{"id":2798,"date":"2014-02-14T05:17:47","date_gmt":"2014-02-14T05:17:47","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2798"},"modified":"2014-02-14T05:17:47","modified_gmt":"2014-02-14T05:17:47","slug":"una-sorprendente-vitalita-scuola-caffe-gas-cooperative-sanitarie-leggete-vita-di-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2798","title":{"rendered":"Una sorprendente vitalit\u00e0: scuola, caff\u00e8, gas, cooperative sanitarie. Leggete Vita di febbraio!"},"content":{"rendered":"<p>Tra i tanti eventi significativi descritti, invitando alla lettura di tutto il numero di Vita in edicola, mi piace riportare l&#8217;incipit dell&#8217;articolo dell&#8217;amico Giuseppe Milanese presidente della Federazione Sanit\u00e0: <em>La cooperazione sociale \u00e8 gi\u00e0 a domicilio. Ma&#8230;<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/images.jpg\" alt=\"\" title=\"images\" width=\"290\" height=\"174\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2799\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>La mission della cooperazione in sanit\u00e0 \u00e8 rompere le scatole. La cooperazione sociale non si stanca di &#8220;rompere&#8221; con uno scopo ben preciso: rispondere al bisogno della popolazione, per evitare, tra l&#8217;altro, che questa finisca nelle mani di operatori &#8211; quelli del tutto profit &#8211; che su questo bisogno decidono di guadagnare.<\/p><\/blockquote>\n<p>Pi\u00f9 delle parole, parlano per\u00f2 i fatti concreti, le foto in questi articoli!<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;articolo di Boeri che trovate su WWVita.it <\/p>\n<p>La scuola, le mille e mille scuole italiane sono &#8211; prese tutte insieme &#8211; la pi\u00f9 grande infrastruttura sociale del nostro Paese. Altro che aeroporti, autostrade o viadotti. Le scuole sono dappertutto; e dappertutto accolgono la trasmissione del sapere, l&#8217;incontro tra le generazioni, lo scambio di culture e linguaggi.<\/p>\n<p>Per questo, a ben pensarci, alla faccia di ogni elucubrazione sul concetto di \u201cbene comune\u201d, nulla lo \u00e8 pi\u00f9 della scuola.  Perch\u00e9 le scuole tengono unite le famiglie, intrecciano le biografie, costruiscono il futuro lavorando sul passato e accompagnano i flussi del presente: milioni di studenti, insegnanti, genitori che ogni giorno si incontrano scambiandosi idee, emozioni, memorie, aspettative.<\/p>\n<p>Eppure la scuola resta un luogo verso cui la politica ha un atteggiamento schizofrenico: la trascura o la investe di progetti faraonici, che in ultima analisi non sanno dar conto della sua situazione reale. Che \u00e8 drammatica &#8211; edifici in grave stato di degrado, servizi e strutture insufficienti, poco coordinamento, un corpo docente mai valorizzato come meriterebbe &#8211; ma anche pullulante di energie. Sarebbe meglio ascoltare, tastare il polso al mondo della vita che ogni mattina scorre nei mille e mille edifici di quello che invece si continua a intendere come un \u201csistema scolastico\u201d, quasi fosse un protocollo di procedure e regole e ruoli e costi da tenere sotto controllo e normare.<\/p>\n<p>In queste pagine si racconta che la scuola italiana &#8211; malgrado tutto, anzi contro ogni previsione &#8211; \u00e8 viva. Viva e aperta. Una vitalit\u00e0 ancora circoscritta a pochi casi, che nasce come forma volontaria e appassionata di auto-organizzazione: non ci sono fondi, non ci sono servizi, non c&#8217;\u00e8 personale&#8230; bene ci pensiamo noi. Noi presidi, noi genitori, noi insegnanti, noi membri del personale non docente, noi studenti. Insieme ci rimbocchiamo le maniche e agiamo.<\/p>\n<p>E la prima cosa per agire \u00e8 aprire la scuola a un tempo di vita nuovo. Aprirla nelle altre ore del giorno, negli altri giorni dell&#8217;anno, per tutte le et\u00e0 e tutti: nonni, giovani, associazioni di quartiere, imprese creative, istituzioni. La scuola aperta \u00e8 semplicemente un nodo della nostra societ\u00e0 che riprende a pulsare insieme alla vita che scorre al suo intorno. Si organizzano corsi per insegnare l&#8217;italiano a chi cerca un\u2019integrazione e l\u2019arabo o il cinese a chi cerca un\u2019internazionalizzazione. Si ospitano incontri, discussioni, dialoghi per le associazioni che non hanno un luogo. Si aprono le porte a chi cerca uno spazio per far nascere un impresa sociale e culturale. Si accolgono i circoli di lettura e si organizzano corsi per esplorare le pi\u00f9 intriganti, bizzarre, estreme regioni del sapere.<\/p>\n<p>La scuola aperta \u00e8 un immenso patrimonio immobiliare che si mette a disposizione delle energie diffuse delle nostre citt\u00e0, dei nostri paesi, dei nostri quartieri.  Un monte-ore immenso e un gigantesco caleidoscopio di spazi che si offrono alla societ\u00e0. Un patrimonio che genera valore aggiunto da reinvestire nella scuola stessa. Perch\u00e9 gli introiti dei corsi e degli affitti vengono usati per coprire i costi straordinari di gestione e a volte aiutano a supplire l\u2019assenza e i ritardi dei finanziamenti pubblici. E con i soldi ricavati dalle ore in pi\u00f9 si riparano bagni, si rifanno gli intonaci, si pavimentano le palestre, si aggiornano gli arredi e le attrezzature  tecniche.<\/p>\n<p>Ma la scuola aperta \u00e8 anche un investimento di energie volontarie ed entusiasmo (una risorsa rarissima e potente) che genera capitale sociale.  Cio\u00e8 relazioni, amicizie, reti di comunit\u00e0, conoscenze, progetti, ottimismo, aspettative e sfide comuni.  La scuola aperta \u00e8 il sensore di un Paese che ha ritrovato il gusto per l&#8217;altruismo e che ha capito che la sua forza sta in un\u2019energia molecolare, diffusa ovunque e profonda. Quella profonda utilit\u00e0, quella profonda necessit\u00e0 sociale, che non hanno le grandi infrastrutture isolate ma proprio le reti puntiformi che coprono il territorio e sentono la vita quotidiana.<\/p>\n<p>Quello che oggi si chiede alla politica, ai sindacati di categoria, alle istituzioni \u00e8 di guardare con attenzione la scuola, valorizzarne le buone pratiche e generalizzarne il formato. Perch\u00e9 nelle scuole che ogni ora, ogni giorno si aprono c\u2019\u00e8 un energia che ha solo bisogno di essere riconosciuta e non guardata con sospetto. L\u2019autonomia scolastica consente oggi di incentivare le sperimentazioni, di creare un Forum nazionale delle Scuole Aperte che raccolga le esperienze pi\u00f9 avanzate, di facilitare la creazione di associazioni, consorzi, imprese sociali che ci aiutino a gestire questa nostra preziosa infrastruttura diffusa. Cosa aspettiamo?<br \/>\nSu VITA in edicola un viaggio alla scoperta delle tante scuole che stanno innovando e sperimentando nuovi modelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i tanti eventi significativi descritti, invitando alla lettura di tutto il numero di Vita in edicola, mi piace riportare l&#8217;incipit dell&#8217;articolo dell&#8217;amico Giuseppe Milanese presidente della Federazione Sanit\u00e0: La cooperazione sociale \u00e8 gi\u00e0 a domicilio. Ma&#8230; La mission della cooperazione in sanit\u00e0 \u00e8 rompere le scatole. 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