{"id":2564,"date":"2013-11-03T16:48:20","date_gmt":"2013-11-03T16:48:20","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2564"},"modified":"2013-11-03T16:48:20","modified_gmt":"2013-11-03T16:48:20","slug":"come-zaccheo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2564","title":{"rendered":"Come Zaccheo"},"content":{"rendered":"<p>Montale<br \/>\nCome Zaccheo<\/p>\n<p>da Diario del &#8217;71 e del &#8217;72, 1973<\/p>\n<p>Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro<br \/>\nper vedere il Signore se mai passi.<br \/>\nAhim\u00e8, non sono un rampicante<br \/>\ned anche stando in punta di piedi<br \/>\nnon l&#8217;ho mai visto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Montale.jpg\" alt=\"\" title=\"Montale\" width=\"165\" height=\"199\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2565\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, buongiorno! La pagina del Vangelo di Luca di questa domenica ci mostra Ges\u00f9 che, nel suo cammino verso Gerusalemme, entra nella citt\u00e0 di Gerico. Questa \u00e8 l\u2019ultima tappa di un viaggio che riassume in s\u00e9 il senso di tutta la vita di Ges\u00f9, dedicata a cercare e salvare le pecore perdute della casa d\u2019Israele. Ma quanto pi\u00f9 il cammino si avvicina alla meta, tanto pi\u00f9 attorno a Ges\u00f9 si va stringendo un cerchio di ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure a Gerico accade uno degli eventi pi\u00f9 gioiosi narrati da san Luca: la conversione di Zaccheo. Quest\u2019uomo \u00e8 una pecora perduta, \u00e8 disprezzato, e \u00e8 uno \u201cscomunicato\u201d, perch\u00e9 \u00e8 un pubblicano, anzi, \u00e8 il capo dei pubblicani della citt\u00e0, amico degli odiati occupanti romani, \u00e8 un ladro e uno sfruttatore. Bella figura, eh? E\u2019 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Impedito dall\u2019avvicinarsi a Ges\u00f9, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Questo gesto esteriore, un po\u2019 ridicolo, esprime per\u00f2 l\u2019atto interiore dell\u2019uomo che cerca di portarsi sopra la folla per avere un contatto con Ges\u00f9. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto; non sa perch\u00e9 fa questo, ma lo fa; nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio. Ma Ges\u00f9, quando arriva vicino a quell\u2019albero, lo chiama per nome: \u00abZaccheo, scendi subito, perch\u00e9 oggi devo fermarmi a casa tua\u00bb (Lc 19,5). Quell\u2019uomo piccolo di statura, respinto da tutti e distante da Ges\u00f9, \u00e8 come perduto nell\u2019anonimato; ma Ges\u00f9 lo chiama, e quel nome, Zaccheo, in quelle lingue di quel tempo, ha un bel significato pieno di allusioni: \u201cZaccheo\u201d infatti vuol dire \u201cDio ricorda\u201d. E\u2019 bello: \u201cDio ricorda\u201d.<\/p>\n<p>E Ges\u00f9 va nella casa di Zaccheo, suscitando le critiche di tutta la gente di Gerico. Perch\u00e9 anche in quel tempo si chiacchierava tanto, eh? E la gente diceva: \u201cMa come? Con tutte le brave persone che ci sono in citt\u00e0, va a stare proprio da quel pubblicano?\u201d S\u00ec, perch\u00e9 lui era perduto; e Ges\u00f9 dice: \u00abOggi per questa casa \u00e8 venuta la salvezza, perch\u00e9 anch\u2019egli \u00e8 figlio di Abramo\u00bb (Lc 19,9). In casa di Zaccheo, da quel giorno, entr\u00f2 la gioia, entr\u00f2 la pace, entr\u00f2 la salvezza, entr\u00f2 Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 professione o condizione sociale, non c\u2019\u00e8 peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. \u201cDio ricorda\u201d, sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Lui \u00e8 Padre, sempre in attesa vigile e amorevole di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli \u00e8 accanto, e con il suo perdono gli rende pi\u00f9 lieve il cammino della conversione e del ritorno. Ma guardiamo Zaccheo oggi sull\u2019albero: \u00e8 ridicolo, ma \u00e8 un gesto di salvezza. Ed io dico a te: se tu hai un peso sulla tua coscienza, se tu hai vergogna di tante cose che hai commesso, fermati un po\u2019, non spaventarti, pensa che Uno ti aspetta, perch\u00e9 mai ha smesso di ricordarti, di pensarti. E questo \u00e8 il tuo Padre, \u00e8 Dio, \u00e8 Ges\u00f9 che ti aspetta. Arrampicati, come aveva fatto Zaccheo; sali sull\u2019albero della voglia di essere perdonato. Io ti assicuro che non sarai deluso. Ges\u00f9 \u00e8 misericordioso e mai si stanca di perdonare. Ricordartelo bene, eh? Cos\u00ec \u00e8 Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, lasciamoci anche noi chiamare per nome da Ges\u00f9! Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: \u201cOggi devo fermarmi a casa tua; io voglio fermarmi a casa tua e nel tuo cuore\u201d, cio\u00e8 nella tua vita. E accogliamolo con gioia: Lui pu\u00f2 cambiarci, pu\u00f2 trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, pu\u00f2 liberarci dall\u2019egoismo e fare della nostra vita un dono d\u2019amore. Ges\u00f9 pu\u00f2 farlo. Lasciati guardare da Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montale Come Zaccheo da Diario del &#8217;71 e del &#8217;72, 1973 Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro per vedere il Signore se mai passi. Ahim\u00e8, non sono un rampicante ed anche stando in punta di piedi non l&#8217;ho mai visto. Cari fratelli e sorelle, buongiorno! 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