{"id":315,"date":"2011-02-20T11:30:21","date_gmt":"2011-02-20T11:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=315"},"modified":"2011-02-20T11:30:36","modified_gmt":"2011-02-20T11:30:36","slug":"giussani-e-testori-il-senso-della-nascita-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=315","title":{"rendered":"Giussani e Testori, il senso della nascita II."},"content":{"rendered":"<p><em>Il senso della nascita<\/em>, colloquio con Don Luigi Giussani, 1980,\u00a0\u00e8 il frutto di un incontro, scrive Giovanni Testori nell\u2019incipit del volume. Giuseppe Frangi descrive cos\u00ec quell\u2019incontro, in un articolo su \u201cTrentagiorni\u201d a dieci anni dalla morte di Testori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-316\" title=\"testori gius\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/testori-gius.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"232\" \/><\/p>\n<blockquote><p>Un\u2019altra voce roca, e per di pi\u00f9 lombarda, lo intercett\u00f2 alla fine degli anni Settanta. Era quella di don Luigi Giussani. Si potrebbe quasi scommettere che in un primo istante, ancor prima di capire la grazia e la ragionevolezza di quell\u2019incontro, Testori dovette essere stato quasi catturato per un\u2019osmosi sonora. Come se avesse pensato: \u00abParole cos\u00ec, dette da una voce cos\u00ec, non potevano non essere vere\u00bb.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non c\u2019era ombra di intellettualismo dietro il passo che fece, con una contentezza che non gli si era mai vista in faccia, e che lo portava a divertirsi anche dello scandalo suscitato negli ambienti della cultura (\u2026) Qualche altra volta descriveva quel suo momento con parole di una semplicit\u00e0 che lasciava un po\u2019 interdetto l\u2019interlocutore: \u00abMi sono sentito dipendente da Ges\u00f9 Cristo, dal suo amore, dalla sua tenerezza\u00bb. Un\u2019altra volta, con la sua imprevedibilit\u00e0 linguistica, defin\u00ec l\u2019incontro con don Giussani un istante di sperdutezza; un inizio. E document\u00f2 quell\u2019istante, meglio che in ogni altro testo, nel balbett\u00eco commovente e insieme potente di un suo testo di quegli anni, <em>Factum est<\/em>.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La categoria della \u201cconversione\u201d insomma gli suonava come un\u2019astrazione, un <em>coup de th\u00e9\u00e2tre<\/em> che poteva impressionare, ma irreale nella sostanza. C\u2019erano immagini pi\u00f9 dirette, pi\u00f9 semplici, meno equivoche, per esprimere quel che gli era accaduto. \u00abHanno suonato alla mia porta dopo aver letto un mio articolo sul <em>Corriere<\/em>\u00bb, raccont\u00f2. E l\u2019insistenza non andava sull\u2019eventuale coincidenza di idee o di posizione. Ma sul gesto, su quell\u2019incontro, su quelle facce. E poi, soprattutto, su quella faccia e su quella voce roca di prete lombardo (\u2026) Quando, poco prima della sua morte, portarono di nuovo in scena un suo testo giovanile, la <em>Maria Brasca<\/em>, due ragazzi gli recapitarono in ospedale un biglietto. \u00abCome sapevate volervi bene ai vostri tempi\u00bb, ci avevano scritto sopra. Lui si commosse. Ma poi disse: \u00abIn realt\u00e0 ho visto che si pu\u00f2 voler cos\u00ec bene anche oggi\u00bb (Giuseppe Frangi).<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il senso della nascita, colloquio con Don Luigi Giussani, 1980,\u00a0\u00e8 il frutto di un incontro, scrive Giovanni Testori nell\u2019incipit del volume. Giuseppe Frangi descrive cos\u00ec quell\u2019incontro, in un articolo su \u201cTrentagiorni\u201d a dieci anni dalla morte di Testori. Un\u2019altra voce roca, e per di pi\u00f9 lombarda, lo intercett\u00f2 alla fine degli anni Settanta. 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