{"id":3685,"date":"2015-05-08T17:48:29","date_gmt":"2015-05-08T17:48:29","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3685"},"modified":"2015-05-08T17:49:31","modified_gmt":"2015-05-08T17:49:31","slug":"mia-madre-la-stupenda-giulia-lazzarini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3685","title":{"rendered":"Mia madre (la stupenda Giulia Lazzarini)"},"content":{"rendered":"<p>Ecco un bellissimo commento al film di Nanni Moretti pubblicato da Paolo Mattei sul sito Piccole Note. Il film ha momenti toccanti, memorabili, (Tacito, Plinio, Seneca, cosa ne faremo di tutti questi libri?? &#8211; quelli di mia madre &#8211; Ridatemi la realt\u00e0, toglietemi dalla finzione!!!!) e attori strepitosi come Turturro e l&#8217;icona del teatro italiano Giulia Lazzarini, in qualche modo ancora Ariel dentro la Tempesta!!!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/lazzarini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/lazzarini.jpg\" alt=\"\" title=\"lazzarini\" width=\"196\" height=\"257\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3686\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;I finali memorabili e tristi dei film di Nanni Moretti. Dalla stanza in penombra di Ecce bombo, ospite caritatevole e silenziosa dell\u2019incontro tra un ragazzo confuso e una ragazza ammalata, al monito \u00ab\u00e8 triste morire senza figli\u00bb, pronunciato con desolata rassegnazione dal protagonista assassino di Bianca un attimo prima d\u2019essere portato in prigione da un furgone della polizia. Dal bicchiere d\u2019acqua sorseggiato con gli occhi, pi\u00f9 che con la bocca, nell\u2019estremo primissimo piano di Caro Diario, sul sottofondo cantato da Fiorella Mannoia (\u00ab\u2026 era la vita che gi\u00e0 \/ avevo immaginato ma \/ diversa nel finale\u2026\u00bb), al profilo del mar Ligure negli ultimi istanti della Stanza del figlio (e in questo caso a cantare \u00e8 un malinconico Brian Eno che si chiede: \u00abDopo aver attraversato il giorno, \/ come se fossimo in un oceano, \/ stiamo aspettando qui, \/ sempre senza ricordare perch\u00e9 siamo venuti\u2026 \/ Mi domando perch\u00e9 siamo venuti\u2026\u00bb).&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Dall\u2019\u201cinterno giorno\u201d matrimoniale nella chiesetta della Messa \u00e8 finita \u2013 in cui, sotto lo sguardo addolorato e sorridente del celebrante in procinto di partire per una parrocchia sperduta alla fine del mondo, coppie di vecchi amici danzano leggere sulle note di \u201cRitornerai\u201d, struggente bolero interpretato da Bruno Lauzi \u2013 alle grandi tende rosse scosse dal vento di Roma sulla loggia di San Pietro abbandonata dal pontefice, eletto ma non proclamato, di Habemus Papam.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;All\u2019elenco ora va aggiunto il finale, pure memorabile e triste, di Mia madre. La pellicola del cineasta e attore romano, approdata da qualche giorno nelle sale italiane, narra la storia di una regista (l\u2019ottima Margherita Buy) che divide le proprie giornate fra il set di un film in lavorazione e l\u2019ospedale in cui \u00e8 ricoverata la mamma gravemente ammalata (una bravissima Giulia Lazzarini). Intorno a Margherita (nome del personaggio e dell\u2019attrice coincidono) ruotano le altre figure su cui si muove la vicenda: il fratello (lo stesso Nanni Moretti che le fa da discreto comprimario), l\u2019attore americano, folle, vitalissimo e un po\u2019 fanfarone, protagonista del film in produzione (un meraviglioso John Turturro), la figlia adolescente (Beatrice Mancini) e il marito da cui la donna si sta separando (Enrico Ianniello).&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;\u00abInadeguatezza\u00bb \u00e8 la parola ricorrente negli articoli e nelle interviste con cui \u00e8 stata presentata al pubblico l\u2019ultima opera del regista. Inadeguata si sente Margherita, dietro cui si nasconde Moretti stesso, in questo ulteriore capitolo della sua ormai quasi quarantennale autobiografia cinematografica (connotazione, quella dell\u2019autobiografia morettiana in pellicola, da molti giudicata negativamente: basti ricordare l\u2019aforisma di Enrico Ghezzi, secondo cui \u00abl\u2019unica forma fondamentale, e in s\u00e9 notevole, dei film di Nanni Moretti \u00e8 la presenza di Nanni Moretti\u00bb; o la fulminante battuta di Dino Risi, che esort\u00f2 il regista a \u00abtogliersi di mezzo\u00bb per fargli \u00abvedere il film\u00bb\u2026). Inadeguato si sente il bizzarro attore americano, che nell\u2019acme di una delle sue tragicomiche sfuriate contro la troupe, grida il proprio disamore per il mondo del cinema: \u00abRecitare \u00e8 una perdita di tempo, voglio tornare nella realt\u00e0\u2026 Fatemi rientrare nella vita reale, voglio la realt\u00e0!\u00bb.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Quella di Mia madre \u00e8 l\u2019inadeguatezza morettiana di sempre, che ha reso caro il regista a un sacco di gente. Caro anche a ragazzi nati trent\u2019anni dopo il Sessantotto, che vanno a vedere i suoi film, in cui si piange e si ride anche grazie alla sua \u201cpresenza\u201d. Si ama il suo cinema proprio perch\u00e9 l\u2019ininterrotta narrazione che Moretti fa della propria inadeguatezza di fronte al mondo, sebbene volutamente, e ironicamente, carica delle peculiari idiosincrasie caratteriali, non scaturisce da tare personali o generazionali, come dicono alcuni. Moretti \u00e8 riuscito, raccontando il proprio sentimento di insufficienza, di inidoneit\u00e0, di incapacit\u00e0 (\u00abTutto dipende da me\u2026 e se dipende da me, sono sicuro che non ce la far\u00f2\u00bb, dice il protagonista di Caro Diario), a descrivere, tra risa e lacrime, qualcosa che appartiene a moltissime persone. Con il suo stile, riconoscibile e amato: trame disseminate di scintille \u201cmorettiane\u201d che hanno mutato forma col tempo rimanendo comunque sostanzialmente e felicemente \u201cmorettiane\u201d.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Mia madre \u00e8 la storia semplice e disarmante di un dolore privato proiettato sugli schermi di tutta Italia proprio nei giorni in cui tragici dolori pubblici si consumano nel nostro Mediterraneo. Ma anche il dolore per la morte della madre \u00e8 l\u2019occasione per raccontare pubblicamente il senso della perdita, la sofferenza per qualcosa che viene a mancare, la percezione che sostanzia, appunto, la tristezza umana: un\u2019assenza sofferta. Tra risa e lacrime \u2013 la leggerezza di Turturro che, senza volerlo, arriva a rompere gli schemi di Margherita, alle prese con la fatica quotidiana fatta di lavoro e affetti \u2013, tra sogni e realt\u00e0, la storia di Mia madre giunge al finale. Il finale stavolta \u00e8 una parola. E le parole sono importanti.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Quella parola \u00e8 \u00abdomani\u00bb. Margherita la immagina pronunciata dalla madre sul letto d\u2019ospedale, in risposta a una sua domanda: \u00abA cosa pensi, mamma?\u00bb. \u00abA domani\u00bb. Inutile aggiungere altro. Se non che \u00e8 una parola capace di rendere il finale del film in qualche modo \u201caperto\u201d, nonostante la morte, nonostante le lacrime tristi di Margherita. Il cuore antico di \u00abdomani\u00bb \u2013 dal latino \u201cmane\u201d, \u201cdi mattina\u201d \u2013 batte al ritmo di un significato che per alcuni etimologisti corrisponde al termine \u201cbuono\u201d. Le parole sono importanti. E nel finale, bellissimo e triste, in fondo in fondo sembra non sia detta ancora l\u2019ultima parola.&#8221; <\/p><\/blockquote>\n<p>(Paolo Mattei)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un bellissimo commento al film di Nanni Moretti pubblicato da Paolo Mattei sul sito Piccole Note. Il film ha momenti toccanti, memorabili, (Tacito, Plinio, Seneca, cosa ne faremo di tutti questi libri?? &#8211; quelli di mia madre &#8211; Ridatemi la realt\u00e0, toglietemi dalla finzione!!!!) e attori strepitosi come Turturro e l&#8217;icona del teatro italiano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,8],"tags":[],"class_list":["post-3685","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","category-letteratura-e-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3685"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3690,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3685\/revisions\/3690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}