{"id":3605,"date":"2015-03-24T06:06:49","date_gmt":"2015-03-24T06:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3605"},"modified":"2015-03-24T06:11:32","modified_gmt":"2015-03-24T06:11:32","slug":"il-vento-in-paradiso-la-poesia-di-rocco-auciello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3605","title":{"rendered":"Il vento in Paradiso. La poesia di Rocco Auciello"},"content":{"rendered":"<p>\u00abChe ne sar\u00e0 del vento in Paradiso. \/ Il vento che riporta la memoria, \/ che ne sar\u00e0, del vento, in Paradiso?\u00bb (Carlo Betocchi, \u201cA Emilia\u201d)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Settembre-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Settembre-2011-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"rocco Settembre 2011\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3606\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Settembre-2011-300x225.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Settembre-2011.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ogni volta che m\u2019imbatto nelle poesie di Rocco Auciello mi viene in mente un passo di V\u00e9ronique. Dialogue de l&#8217;histoire et de l&#8217;\u00e2me charnelle, quello in cui l\u2019autore, Charles P\u00e9guy, parlando di Victor Hugo, scrive: \u00abEgli non vedeva il mondo con uno sguardo abituato [\u2026]. Tutto il problema di un genio \u00e8 proprio qui, [\u2026] guadagnare, acquisire mestiere, mio Dio s\u00ec, ma soprattutto, ma essenzialmente non perdere in stupore e in novit\u00e0, non perdere questo fiore, se possibile non perdere un atomo di stupore. \u00c8 il primo che conta. \u00c8 lo stupore che conta [\u2026]. Il vecchio Hugo, amico mio, vedeva il mondo come se fosse stato appena fatto\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pasqua-2013.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pasqua-2013-228x300.jpg\" alt=\"\" title=\"rocco Pasqua 2013\" width=\"228\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3607\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pasqua-2013-228x300.jpg 228w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pasqua-2013-780x1024.jpg 780w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pasqua-2013.jpg 1452w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ecco, i versi di Rocco mi paiono l\u2019opera fortunata di un poeta bambino (\u00e8 sempre P\u00e9guy a introdurre il paragone, specificando che \u00ab\u00e8 certamente il genio che bisogna riferire al bambino, e non \u00e8 affatto il bambino che bisogna riferire al genio\u00bb), versi che sbocciano da uno sguardo sul mondo non \u201cabituato\u201d, uno sguardo che non ha \u201cperso in stupore e novit\u00e0\u201d, non ha perso \u201cquesto fiore\u201d. La sua poesia nomina le cose viste per la prima volta da un bambino che impara a parlare. <\/p>\n<p>Lo scrittore francese conclude cos\u00ec le proprie osservazioni sul fare artistico: \u00abIl genio \u00e8 un\u2019armata in guardia, non sovraccarica del suo treno di memoria e di invecchiamento. Un\u2019armata leggera, un\u2019armata di fanteria leggera\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pap\u00e0.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pap\u00e0-297x300.jpg\" alt=\"\" title=\"rocco Pap\u00e0\" width=\"297\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3612\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pap\u00e0-297x300.jpg 297w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pap\u00e0-1016x1024.jpg 1016w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/rocco-Pap\u00e0.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La metafora bellica non si attaglia per niente alla personalit\u00e0 e alla poetica di Rocco. Ma quella della leggerezza s\u00ec. Fu lui stesso a raccontarmi di una breve conversazione che gli era capitato di tenere con un giovane amico scrittore di poesie. Quel ragazzo, mi spiegava Rocco, era un discreto frequentatore di illustri opere poetiche e le sue composizioni riecheggiavano stilisticamente i grandi autori cui si andava abbeverando nel momento in cui le realizzava. Redigeva versi ponderosi, nei quali la scabrezza soverchiava l\u2019essenzialit\u00e0, e ogni parola oberata di sensi ulteriori sembrava voler spasmodicamente suggerire rimandi complessi ed esoterici a mondi accessibili solo a pochi eletti. Rocco, al quale il giovane poeta aveva chiesto un\u2019opinione sulle proprie elaborazioni, non poteva amare quell\u2019artiglieria pesante di metri e ritmi, ma, come sempre, senza perdere in sincerit\u00e0, fu delicato nel comunicarglielo. Gli sugger\u00ec di \u201cdimenticare a terra le valigie\u201d ogniqualvolta si accingesse a scrivere. Mi colp\u00ec molto l\u2019immagine delle valigie. Il poeta non \u00e8 uno che, stando fermo, guarda gli altri viaggiare. Il poeta sa di essere in viaggio come tutti. E ogni tanto, come tutti, si deve riposare. La differenza \u00e8 che, magari, non lo fa quando lo detta la tabella di marcia ufficiale e non si ferma nelle grandi aree di sosta attrezzate, ma considera altri scali poco frequentati, fa tappe particolari, si prende pause misteriose, spesso misteriose anche per s\u00e9 stesso. E, soprattutto, nel momento in cui posa, sa dimenticare a terra le proprie valigie colme di mestiere, tecnica, erudizione: \u00ab\u2026 andiamo! Il resto \u00e8 bagaglio in dogana\u00bb (La poesia sar\u00e0 nelle strade, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2006, poesia n. 66).  <\/p>\n<p>La poesia di Rocco \u00e8 \u201cleggera\u201d in tal senso: non \u00e8, per dirla ancora con P\u00e9guy, \u00absovraccarica del suo treno di memoria e di invecchiamento\u00bb. Ha la fortunata e trasparente leggerezza del vento che passa attraverso le cose.<\/p>\n<p>\u201cVento\u201d \u00e8 una delle parole pi\u00f9 ricorrenti nel lessico lirico di Rocco. Nella citata silloge La poesia sar\u00e0 nelle strade esso spira continuamente. \u00abAbbiamo parole \/ come soffi di vento\u00bb (19): ecco la poesia di Rocco che descrive s\u00e9 stessa. Le parole del poeta, le \u00abvirgole di venti\u00bb (91), alitano lievi tra le cose, le nominano, le accarezzano, le muovono appena come il bisbiglio di una brezza leggera tra foglie e fili d\u2019erba. Le parole del poeta in viaggio soffiano tra \u00abi vari gradi dell\u2019esistere: \/ alberi, sassi, foglie, \/ terra, cielo, mare, \/ fiumi, monti, colline, uomini\u00bb (95). Talvolta sanno graziosamente toccare lo scordato strumento del cuore \u2013 il cuore che \u00abha bisogno \/ di vento \/ che scompigli \/ le pagine\u00bb (49) \u2013 e sanno giocare con quello del poeta: \u00abIl mio cuore bambino \/ scherza ancora \/ col vento\u00bb (43). <\/p>\n<p>Poesia di stupore creaturale, viaggio e brezza leggera. Poesia come \u00abaugurio \/ da un vento amico\u00bb (243).<br \/>\n(Paolo Mattei, Mosaico italiano, Marzo 2015)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abChe ne sar\u00e0 del vento in Paradiso. \/ Il vento che riporta la memoria, \/ che ne sar\u00e0, del vento, in Paradiso?\u00bb (Carlo Betocchi, \u201cA Emilia\u201d) Ogni volta che m\u2019imbatto nelle poesie di Rocco Auciello mi viene in mente un passo di V\u00e9ronique. 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