{"id":3641,"date":"2015-04-14T07:51:10","date_gmt":"2015-04-14T07:51:10","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3641"},"modified":"2015-04-14T08:02:41","modified_gmt":"2015-04-14T08:02:41","slug":"scipio-slataper-e-brand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3641","title":{"rendered":"Scipio Slataper e Brand"},"content":{"rendered":"<p>Poco prima di arruolarsi in guerra da volontario, Scipio Slataper studia con foga Ibsen, per trarre, dalla sua tesi di laurea, una ponderosa monografia. Chiamato dall\u2019urgenza dell\u2019azione per la Patria, non finisce di correggere le bozze e corre all\u2019azione. Muore in un episodio eroico, conscio del pericolo, offertosi volontariamente, sul Podgora, il 3 dicembre del 1915.<br \/>\nIl suo modello \u00e8 stato Brand, con il suo motto intransigente: o tutto o nulla. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/downloadsan-g1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/downloadsan-g1-300x142.png\" alt=\"\" title=\"downloadsan g\" width=\"300\" height=\"142\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3643\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/downloadsan-g1-300x142.png 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/downloadsan-g1.png 951w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Andando avanti con lo studio di Ibsen per la sua monografia si sente oppresso da questo clima, invoca aria, luce, riuscendo a tirar fuori quello che finora aveva serpeggiato latente nel suo discorso: che alla pi\u00f9 ardente purezza si accompagni la colpa \u00e8 la sorte dell\u2019uomo:  Brand, invece di giudicare, aspramente anche se stesso \u00abavrebbe dovuto amare, \u00e8 l\u2019amore di Dio che lo salva nel bene\u00bb .  Lo aveva ben intuito Biagio Marin nei suoi interventi commossi sul giovane triestino (I delfini di Scipio Slataper),  ricorda che subito dopo la stesura del Mio Carso, nel febbraio del 1912, Scipio ancora vicino al modello Brand, parlava gi\u00e0 di sacrificio, ad esempio in una lettera a Guido Devescovi, denunciando una superbia accidiosa, che non riusciva a superare, se non desiderando di essere utile alla propria terra, all\u2019umanit\u00e0, alla patria. E aggiungeva: \u00ab\u201dIl volle di Brand deve essere sulla mia tomba\u201d\u00bb. Una spirituale parentela a quell\u2019altezza della breve vita dello scrittore, a cui Marin aggiunge il suo commento \u00abquel volere non era bastato neanche a Brand\u00bb e pi\u00f9 avanti, nel saggio-ricordo tra i pi\u00f9 belli che si possano leggere per la generazione di quegli anni, insiste con l\u2019affermare quanto Slataper si staccasse da Brand solo verso la fine della sua tragica esistenza, restandogli per\u00f2 l\u2019intenzione di agire. Per Marin: \u00abC\u2019\u00e8 in Scipio veramente Brand, che non conosce l\u2019immanenza di Dio nella vita, oltre alla sua trascendenza, che non conosce, la carit\u00e0, la grazia, che sole rendono possibile la via umana. Questo uomo religioso era a momenti un disperato senza fede. Mi fa paura dirlo. E che si trattasse di agonia lo dimostra quello che subito segue in una lettera dell\u2019aprile 1912: \u201cE proprio per questo l\u2019uomo \u00e8 l\u2019uomo: perch\u00e9 \u00e8 legato (religio, religione) a tutto, \u00e8 consciamente, fidatamente legato a tutto\u201d. S\u00ec, cos\u00ec \u00e8, e in questo pensiero schiettamente religioso avrebbe dovuto placarsi\u00bb. La soluzione, per Marin, \u00e8 adombrata in una seguente espressione di Slataper, idealmente proponibile per sostituire il tutto o nulla: partecipare alla vita come meglio si pu\u00f2 il resto vien da s\u00e9 o non esiste: una prospettiva liberante, pi\u00f9 vicina all\u2019atmosfera di Shakespeare che a quella di Ibsen, il quale non piange, non s\u2019abbandona e non ama, soffoca e scarnifica i suoi personaggi in preda al dubbio teoretico, con \u00absecchezza luterana\u00bb. Il buon pastore evangelico, secondo la bellissima immagine di Slataper, dolce e generosa guida a cui abbandonarsi, non tiene serrate le sue pecore intorno all\u2019arido masso in cui \u00e8 seduto, gli dona aria, le lascia libere di scorazzare per i monti: egli gli vorr\u00e0 bene come sono. Ibsen, invece, \u00abaspira alla santa vita, ma non pu\u00f2 goderla: deve giudicarla\u00bb : se anche Dante giudica, lo fa con un trasporto e un tremore assente nel norvegese, totalmente incapace di perdonare. Soffocato da questa intollerabile inquisizione, Slataper, in una pagina celebre, cerca scampo nelle pagine di Shakespeare, il buon pastore, con la sua valigia piena di canti, capace di andare a scovare dappertutto le pecore smarrite \u00abcom\u2019\u00e8 \u201ccattolico\u201d questo suo amore, com\u2019\u00e8 caldo di grazia! Ha le braccia d\u2019un dio questo sconosciuto uomo. Il suo regno \u00e8 grande e ogni vizio e ogni virt\u00f9 si coordinano nella fede interna, sicura, essenziale. La vita, tutta, \u00e8 veramente santa\u00bb.<\/p>\n<p>Il superamento della posizione di Brand era ormai maturato, quel motto di energia e potenza molto simile a quelli dell\u2019eroe ibseniano nella metafora dell\u2019altezza \u00abvoglio morire alla sommit\u00e0 della mia vita\u00bb, s\u2019\u00e8 mutato, scrive bene ancora Biagio Marin, nell\u2019umile accettazione del dovere, volgendo il rischio della superbia e della empiet\u00e0 in \u00absanta obbedienza\u00bb. Non si tratta di un passaggio radicale, una svolta improvvisa, ma di un cammino in cui il centro di gravit\u00e0 della sua persona si sposta lentamente dall\u2019ambizione della poesia all\u2019aspirazione del sacrificio, della bont\u00e0, dell\u2019obbedienza. Cos\u00ec ha senso anche il servire la patria, ulteriore e ultimo passo dell\u2019itinerario di formazione di Scipio Slataper, bagnato con il sangue l\u00ec sul Podgora. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco prima di arruolarsi in guerra da volontario, Scipio Slataper studia con foga Ibsen, per trarre, dalla sua tesi di laurea, una ponderosa monografia. Chiamato dall\u2019urgenza dell\u2019azione per la Patria, non finisce di correggere le bozze e corre all\u2019azione. 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