{"id":3632,"date":"2015-04-11T07:23:10","date_gmt":"2015-04-11T07:23:10","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3632"},"modified":"2015-04-11T07:24:44","modified_gmt":"2015-04-11T07:24:44","slug":"per-guido-zingarila-morte-gli-spazzini-di-roma-e-l%e2%80%99ontologia-del-rifiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3632","title":{"rendered":"Per Guido Zingari:la morte, gli spazzini di Roma e l\u2019ontologia del rifiuto"},"content":{"rendered":"<p>Bellissima e profetica questa riflessione sulla morte, regalata su un bigliettino fuggente da Guido Zingari. Se cliccate sul foglio appare pi\u00f9 leggibile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-morte-zingari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-morte-zingari-300x202.jpg\" alt=\"\" title=\"la-morte-zingari\" width=\"300\" height=\"202\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3633\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-morte-zingari-300x202.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-morte-zingari.jpg 622w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p> La poesia, perfino l\u2019ontologia del rifiuto. In un connubio difficile, ma autentico, suggerito dal gioco delle parole, dal verbo al sostantivo: rifiuto, inteso come immondizia da cui liberarci, ma anche colui che \u00e8 allontanata dalla societ\u00e0, oppure \u00e8 ultimo, rinnegato da essa, e il rifiutarsi, come gesto di ribellione e disobbedienza a regole ingiuste, imposte dalle leggi globalizzate del consumismo. Il verbo, l\u2019azione, la protesta, fa leva sul sostantivo e gli emarginati diventano il motivo, la passione per cui si deve innalzare la voce della poesia, della cultura, del pensiero filosofico che voglia inserirsi nel tessuto sociale denunciandone gli squilibri feroci. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/zingari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/zingari.jpg\" alt=\"\" title=\"zingari\" width=\"165\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3634\" \/><\/a><\/p>\n<p>Trova questo coraggio Guido Zingari, in uno tra i pi\u00f9 belli tra i suoi numerosi libri, Ontologia del rifiuto. Pasolini e i rifiuti dell\u2019umanit\u00e0 in una societ\u00e0 impura, Le nubi edizioni, 2006.<br \/>\nFilosofo tra i pi\u00f9 noti soprattutto nell\u2019ambito degli studi del pensiero tedesco, esperto di Heidegger, capace di incursione nelle altre arti, oltre Pasolini anche ad esempio, Giordano Bruno, apprezzato docente universitario, dalla Sapienza a Tor Vergata, con una schiera di valenti allievi devoti, Guido Zingari, per un fatale destino, luminoso e tragico (se si pensa anche alla lunga malattia che aveva affrontato con estremo coraggio, perfino gioia) \u00e8 rimasto vittima del terremoto d\u2019Abruzzo del 6 aprile. Sua moglie, Paola Coira con la quale aveva trascorso qualche giorno il quella casa aquilana, molto raramente frequentata, \u00e8 rimasta anch\u2019essa ferita per fortuna in modo non grave.<br \/>\nRicordo una sua espressione, mirabile, da un altro recente libro, del 2005, sempre per il medesimo editore, Il dono e l\u2019Occidente. Conversazione su un gesto impiegabile: \u00abIl dono \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 sempre imprevedibile verso l\u2019altro ed estraneo alla logica dello scambio interessato\u00bb.<br \/>\nL\u2019idea del rifiuto, nella visione di Zingari proprio colui che \u00e8 estraneo alla logica dello scambio interessato, e del rifiutarsi, trova una straordinaria immagine, concreta e poetica allo stesso tempo, sulle tracce della Roma pasoliniana.<br \/>\nGi\u00e0 nel breve cortometraggio, sicuramente inscrivibile tra i suoi capolavori, Che cosa sono le nuvole? Pasolini rappresenta, in 22 minuti, l\u2019intera esistenza, dalla nascita alla morte, sfiorando con leggerezza l\u2019arpa composita delle passioni che l\u2019attraversano: l\u2019amore, la sensualit\u00e0, la comicit\u00e0, la battaglia, l\u2019invidia, la gelosia, l\u2019arte, il realismo, il sentimento popolare e quello dell\u2019intellettuale coltissimo e ammiccante; proporre un visione psicanalitica (il Burattinaio), insieme all\u2019idea picaresca della realt\u00e0, riuscendo a cogliere perfettamente tra i rifiuti e i rifiutati, il nocciolo vitale della questione umana, attraverso l\u2019Otello di Shakespeare, recitato in un teatrino di periferia dai toccanti Tot\u00f2, Jago e Ninetto Davoli, il Moro. Come tutti gli altri interpreti, sono burattini legati ai fili robusti di chi decreta quali dovranno essere gli emarginati e quali i favoriti nella societ\u00e0 del consumo e del denaro. Troveranno un loro paradiso soltanto nel finale, nella discarica, tra i detriti e il cielo, nell\u2019attimo prima della morte, o forse gi\u00e0 dentro una metamorfosi dove il faccia a faccia con l\u2019al di l\u00e0 potrebbe coincidere con il ritorno estatico alla natura Madre, nella creaturalit\u00e0 e nella meraviglia, con ancora viva la coscienza dell\u2019ossimoro: la terrena e straziata esistenza dell\u2019al di qua, rappresentata dalla discarica, luogo atroce e osceno: straziante e meravigliosa bellezza del creato.:<br \/>\nL\u2019immondezzaio, in questo caso chiamato a rappresentare il destino, come si ricorder\u00e0, \u00e8 uno splendido Domenico Modugno. Porta la vita (la splendida scena iniziale della nascita di Ninetto) e conduce alla \u201cnuova vita\u201d: attraverso il camminamento infernale dal teatrino, alla discarica, dove i burattini umani, distrutti dal pubblico inferocito dalla morte a tradimento di Desdemona, vengono gettati. E lo fa cantando un memorabile motivo tratto da Pasolini dalle parole del grande bardo, sull\u2019amore fuggevole e intenso come un soffio, con la musica dello stesso Modugno: \u00abCh\u2019io possa esser dannato<br \/>\nse non ti amo.<br \/>\nE se cos\u00ec non fosse<br \/>\nnon capirei pi\u00f9 niente.<br \/>\nTutto il mio folle amore<br \/>\nlo soffia il cielo<br \/>\nlo soffia il cielo\u2026cos\u00ec<\/p>\n<p>Ah! Malerba soavemente delicata<br \/>\ndi un profumo che d\u00e0 gli spasimi!<br \/>\nAh!ah! tu non fossi mai nata!<br \/>\nTutto il mio folle amore<br \/>\nlo soffia il cielo<br \/>\nlo soffia il cielo\u2026cos\u00ec<\/p>\n<p>Il derubato che sorride<br \/>\nruba qualcosa al ladro,<br \/>\nma il derubato che piange<br \/>\nruba qualcosa a se stesso.<br \/>\nPerci\u00f2 io ti dico<br \/>\nfinch\u00e9 sorrider\u00f2<br \/>\ntu non sarai perduta<\/p>\n<p>Ma queste son parole<br \/>\nE non ho mai sentito<br \/>\nche un cuore affranto<br \/>\nsi cura con l\u2019udito.<br \/>\nTutto il mio folle amore<br \/>\nlo soffia il cielo<br \/>\nlo soffia il cielo\u00bb.<br \/>\nCommenta Guido Zingari, a pag 109:<br \/>\n\u00abCaricati su un camion di rifiuti (!), vengono trasportati in una discarica e abbandonati. Distesi su una coltre di immondizia, estasiati contemplano il cielo. Il volto burlesco e verd\u2019azzurro di Tot\u00f2 sogghigna tra smorfie e sberleffi. Ninetto incantato scopre d\u2019improvviso le nuvole sopra di lui e i rifiuti. Ecco la rivelazione, commenta Tot\u00f2, della \u201cstraziante e meravigliosa bellezza del creato\u201d. Pasolini cresce e raccoglie , ancora una volta, la metafora e la simbolica del rifiuto, per parlare sempre di loro: i reietti, i rifiutati dal mondo, in una pantomima comica, allegra, gioiosa e grottesca. Essi vivono una vita e una realt\u00e0 irreali, surreali e paradossali al di l\u00e0 del mondo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/capriccio2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/capriccio2-300x162.jpg\" alt=\"\" title=\"capriccio2\" width=\"300\" height=\"162\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3635\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/capriccio2-300x162.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/capriccio2.jpg 503w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come i comici dell\u2019arte, i grandi attori sono capaci di esprime corporalmente questa ribellione: fra i rifiuti e i rifiutati di tutti i tempi, Zingari ricorda i personaggi di Charlie Chaplin, Buster Keaton, Stan Laurel e Oliver Hardy, gli ultime tre, non a caso, finiti in miseria economica. Nessuno vuole saperne di loro \u00abdella loro puerile ingenuit\u00e0 e delle loro imprese eroiche, ridicole e impossibili. I rifiutati muovono al riso, allo scherno e a un\u2019incontenibile ilarit\u00e0, mentre fingono di annegare in un mare di rifiuti\u00bb.<br \/>\nE pi\u00f9 ancora voglio qui ricordare, grazie al bellissimo libro di Zingari, la poeticit\u00e0 di un antico mestiere in Roma. Pasolini serve da guida, in versi poco conosciuti, inediti fino alla pubblicazione nel quarto volume di Bestemmia, Tutte le poesie, Garzanti editore (Gli Elefanti poesia, pag.1167-1168): dovevano far parte di un romanzo in vesri sull\u2019immondezza e di un documentario sullo sciopero degli spazzini, purtroppo rimasti, nei dolorosi, frenetici, brevissimi anni Settanta del poeta, in stato di pura idea per un futuro mai arrivato, arrestatosi al 1975. Restano per\u00f2 emblematici, sotto il bel titolo Appunti per un romanzo sull\u2019immondezza, riempiti dalla luce filosofica dello sguardo attento di Zingari, di una visione penetrante, inattuale nella sua pregnante attualit\u00e0, sul mondo degli \u201cumili\u201d, dei lavoratori, magari quelli che compiono il loro rituale utilissimo di pulizia mentre per gli altri ancora non scocca l\u2019orario della sveglia.<br \/>\nEcco l\u2019incipit:<br \/>\n\u00abVorrei dirvi di una giornata di sole \/ che splendette nell\u2019Aprile del 1970 su Roma\u00bb.<br \/>\nGli scopini sono in borgata: tocca al poeta portare alla luce la grazia di cui si illumina quel lavoro: \u00abChi parla per noi si trova davanti ad un fatto inesprimibile, \/ ch\u2019esser scopino \u00e8 un gran mistero. \/ Nessuno sa n\u00e9 dove n\u00e9 quando \/ viene \u2018sta vocazione\u00bb.<br \/>\nQuello dello spazzino \u201cromano\u201d nelle parole di Pasolini diviene una vocazione pari a quella dell\u2019infermiere o del medico, alle prese con la sporcizia, con la terra, magari chiamati, umilmente e generosamente a seppellire il corpicino di una povera gatta rimasta sotto una montagna di immondizia \u201cL\u2019Ordine degli Scopini\u201d ricorda quello francescano, cos\u00ec amato da Pasolini: \u00abci rassomigliamo tutti come i frati. \/ il primo voto \u00e8 quello del silenzio\u00bb. Lo scopino non si lascia distrarre da niente, come uno che prega e il poeta ricalcata in latino l\u2019inno a questi sacerdoti di umilt\u00e0, come gi\u00e0 li aveva descritti, ma in ambito milanese, Carlo Emilio Gadda.<\/p>\n<p>Quel 24 aprile \u00e8 per\u00f2 giorno di sciopero degli spazzini, l\u2019Ordine \u00e8 entrato nella storia, scendendo dai muretti delle borgate, facendo cadere, secondo la tipica progressione del poemetto civile di Pasolini,ogni \u00abseparazione tra il Regno d\u2019Ognigiorno e il Regno della Coscienza\u00bb. Eppure \u00abci\u00f2 che resta intatta \u00e8 l\u2019umilt\u00e0; \/ perch\u00e9 chi ebbe una vocazione vera \/ non conosce la violenza; e parla con grazia \/ anche dei propri diritti\u00bb.<br \/>\nFinale toccante: nel quale, con ogni probabilit\u00e0, Pasolini intende congiungere il diviso, spesso lacerato anche nella sua azione poetica: l\u2019intellettuale che parla, il lavoratore che agisce. Per entrambi dovrebbe valere la profondit\u00e0 di questi versi finali, presupposto per una unione ancora oggi utopica. Il compito dello spazzino, scrive a pag. 88 Guido Zingari, per cui la vocazione al pensiero filosofico parla con grazia e decisione della non violenza e del ritorno alla profonda dignit\u00e0 umana. \u00ab\u00e8 quello di restituire in incognito, con discrezione, diligenza e umilt\u00e0, nitore, pulizia e ordine nella grande citt\u00e0. Pasolini mostra qui una rinnovata e ricorrente attenzione per il significato dei rifiuti e delinea i tratti e i possibili elementi di un\u2019estetica e di una poetica del rifiuto\u00bb.<br \/>\n.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bellissima e profetica questa riflessione sulla morte, regalata su un bigliettino fuggente da Guido Zingari. Se cliccate sul foglio appare pi\u00f9 leggibile. La poesia, perfino l\u2019ontologia del rifiuto. 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