vivo e sta al di sopra premere e annegare, portare la morte. &#8220;Ma Luigi, poi, era salito su, dove tutto \u00e8 chiaro e le cose si fanno piccole, fragili&#8221;.<br \/>\nDeve aver perfino sorriso, cos\u00ec chiamato da Dio. Sorriso di tutto l&#8217;affanno, la vana fatica e invece di come \u00e8 semplice seguitare in mezzo quel cielo, condotti a guardare il mondo non dall&#8217;angolo dello sguardo terreno, ma nel suo volto definitivo, completo.<br \/>\nQuanto banale tutto il resto, schermaglia doveva apparire, nuvola di passaggio.<br \/>\nCome quando l&#8217;aereo si solleva e lascia l&#8217;umidit\u00e0 e la terra per entrare a mille miglia di distanza. S\u00ec, Luigi \u00e8 salito a vederlo cos\u00ec il mondo. &#8220;Ecco gli oggetti, i sentimenti, le cose &#8211; sembra dirgli &#8211; sono il movimento della vita, l&#8217;intreccio, la tela, onde. Ma come le onde, &#8211; piccole e grandi lo stesso attimo vanno e tornano, inghiottono, &#8211; sono trasparenti di un senso pi\u00f9 misterioso, simbolico &#8230;&#8221;<br \/>\nCome da quel finestrino &#8230;<br \/>\nAndr\u00e0 nuovamente in Sardegna, gli amici Io aspettano a<br \/>\nCivitavecchia, deve imbarcarsi nella mattinata.<br \/>\nLuigi non ci sar\u00e0, \u00e8 morto l&#8217;anno prima, annegato in un mare<br \/>\ncome quello, in un cielo marittimo. Era scomparso persino il sole dal dolore. Credo che di fronte a quel finestrino e poi appoggiato alla banchina della nave, ritorni a storie della sua vita.<\/a><\/p>\n<p>Ed ecco un passo dall&#8217;introduzione di don Giacomo a <em>Occhi, occhiali e Paradiso<\/em>, edito da Nuova Cultura nel 1990.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/\">E&#8217; molto bello che questo inizio, per molti di noi, fosse un inizio gi\u00e0 dentro una storia, perch\u00e9 l&#8217;incontro che aveva coinvolto Luigi, Daniele, Marco dentro quella storia era accaduto qualche anno prima, qualche mese prima. Ma questa \u00e8 la caratteristica della storia di questo avvenimento, che &#8220;va da inizi in inizi con inizi che non hanno mai fine&#8221;. Comunque quel seminario del maggio &#8217;78 fu un miracolo. Il miracolo \u00e8 quando l&#8217;inizio assume una evidenza umana e un&#8217;attrattiva umana cos\u00ec imponente che l&#8217;uomo che per grazia se ne accorge rimane segnato per sempre.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi deve averle viste cos\u00ec le cose del mondo, misteriose, trasparenti. Si \u00e8 pure tolto gli occhiali, ed era lo stesso sguardo. Ma in Paradiso ci \u00e8 andato portandoli indosso, ben fissi sul naso. 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