{"id":2434,"date":"2013-09-07T07:01:33","date_gmt":"2013-09-07T07:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2434"},"modified":"2013-09-07T16:28:18","modified_gmt":"2013-09-07T16:28:18","slug":"elivira-seminara-la-penultima-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2434","title":{"rendered":"Elivira Seminara: La penultima fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Riapparizioni fugaci di ombre, di nuovo un chiarore, un frigorifero che si apre. Adesso un corpo, un uomo che esce sul balcone, fuma immobile una sigaretta.<br \/>\nLa comunit\u00e0 dei dormienti si muove sulla soglia di ogni universo, ignara di essere comunit\u00e0. Non sa di amarsi. Ed \u00e8 un amore raro, fatto di muta condivisione e miracolosa estraneit\u00e0 per questo sparisce con l\u2019evidenza del sole e dei rumori. Nessuno sparer\u00e0, stanotte, in queste strade piene di notte, per non violare il patto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo-230x300.jpg\" alt=\"\" title=\"nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo\" width=\"230\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2435\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo-230x300.jpg 230w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo-788x1024.jpg 788w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/nottetempo-cop-la-penultima-fine-del-mondo.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra domande \u201cultime\u201d e ironia, comicit\u00e0, leggerezza del \u201cpenultimo\u201d, il racconto di Elvira Seminara, <em>La penultima fine del mondo<\/em> \u00e8 molto originale, su di un tema caro alla letteratura, ma affrontato, di solito, senza l\u2019orma extravagante del penultimo, e l\u2019ilare gestualit\u00e0 (della morte) che ne consegue tipica della scrittrice e giornalista siciliana. Non capivo, leggendo il racconto, se trattenere il sorriso in quella situazione (che in qualche misura \u00e8 il nostro specchio quotidiano, dove le deformazioni sono nello sguardo e nella rassegnazione nostra, solo nostra) o lasciarmi andare insieme alle lacrime a quei ritratti a quei propositi, a figure che, messe insieme, mi hanno ricordato Buster Keaton e le sue impossibili costruzioni. Quello che si pu\u00f2 dire della trama, lasciando al lettore il gusto dei particolari, dei personaggi di una frase o di una pagina, con qualche protagonista, ma in definitiva corale, \u00e8 presto detto: in un paesino della Sicilia, per nessuna ragione apparente, la gente comincia a suicidarsi. Nella suspense del momento, sempre delicata, la Seminara infila, come detto, le domande radicali, sul senso della vita contemporanea, sul valore dell\u2019esistenza, sulla noia, sulla superficialit\u00e0 delle nostre azioni. Bellissimi gli scorsi paesaggistici (quell\u2019inno alla notte dello \u201cscrittore\u201d da cui ho tratto il brano qui sopra), quasi in contrasto con la paura di vivere, con la sindrome del suicidio, improvviso e senza ragione.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 sicuramente molto di Guido Morselli (o forse \u00e8 mia deformazione professionale!) quando lo scrittore che giunge in paese ha la sensazione di essere l\u2019ultimo uomo al mondo e che l\u2019umanit\u00e0 (qui per\u00f2 limitatamente a quel paese) si possa essere sublimata, condotta o condannata da qualche altra parte. Sicuramente ritorna, in questo insolito clima tra noir e comico, il desiderio degli scrittori di sbirciare oltre la fine, ognuno con le proprio armi, a descrivere l&#8217;unica cosa che non si pu\u00f2 descrivere, la propria e l&#8217;altrui morte, Allora soccorre la penna, quella lievissima fantasia che rimane il tratto puro e specifico di Elvira Seminara (leggete il libro precedente, sempre per Nottetempo, divertentissimo: <em>Scusate la polvere<\/em>).<br \/>\nNon \u00e8 escluso che la vittoria sia dei bambini, oltre la rete innalzata per isolare quello strano paese, sconfitto l\u2019attrazione per il suicidio e la morte che assomiglia ad una apatia generale. O forse vincer\u00e0 proprio il potere della letteratura di raccontare un suo universo, autonomo, fantastico, altro, reale o irreale, ma, nel caso della Seminara, sempre in grado di parlare al cuore, tramite il riso, o il sorriso, la tenerezza. In questo caso, anche se dovranno arrendersi davanti alle reti, i bambini e lo scrittore potranno camminare lo stesso percorso, dentro o fuori un IPAD, specchio dei ritmi contemporanei della scrittura e della vita. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/seminara.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/seminara.jpg\" alt=\"\" title=\"seminara\" width=\"275\" height=\"184\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2436\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riapparizioni fugaci di ombre, di nuovo un chiarore, un frigorifero che si apre. Adesso un corpo, un uomo che esce sul balcone, fuma immobile una sigaretta. La comunit\u00e0 dei dormienti si muove sulla soglia di ogni universo, ignara di essere comunit\u00e0. Non sa di amarsi. Ed \u00e8 un amore raro, fatto di muta condivisione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-2434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura-e-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2434"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2438,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2434\/revisions\/2438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}