{"id":2864,"date":"2014-03-15T11:36:29","date_gmt":"2014-03-15T11:36:29","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=2864"},"modified":"2014-03-17T06:40:18","modified_gmt":"2014-03-17T06:40:18","slug":"se-esser-femmina-signifiga-la-sira-slungasciarsi-in-sul-letto-e-di-poco-in-poco-come-in-un-ventro-materno-insognarsi-del-niente-e-reposare-giovanni-testori-voci-femminili-a-cura-di-daniela-iu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=2864","title":{"rendered":"&#8220;Se esser femmina signifiga la sira slungasciarsi in sul letto e, di poco in poco, come in un ventro materno, insognarsi del niente e reposare&#8221;."},"content":{"rendered":"<p>La morte non \u00e8 che la dichiarazione e la conferma ufficiale della prima e insuperabile sconfitta che \u00e8 rappresentata dalla nascita. Tutto il peso che in Testori ha il sesso insanguinato va inteso in questa direzione: si nasce per soffrire in maniera orribile, per essere schiacciati  dall&#8217;amore, per non arrivare a conoscere Dio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Testorivolantino_definitivo2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Testorivolantino_definitivo2-212x300.jpg\" alt=\"\" title=\"Testorivolantino_definitivo\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2865\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Testorivolantino_definitivo2-212x300.jpg 212w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Testorivolantino_definitivo2-723x1024.jpg 723w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Testorivolantino_definitivo2.jpg 1240w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Ledi ambisce al <em>poteraz<\/em>,  oscena sintesi linguistica che palesa l&#8217;identificazione del princpio maschile del potere. La donna si trasforma nel suo opposto invertendo l&#8217;intero ordine naturale: da madre diviene assassina, da accogliente e comprensiva a spregevole e senza scrupoli, mentre il principio femminile della creazione sopravvive in Macbet(to), che dopo essersi macchiato del sangue del suo amico, comprende che la verit\u00e0 della sua vita non sta nel potere, come gli aveva profetizzato la strega, ma nella pace:<\/p>\n<blockquote><p><em>Macbet<\/em>: Oh pase,<br \/>\noh brinenta, narcotissima converta della pase,<br \/>\nspegnimento d&#8217;ogni vose,<br \/>\ntacimento d&#8217;ogni ombria,<br \/>\neva in te, eva in te,<br \/>\neva l\u00ec, s\u00ec, eva l\u00ec<br \/>\nla vera vita mia!<br \/>\n<em>Strega<\/em>: Quest&#8217;eva di te insolamente la parte tettereccia e femminenta.<br \/>\n<em>Macbet<\/em>: Se esser femmina signifiga la sira slungasciarsi in sul letto e, di poco in poco, come in un ventro materno, insognarsi del niente e reposare. <\/p><\/blockquote>\n<p>Dal dialogo appena riportato emerge il ruolo che la femminilit\u00e0, vissuta nella sua verit\u00e0, pu\u00f2 assumere per Testori: se il potere strega la considera sinonimo di debolezza, incapacit\u00e0 e dipendenza, Macbeth-Testori scorge in lei la possibilit\u00e0 di riposo, di pace, di quiete del cuore, come in un &#8220;ventre maternale&#8221;, che, per\u00f2, ultima ambiguit\u00e0 della <em>Trilogia degli Scarozzanti<\/em>, viene riconosciuto s\u00ec luogo di riposo, ma anche associato al niente: l&#8217;uomo come goccia che brama di rientrare e dissolversi nell&#8217;indistinto nulla da cui ha preso a palpitare.(Daniela Iuppa, Introduzione a Giovanni Testori, <em>Voci femminili<\/em>, Roma, Studium, 2014)  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte non \u00e8 che la dichiarazione e la conferma ufficiale della prima e insuperabile sconfitta che \u00e8 rappresentata dalla nascita. 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