{"id":3213,"date":"2014-08-09T10:35:11","date_gmt":"2014-08-09T10:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3213"},"modified":"2014-08-09T10:36:18","modified_gmt":"2014-08-09T10:36:18","slug":"michelstaedter-una-magnetar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3213","title":{"rendered":"Michelstaedter, Pavese, Gadda, le prime tesi a Rebibbia con Tor Vergata"},"content":{"rendered":"<p>A luglio si sono laureati i primi quattro studenti del progetto Rebibbia-Tor Vergata. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-2-reb3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-2-reb3-300x223.jpg\" alt=\"\" title=\"tn_foto-2 reb3\" width=\"300\" height=\"223\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3214\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-2-reb3-300x223.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-2-reb3.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E&#8217; stata una cerimonia toccante nel teatro del carcere. Nel cortile, dove si incontrano con le famiglie una volta al mese, una bella festa. Sembrava lo spazio dell&#8217;isola dell&#8217;utopia. Quella del cuore umano, con i suoi chiaroscuri. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-21-reb2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-21-reb2-300x223.jpg\" alt=\"\" title=\"tn_foto-21 reb2\" width=\"300\" height=\"223\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3215\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-21-reb2-300x223.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/tn_foto-21-reb2.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tre tesi discusse con me: Giuseppe Gambacorta: Pavese in bianco e nero, Francesco Zuccheroso, Prigioniero del garbuglio. Carlo Emilio Gadda, Alban Bardhi, Michelstaedter, una magnetar. Riporto le conclusioni di questa ultima tesi. LA quarta tesi, di FRancesco De Masi sull&#8217;Abate Martino, con l&#8217;amico Carmine Chiodo. Alban, tra i migliori allievi del gruppo, \u00e8 stato trasferito una settimana prima della discussione in Albania, suo paese d&#8217;origine. Con molta prontezza e sacrificio, il garante dei detenuti, Angiolo Marroni \u00e8 volato in Albania e ha permesso la discussione della tesi in teleconferenza. Ciao Alban, ti auguro di leggere queste righe tra pochi mesi, in libert\u00e0!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/reb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/reb.jpg\" alt=\"\" title=\"reb\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3216\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/reb.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/reb-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/\">Nel corso della mia preparazione universitaria ho riscontrato materie e temi che hanno lasciato in me un interesse indelebile e una sete di conoscenza mai provato prima. Studiando storia,  geografia economica e politica, le pi\u00f9 svariate forme di filosofia antropologica, letteratura e sociologia, senza dubbio ho riempito un vuoto immenso nella mia formazione, ma l\u2019incontro faccia a faccia con Michelstaedter mi ha fatto capire che l\u2019uomo non  \u00e8 mai sazio del sapere. La figura di Carlo mi \u00e8 parso come il vaso di Pandora,  dove potevo prendere svariati concetti con i quali potevo dare risposta alle mie tante domande, ma anche un viaggio verso l\u2019ignoto ed \u00e8 proprio l\u2019ignoto che spinge la curiosit\u00e0 a riempire il contenuto del sapere. Non \u00e8 possibile fare i conti con Michelstaedter se non facendo nel contempo i conti con se stessi, come capita all\u2019Alcibiade platonico quando si ritrova messo con le spalle al muro dalle parole di Socrate: chiunque le ascolti, spiega Platone, non pu\u00f2 non rimanere turbato e posseduto, anzitutto perch\u00e9 esse ci chiamano in causa in prima persona e ci costringono ad ammettere che non ci prendiamo adeguatamente cura di noi stessi e che badiamo assai pi\u00f9 alle cose esteriori che alla qualit\u00e0 della nostra esistenza, trasferendo il senso della nostra vita al di fuori di noi stessi e consegnandola alle cose e alle faccende della quotidianit\u00e0 inautentica.<br \/>\nUn intenso e lucido passaggio del Dialogo della salute, scritto estremo tra tutti quelli di Michelstaedter.<br \/>\nDal terrore indefinito, in ogni modo la paura della morte cerca una cosa precisa sulla quale appoggiarsi per farsene uno schermo al niente che ti stringe \u2013 cerca qualunque cosa pur che sia, anche un piano di suicidio\u2026 Intanto cosi ci si racconsola, ci si distrae; &#8211; e poi si ricomincia \u2013 sempre pi\u00f9 avanti. Ma no, bisogna venir a una conclusione, o si o no. Allora kal\u00f2n \u00e8sti diaporein \u2013 \u00e8 bello il soffrire e il lottare- allora hai in mano la vita: allora \u00e8 bella la forza \u2013 e l\u2019uomo deve tener raccolta la sua vita. Se allora egli si distare \u00e8 nuovamente perduto \u2013 che s\u2019\u00e8 rimesso nel giro delle cose consuete a cercar di fuori la vita che gli mancava, o s\u2019\u00e8 cullato nel sogno. Allora convien guardar in faccia e sopportar con gli occhi aperti  l\u2019oscurit\u00e0 e scender nell\u2019abisso della propria insufficienza: venir a ferri corti colla propria vita. O vivere o non vivere.<br \/>\n\u201cO si o no\u201d. \u201cO vivere o non vivere\u201d. In primo piano, come si capisce, c\u2019\u00e8 anzitutto la responsabilit\u00e0 dinanzi a se stessi in un mondo che sembra sempre di nuovo sul punto di dissolversi. In gioco, in quella lotta, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di essere fino in fondo se stessi non arretrando dinanzi a nulla, nemmeno (anzi: soprattutto) di fronte alla morte; in gioco c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di vivere pienamente il presente, anzich\u00e9 disperdersi nelle distrazioni del quotidiano e inseguire i miraggi del futuro, perdendo di vista chi siamo e consegnandoci al niente e a una morte che \u00e8 gi\u00e0 qui, in quella parodia di vita che per lo pi\u00f9 trasciniamo quotidianamente senza renderci conto che non stiamo vivendo affatto: \u201cla morte nella vita\u201d, come si legge nei versi del Canto delle Crisalidi . Questa responsabilit\u00e0 alla quale Carlo Michelstaedter richiama ciascuno di noi, \u00e8 coessenziale all\u2019esercizio della filosofia autentica, ossia alla possibilit\u00e0, peraltro sempre a rischio di vivere in modo persuaso.<br \/>\n Questo versatile giovane ha percorso in ventitr\u00e9 anni di vita pi\u00f9 di duemila anni di cultura e conoscenza. Carlo nasce e fa le sue prime conoscenze in un straordinario periodo pieno di cambiamenti, periodo sconvolto dalla seconda rivoluzione industriale, dall\u2019impressionismo  artistico e letterario, da psicoanalisi di Freud, dal socialismo scientifico di Marx incentrato sul materialismo, dalla negazione dell\u2019esistenza della verit\u00e0 assoluta di Schopenhauer con il suo relativismo e di una multiple quantit\u00e0 di pensieri filosofici come il verismo, il razionalismo e l\u2019esistenzialismo. Carlo vuole sentire e vedere la realt\u00e0 in una ottica totalmente diversa da quella tradizionale. La sua ricerca di ci\u00f2 che sta oltre la razionalit\u00e0 ha inizio nella sua citt\u00e0, Gorizia, un posto epico e multiculturale con il suo trinomio linguistico che sicuramente influenz\u00f2 a Carlo ad ampliare le sue conoscenze sociologiche e culturale. Il periodo e il contesto sociale dove si svolge la vita di una persona incide profondamente nel comportamento, formazione culturale  e negli obbiettivi che costui persegue. Il contenitore epocale e sociale  pu\u00f2 essere considerato simbiotico con la nostra esistenza. Noi siamo abituati e abbiamo imparato nella nostra formazione scolastica a dividere la storia in periodi come l\u2019et\u00e0 antica, il medioevo, l\u2019umanesimo, il periodo rinascimentale, l\u2019et\u00e0 moderna e l\u2019et\u00e0 contemporanea. Questi concetti  sono stati addottati da tutta l\u2019umanit\u00e0, ma tendenziosamente. La tendenziosit\u00e0 \u00e8 una delle principali ragioni del perch\u00e9 esiste nel nostro tempo questa enorme differenza economica, sociale e culturale. Prendiamo un esempio recente, il grande pittore nordamericano Pollock.  Da molti critici dell\u2019arte veniva considerato un drogato, una nullit\u00e0 e uno squilibrato mentale  che realizzava le sue opere sotto l\u2019influenza dell\u2019alcol. Chi \u00e8 stato in realt\u00e0 Jackson Pollock  e che \u00e8 stato del suo espressionismo astratto? Lui \u00e8 considerato attualmente l\u2019unico artista  in grado di plasmare nelle sue opere la natura in tutta la sua complessit\u00e0 e semplicit\u00e0. Le sue opere sono straordinariamente simmetriche e oggi solo grazie ai pi\u00f9 sofisticate sistemi computerizzati \u00e8 possibile riprodurre il suo arte. Un suo lavoro ha il primato come l\u2019opera d\u2019arte  pi\u00f9 costosa di tutti i tempi venduta al straordinario prezzo di 150 milioni di dollari. Pollock in tutta la sua eccentricit\u00e0 \u00e8 stato uno che non si \u00e8 lasciato influenzare dalla societ\u00e0, anzi, il suo andamento artistico \u00e8 stato contro corrente, come la corsa dei salmoni. La sua vita era basata nella profonda consapevolezza di essere diverso e di poter arrivare alla conclusione anche con dei mezzi esterni, astratti e concreti, come l\u2019ombra , il silenzio assoluto e l\u2019alcol per raggiungere la pace interiore attraverso la quale poteva esternare i suoi meravigliosi sentimenti. Che possiamo dire adesso di quelli critici che svalutavano il suo lavoro? Il caso di Pollock non \u00e8 l\u2019unico, anzi, per secoli e secoli questa storia di screditare il prossimo si \u00e8 ripetuta ciclicamente. Altro esempio eclatante \u00e8 La Nativit\u00e0 Mistica di Botticelli venduta nella seconda met\u00e0 del 800 per solo \u00a380.00 sterline, perch\u00e9 per i critici del tempo il suo lavoro era rudimentario e privo di pathos. Con questo epilogo voglio chiudere il mio lavoro sull\u2019effimera vita di Michaelstadter, che come tanti altri artisti, letterati, filosofi o scienziati \u00e8 stato lasciato in ombra per volere della classe dirigente ormai adattata pienamente alla sufficienza.<br \/>\nNon \u00e8 stato facile a seguire i suoi sbalzi caratteriali, il suo pensiero pu\u00f2 sembrare lineare, ma in verit\u00e0 \u00e8 una rete di cui non posso escludere il fatto di essere rimasto incastrato. Il suo pensiero somiglia ad un labirinto che solo chi \u00e8 audace e determinato riesce ad uscire senza essere sconvolto dalla verit\u00e0 che trova.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A luglio si sono laureati i primi quattro studenti del progetto Rebibbia-Tor Vergata. E&#8217; stata una cerimonia toccante nel teatro del carcere. Nel cortile, dove si incontrano con le famiglie una volta al mese, una bella festa. Sembrava lo spazio dell&#8217;isola dell&#8217;utopia. 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