{"id":2503,"date":"2013-10-10T20:32:27","date_gmt":"2013-10-10T20:32:27","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2503"},"modified":"2013-10-10T20:36:17","modified_gmt":"2013-10-10T20:36:17","slug":"la-conversazione-dei-baci-sommessa-eccitante-sfrontata-rivoluzionaria-giocare-con-alice-munro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2503","title":{"rendered":"&#8220;La conversazione dei baci. Sommessa, eccitante, sfrontata, rivoluzionaria&#8221;: giocare con Alice Munro"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>La conversazione dei baci. Sommessa, eccitante, sfrontata, rivoluzionaria. Quando smisero tremavano entrambi, e fu con fatica che lui recuper\u00f2 il controllo della voce, sforzandosi di assumere un tono pratico.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/alice-m.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/alice-m-300x250.jpg\" alt=\"\" title=\"alice m\" width=\"300\" height=\"250\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2504\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/alice-m-300x250.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/alice-m.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019asciutta e penetrante scrittura di Alice Munro, scrittrice canadese, riconosciuta tra le massime autorit\u00e0 del racconto breve, si distingue per l\u2019abilit\u00e0 nel descrivere la situazione psicologica dei  personaggi, condensandola in correlativi oggettivi o piccole astuzie, giocando di rimando. Si veda il racconto Scherzi del destino, contenuto nella raccolte In fuga ora anche nella Tascabile economica Einaudi.<br \/>\nRobin \u00e8 una ragazza giovane, con un\u2019unica vera passione, quella per il teatro. Ogni anno si reca ad una delle rappresentazioni estive di Shakespeare nella cittadina di Stratford. Per recarvisi deve prendere il treno. Questo rituale che compie \u00e8 l\u2019unico momento completamente suo, rubato ad una esistenza problematica e apatica. Chiedetevi perch\u00e9 il racconto inizia proprio dall\u2019esclamazione rabbiosa su di un vestito non ancora pronto: sapremo molto pi\u00f9 avanti, a met\u00e0 circa, che si tratta del correlativo oggettivo di qualcosa di importante che ancora deve essere tenuto nascosto e nello stesso tempo esibito, come la traccia di Pollicino che non sar\u00e0 divorata dagli uccellini. Esordio posto a met\u00e0 della storia, non nel capovolgimento totale di Tolstoj e di Roth, ma da un punto intermedio. Perch\u00e9 la storia \u00e8 divisa in due fasi, e il secondo lacerto temporale si fraziona ancora in due parti. Attraverso il dialogo, con pochissime battute, viene data la possibilit\u00e0 di distinguere nettamente tra due personaggi, Robin, la protagonista, e la sorella, introducendone anche un terzo.  Entra poi nell\u2019argomento centrale attraverso l\u2019amore per il teatro, che la rende orgogliosamente unica. Non sa di mettersi in qualche senso nella rete shakespeariana degli inganni, degli incontri casuali o mancanti, delle truffe. Bellissima poi l\u2019immagine del cigno: \u00e8 una pietruzza o una briciola, se vogliamo usare le metafore della favola di Pollicino. Sono indizi che ci porteranno di nuovo alla casa-cuore del racconto o rappresentano un abile depistaggio della Munro? <\/p>\n<p>\u00abMi ammazzo\u00bb disse Robin una sera di tanti anni fa. \u00abSe quel vestito non \u00e8 pronto, io mi ammazzo.\u00bb[\u2026]<br \/>\n\u00abHo detto, mi ammazzo\u00bb ribatt\u00e9 Robin provocatoria. \u00abMi ammazzo, se entro domani quel vestito non \u00e8 pronto. In tintoria\u00bb.<br \/>\n\u00abMi era sembrato che avessi detto cos\u00ec. Ti ammazzi?\u00bb. Una dichiarazione del genere non sarebbe mai uscita dalla bocca di Joanne. Si esprimeva in modo cos\u00ec pacato, lei, con uno sdegno talmente composto, mentre il suo sorriso, gi\u00e0 svanito, non era altro che un\u2019impercettibile tensione agli angoli della bocca.[\u2026]<br \/>\nJoanne aveva ormai trent\u2019anni; Robin, ventisei. Joanne era acerba di corpo: stretta di torace, viso lungo e giallastro, capelli castani, dritti e sottili. Non provava mai a fingere di essere altro che una sventurata, a met\u00e0 strada fra l\u2019infanzia e la maturit\u00e0. Bloccata, mutilata, in un certo senso, da una violenta forma di asma cronica, fin da bambina. Da una persona del genere, una che d\u2019inverno non metteva il naso fuori casa e di notte non poteva essere lasciata sola, non ci si aspettava uno spirito tanto incline a devastare a parole la stupidit\u00e0 di gente ben pi\u00f9 fortunata. N\u00e9 che potesse attingere a tali riserve di disprezzo. Nella memoria di Willard, era una vita che assisteva alla scena di Robin con gli occhi pieni di lacrime per la rabbia, mentre Joanne le diceva: \u00abSi pu\u00f2 sapere cos\u2019hai adesso?\u00bb<br \/>\nMa quella sera Robin registr\u00f2 appena la stangata. Domani andava a Stratford, era il suo giorno, e gi\u00e0 si sentiva fuori dalla giurisdizione di Joanne.<br \/>\n\u00abCosa danno, Robin?\u00bb chiese Willard, nel tentativo di appianare la crisi, se possibile. \u00abQualcosa di Shakespeare?\u00bb<br \/>\n\u00abS\u00ed. Come vi piace.\u00bb<br \/>\n\u00abE tu riesci a seguirlo? Shakespeare?\u00bb<br \/>\nRobin disse di s\u00ed.<br \/>\n\u00abSei eccezionale\u00bb<br \/>\n[\u2026] Non leggeva mai prima il testo e non le importava che fosse una tragedia o una commedia. Neanche una volta le era capitato di imbattersi in qualcuno di sua conoscenza, a teatro come in strada, e la cosa le piaceva moltissimo. Una delle sue colleghe infermiere le aveva detto: \u00abIo non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere, da sola.\u00bb E quella frase le aveva fatto capire quanto dovesse ritenersi diversa dagli altri.[\u2026] L\u2019anno prima aveva visto Antonio e Cleopatra. Dopo lo spettacolo, passeggiando lungo il fiume, aveva notato un cigno nero \u2013 il primo della sua vita -, un silenzioso intruso che scivolava sull\u2019acqua e mangiava a breve distanza da quelli bianchi. [\u2026]<\/p>\n<p>All\u2019uscita del teatro s\u2019imbatte in uno grosso dobermann dal nome Giunone e nel suo padrone e si accorge di aver perso la borsa, con il biglietto del ritorno e tutti i soldi. L\u2019uomo si offre di aiutarla, pagandole il treno.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 raggiungere Giunone che lo aspettava pi\u00f9 avanti, il proprietario richiam\u00f2 la cagna. E l\u2019agganci\u00f2 al guinzaglio che aveva in mano.<br \/>\n\u00abSull\u2019erba la lascio libera. Gi\u00f9, sotto il teatro. Lei \u00e8 contenta. Ma quass\u00f9 dovrebbe stare al guinzaglio. Sono stato pigro. Si sente male?\u00bb<br \/>\nRobin non fu nemmeno sorpresa per quel cambiamento di rotta nella conversazione. Rispose: \u00abHo perso la borsa. \u00c8 stata colpa mia. L\u2019ho lasciata sul ripiano del lavabo nella toilette del teatro; poi sono tornata a cercarla, ma non c\u2019era pi\u00f9. Sono uscita dimenticandola l\u00ec dopo lo spettacolo\u00bb.<br \/>\n\u00abChe cosa davano oggi?\u00bb<br \/>\n\u00abAntonio e Cleopatra\u00bb, disse lei. \u00abDentro avevo i soldi e il biglietto del treno per tornare a casa\u00bb.<br \/>\n\u00ab\u00c8 venuta in treno? Per vedere Antonio e Cleopatra?\u00bb<br \/>\n\u00abS\u00ed\u00bb<br \/>\n[\u2026]<br \/>\n\u00abCosa la fa sorridere?\u00bb chiese l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abNon so\u00bb.<br \/>\n\u00abBe\u2019, continui pure\u00bb, disse lui \u00abperch\u00e9 sar\u00f2 felice di prestarle un po\u2019 di soldi per il treno. A che ora deve partire? \u00bb.<br \/>\nRobin gli disse l\u2019orario, e lui: \u00abPerfetto, ma prima dovrebbe mangiare qualcosa \u00bb.<\/p>\n<p>Manca del tempo alla partenza, i due vanno nell\u2019appartamento di lui, che, al primo piano, \u00e8 adibito anche a negozio di orologi, Lui \u00e8 orologiaio e viene dal Montenegro. Cucina un piatto jugoslavo alla ragazza, i due conversano cordialmente. Dopo cena fanno una passeggiata lungo il fiume e poi Daniel (Danilo) accompagna Robin a prendere quello che ormai \u00e8 l\u2019ultimo treno per tornare a casa. Lei gli chiede l\u2019indirizzo per potergli restituire i soldi. Lui non accetta, ma le strappa una promessa; quella di tornare a cercarlo l\u2019anno successivo in quel negozio. Di tornare con il vestito che ha indosso. E le chiede se anche per lei \u00e8 stato importante quel loro incontro. Alla conferma di Robin prendono a baciarsi. La scena ha il sapore, secco, dell\u2019assoluto che si piega all\u2019attimo transeunte, magari per una volta sola nelle loro esistenze.<\/p>\n<p>La conversazione dei baci. Sommessa, eccitante, sfrontata, rivoluzionaria. Quando smisero tremavano entrambi, e fu con fatica che lui recuper\u00f2 il controllo della voce, sforzandosi di assumere un tono pratico.<br \/>\n\u00abNon scriviamoci lettere; le lettere non sono una buona idea. Dobbiamo solo ricordare, e rivederci l\u2019estate prossima. Non \u00e8 il caso che tu mi faccia sapere. Vieni e basta. Se la penserai come adesso, vieni e basta\u00bb <\/p>\n<p>Non andate oltre nella lettura, intanto procuratevi il racconto, si trova anche facilmente nelle biblioteche comunali. Provate a riassumerlo da un altro punto di vista, fino alla partenza di lei, ovvero notando altri particolari e poi, dopo il bacio, prima di andare avanti, pensate a cosa potr\u00e0 succedere l\u2019anno seguente. Costruite, intanto, magari a vuoto, i caratteri dei due protagonisti, inventare quello che di Danilo la storia non dice. Non leggendo il finale, provate a mettere insieme delle ipotesi su come va a finire, cambiando il punto di vista alla stessa scena da raccontare: prima con gli occhi di lui e poi con gli occhi di lei. Ancora, di nuovo, in terza e ancora con gli occhi di un personaggio estraneo che vi assiste: un tecnico delle luci, ad esempio, oppure un attore shakespeariano.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 i finali saranno due. Se tenete presente gli inganni della Commedia dell\u2019arte, echeggiati in Shakespeare e in Goldoni, arriverete forse vicini alla conclusione della Munro.<\/p>\n<p>Intanto il primo dato, da confrontare, se siete stati al gioco, con le vostre soluzioni: l\u2019anno seguente Robin si reca nel negozio. Ma Daniel sembra non accorgersi della presenza di lei che lo chiama. Anzi, poi la guarda con aria indisponente e le serra la porta guardando in alto, verso le scale all\u2019interno. La ragazza fugge via in lacrime pensando che ci sia un\u2019altra donna, forse una moglie.<br \/>\nFermatevi ancora, e rifate lo stesso esercizio, passano nel frattempo molti anni, diciamo dieci&#8230;&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conversazione dei baci. Sommessa, eccitante, sfrontata, rivoluzionaria. Quando smisero tremavano entrambi, e fu con fatica che lui recuper\u00f2 il controllo della voce, sforzandosi di assumere un tono pratico. 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