{"id":3626,"date":"2015-04-05T10:47:17","date_gmt":"2015-04-05T10:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3626"},"modified":"2015-04-05T10:47:24","modified_gmt":"2015-04-05T10:47:24","slug":"la-pepita-piu-belle-dalle-favole-della-mamme-detenute-di-rebibbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3626","title":{"rendered":"La pepita pi\u00f9 bella (dalle favole della mamme detenute di Rebibbia)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, non tanto tempo fa, una bambina molto povera e ingenua che, insieme alla sua numerosa famiglia, viveva nella periferia di Roma.<br \/>\nUn giorno, era il primo giorno di un anno del secondo millennio, la ragazzina si avvi\u00f2 con il pap\u00e0 e con il fratellino verso la citt\u00e0.<br \/>\nQuel primo gennaio faceva freddo e Roma tardava a svegliarsi. La notte di festa l\u2019aveva messa a ferro e  fuoco;  la citt\u00e0 pareva una tovaglia sgualcita ancora piena dei resti di un banchetto abbandonato in tutta fretta,  nella notte fonda.<br \/>\nUn cielo terso lasciava al sole mattutino la possibilit\u00e0 di illuminare le strade e i vicoli, le piazze e i cortili echeggianti del silenzio tipico della festa finita. L\u2019acqua delle fontane lo interrompeva, un chiacchiericcio di sillabe in successione, il gorgogl\u00eco dei mille anni trascorsi che gi\u00e0 parlavano, con la lingua del \u201c sempre\u201d, al nuovo millennio.<br \/>\nLa bambina, una piccola rom bosniaca, camminava, camminava e la sua mano era stretta in quella del fratellino. \u00c8 una storia narrata da una lingua che parlava di ricordi di guerra, di cieli e di uccelli, di fame, di sarme , di furti e di rifiuti preziosi.<br \/>\nLa bimba si guardava attorno; cercava un giocattolo abbandonato dai bambini pi\u00f9 ricchi nei secchi dell\u2019immondizia. Lo cercava come si cerca il tesoro in uno scrigno.<br \/>\nI cercatori d\u2019oro dell\u2019Alabama con i setacci tra le mani, trascorrevano le ore a frugare nell\u2019acqua dei fiumi; anche per i rom la mitica et\u00e0 dell\u2019oro non \u00e8 mai finta.  Gli zingari cercano le pepite fra i cumoli di spazzatura abbandonati negli angoli delle nostre metropoli.<br \/>\nE le strade di Roma, quel giorno del primo di gennaio, sembravano fiumi carichi di sassi d\u2019oro.<br \/>\nI due bimbi rovistavano, setacciavano, scartavano. Infine prendevano e riempivano un vecchio passeggino diventato carrello, di stracci, di piatti sbeccati, di altre stoviglierie e di soprammobili vecchi.<br \/>\nAd un certo punto un pacco sembr\u00f2 la pepita pi\u00f9 grossa. Un involucro bellissimo, tutto colorato e ancora perfettamente integro colp\u00ec l\u2019attenzione della piccola.<br \/>\nLa bimba si emozion\u00f2, chiam\u00f2 il fratellino e il pap\u00e0.<br \/>\n&#8211;\tVenite a vedere. C\u2019\u00e8 un giocattolo ancora nuovo; \u00e8 rimasto incartato!-<br \/>\nCos\u00ec lo prese in mano. Il pacco rimase per qualche istante nel grembo della ragazzina; i sensi accompagnarono il suo fremito di gioia per essere stata proprio lei a trovare il tesoro della citt\u00e0, a scovarlo in un angolo dimenticato della Regina Viarum.<br \/>\nL\u2019Appia Antica si illumin\u00f2 per il gran botto.<br \/>\n&#8211;\tUna mina! \u2013<br \/>\nGrid\u00f2 il padre che parlava ancora la lingua della guerra.<br \/>\nEra un petardo inesploso, una bomba non fatta brillare nella notte della battaglia di Capodanno.<br \/>\nIl botto fu tremendo. Colp\u00ec il volto e fece saltare la mano della ragazzina.<br \/>\nLa bimba rimase a terra svenuta, la sua piccola manina era maciullata, i suoi occhi non guardavano pi\u00f9 alcun tesoro.<br \/>\nLa portarono in ospedale, le fecero molte operazioni sul volto, agli occhi. Torn\u00f2 a vedere e a vedersi il viso allo specchio, era ancora bello! Ma la sua mano non c\u2019era pi\u00f9.<br \/>\nPens\u00f2 che la sua vita sarebbe finita senza la mano destra. Era distrutta e piangeva.<br \/>\n Passarono alcuni anni e le sofferenze diminuirono. La bimba divent\u00f2 una bella ragazza, si innamor\u00f2 di un giovane  e si spos\u00f2. La coppia diede alla luce cinque figli e l\u2019amore che disponeva di tre mani assegn\u00f2 a loro la pepita pi\u00f9 bella: la felicit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, non tanto tempo fa, una bambina molto povera e ingenua che, insieme alla sua numerosa famiglia, viveva nella periferia di Roma. Un giorno, era il primo giorno di un anno del secondo millennio, la ragazzina si avvi\u00f2 con il pap\u00e0 e con il fratellino verso la citt\u00e0. 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