{"id":3734,"date":"2015-05-28T08:49:14","date_gmt":"2015-05-28T08:49:14","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3734"},"modified":"2015-05-27T08:54:20","modified_gmt":"2015-05-27T08:54:20","slug":"%c2%abnon-c%e2%80%99era-un-solo-istante-della-giornata-in-cui-non-risuonasse-nelle-strade-o-nei-lotti-una-%e2%80%9cinvenzione-linguistica%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3734","title":{"rendered":"\u00abNon c\u2019era un solo istante della giornata &#8230; in cui non risuonasse nelle strade o nei lotti una \u201cinvenzione linguistica\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/programma-pasolini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/programma-pasolini-300x293.jpg\" alt=\"\" title=\"programma pasolini\" width=\"300\" height=\"293\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3735\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/programma-pasolini-300x293.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/programma-pasolini-1024x1002.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel mio intervento commento queste frasi<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata la televisione che ha, praticamente, (essa non \u00e8 che un mezzo) concluso l\u2019et\u00e0 della piet\u00e0, e iniziato l\u2019era dell\u2019edon\u00e8. Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati a causa della stupidit\u00e0 e insieme della irraggiungibilit\u00e0 dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla televisione, tendono inarrestabilmente ad essere o aggressivi fino alla delinquenza o passivi fino alla infelicit\u00e0 (che non \u00e8 una colpa minore)\u00bb (Due modeste proposte per eliminare la criminalit\u00e0 in Italia, 18 ottobre 1975, poi in Lettere Luterane)<\/p>\n<p>\u00abLa scuola d\u2019obbligo \u00e8 una scuola d\u2019iniziazione alla qualit\u00e0 di vita piccolo borghese: vi si insegnano cose inutili, stupide, false moralistiche, anche nei casi migliori. Una nozione \u00e8 dinamica solo se si include la propria espansione e approfondimento: imparare un po\u2019 di storia ha senso solo se si proietta nel futuro la possibilit\u00e0 di una reale cultura storica. Altrimenti le nozioni marciscono\u00bb (Ivi).<\/p>\n<p>Esperienza di maestro di Pasolin: La creativit\u00e0, l\u2019invenzione di ogni giorno, vedi Il diario di un maestro in Un paese di temporali e primule.<\/p>\n<p>Il corsaro-luterano indica nella rigenerazione continua la qualit\u00e0 della vita proletaria : <\/p>\n<p>\u00abNon c\u2019era un solo istante della giornata \u2013 nella cerchia delle borgate che costituivano una grandiosa metropoli plebea \u2013 in cui non risuonasse nelle strade o nei lotti una \u201cinvenzione linguistica\u201d\u00bb. <\/p>\n<p>Come prevede la filosofia dei versi iniziale del Pianto della scavatrice, un inno, come nei primi racconti romani raccolti poi in Al\u00ec dagli occhi azzurri, alla capacit\u00e0 di vivere l\u2019istante da parte di questa cultura particolare, si pu\u00f2 amare e conoscere solo il presente, d\u00e0 angoscia il vivere di momenti del passato, cos\u00ec la tragedia, innanzitutto personale, consiste nel non trovare pi\u00f9 un solo giovane che, nel suo corpo, sia lontanamente simili agli attori di strada di Accattone, nessuno sarebbe pi\u00f9 capace di dire quelle battute, con quella voce.<\/p>\n<p>Una passione tanto sfrenata, nel poeta dell\u2019eccesso e dello scandalo, a cui corrisponde una rabbiosa desolazione, altrettanto urlata: i giovani, svuotati dai loro modelli e dai loro valori, sono diventati \u00ablarvali calchi di un modo di essere e di concepire l\u2019essere: quello piccolo borghese\u00bb.<\/p>\n<p>Il genocidio, parola apocalittica, ha cancellato per sempre dalla faccia della terra questi personaggi enormemente simpatici, sintagma di una semplicit\u00e0 per certi versi sconcertante, per altri unica, realistica, umana. Si confronti, a titolo di esempio, nella ben conosciuta litania, la fotografia  dilaniante dei giovani, \u00abquasi tutti mostri\u00bb, il cui pensiero sfugge, perpetuamente altrove, nell\u2019esordio, brusco, come lo svegliarsi improvviso in una nuova epoca, delle Lettere luterane, appunto Giovani infelici : <\/p>\n<p>\u00abEssi non hanno nessuna luce negli occhi: i lineamenti sono lineamenti contraffatti di automi, senza che niente di personale li caratterizzi da dentro\u00bb. <\/p>\n<p>Le citazioni, \u00e8 noto, potrebbero moltiplicarsi, segnalo ancora, in Gennariello, trattatello specificatamente pedagogico, I ragazzi sono conformisti due volte, e nelle Lettere luterane vere e proprie, sulla criminalit\u00e0 Pannella e il dissenso e Fuori dal palazzo e, inoltre, Soggetto per un film su una guardia di PS, per il privilegio dato alla dimensione antropologica e fisiognomica dell\u2019ambiente giovanile.<br \/>\nQui, nel cuore della vicenda pasoliniana, in definitiva \u00abcos\u00ec semplice\u00bb, si innesta il correlativo oggettivo dell\u2019episodio del Circeo.<br \/>\nCosciente che non pu\u00f2 generalizzare, specialmente sulla fedina penale dei giovani sottoproletari, scrive tuttavia :<\/p>\n<p>Sono anche bravi ragazzi. Ma non sono pi\u00f9 simpatici. Sono tristi, nevrotici, incerti, pieni di un\u2019ansia piccolo borghese; si vergognano di essere operai; cercano di imitare \u00abi figli di pap\u00e0\u00bb, i \u00abfarlocchi\u00bb. S\u00ec, oggi assistiamo alla rivincita dei \u00abfigli di pap\u00e0\u00bb. Sono essi che oggi realizzano il modello-guida.<br \/>\nIl lettore confronti personaggi come i pariolini neofascisti che hanno compiuto l\u2019orrendo massacro in una villa del Circeo, e personaggi con i borgatari di Tor Pignattara che hanno ucciso un automobilista spaccandogli la testa sul\u2019asfalto: a due livelli sociali diversi, tali personaggi sono identici: ma \u00abi modelli\u00bb sono i primi, quei figli di pap\u00e0, che cos\u00ec a lungo \u2013 per secoli \u2013 sono stati sfottuti e disprezzati dai ragazzi di borgata, che li consideravano nulli e pietosi. Mentre erano fieri di ci\u00f2 che essi stessi erano: della loro \u00abcultura\u00bb, che dava loro gesti, mimica, parole, comportamento, sapere, termini di giudizio.<\/p>\n<p>Tra amarezza e rabbia deve ammettere che modelli sono i i figli di pap\u00e0, privilegiati dai giornali anche nei fatti criminali :<\/p>\n<p>I giornali gettano oggi la croce addosso ai pariolini (privilegiandoli, peraltro, del loro interesse). Ma se non hanno vinto i neofascisti dei Parioli, sono comunque i pariolini che hanno vinto. Nel tempo stesso, i giornali prendono atto (con qualche anno  di ritardo) che la \u00abmalavita romana si \u00e8 fatta cattiva\u00bb. Ma i giovani sono complici degli uomini politici, e gli uomini politici sono completamente fuori dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>La mia generazione (primi anni sessanta) e quella nata negli anni Cinquanta (a noi parlava Pasolini, genitori dei venti-trentenni di oggi, indicando un vuoto etico, la colpa della tristezza, l\u2019eloquio ridicolo) ricorda bene l\u2019incipit icastico, lapidario, di una presa di posizione fuori dal coro tra le pi\u00f9 memorabili del corsaro Pasolini: la stampa di sinistra e borghese privilegia i pariolini del suo interesse : <\/p>\n<p>Infatti i criminali non sono i neo-facisti. Ultimamente un episodio (il massacro di una ragazza al Circeo) ha improvvisamente alleggerito tutte le coscienze e fatto tirare un grande respiro di sollievo: perch\u00e9 i colpevoli del massacro erano appunto dei pariolini fascisti. [\u2026] In realt\u00e0 la stampa borghese \u00e8 stata letteralmente felice di poter colpevolizzare i delinquenti dei Parioli, perch\u00e9 colpevolizzandoli tanto drammaticamente li privilegiava (solo i drammi borghesi hanno vero valore e interesse) e nel tempo stesso crogiolarsi nella vecchia idea che dei delitti proletari e sottoproletari \u00e8 inutile occuparsi pi\u00f9 che tanto, dato che aprioristicamente assodato che proletari e sottoproletari sono delinquenti.<\/p>\n<p>I giovani proletari e sottoproletari hanno acquisito a modelli proprio \u00abquei piccoli borghesi idioti e feroci\u00bb. <\/p>\n<p>Pasolini non smette di emettere luce, come le sue lucciole, in un dibattito serrato, con la mediazione soprattutto di Georges Didi-Huberman , ispirato alla celebre immagine delle lucciole, con altri pensatori morali del Novecento, quali Benjamin, Warburg, Agamben, Deleuze, Debord.<br \/>\nLe lucciole, come nell\u2019esperienza personale del filosofo francese, proprio nella Roma di Pasolini, davanti a Villa Medici, non sono del tutto scomparse, oppure, se si vuole, sono tornate.<br \/>\nDobbiamo farci uomini lucciola, recare, nei rapporti privati e sociali, il bagliore erratico del desiderio e della poesia incarnati, ovvero di una umanit\u00e0 significativa fuori dalla omologazione.<br \/>\nDal mio punto di vista questi bagliori appartengono al mondo del volontariato. Dove uomini e donne, agiati e meno agiati socialmente, ognuno con il proprio talento (e il proprio cuore), sono la stessa realt\u00e0 capace di donare gratuitamente, in antagonismo con la mercificazione.<br \/>\nL\u2019energia della persona, insegna Pasolini, si rigenera nella dinamica di incontri reali. Con l\u2019invenzione linguistica. Con la creativit\u00e0 dentro l\u2019impegno del lavoro.<br \/>\nNel contagio sociale, evidente, degli uomini lucciola, il cui splendore, spesso \u00e8 improbabile e minuscolo, ma sempre autentico, non metaforizza altro che l\u2019umanit\u00e0 per eccellenza, in cui il sorriso scoppia nella faccia come luce silenziosa. \u00c8 un augurio, come suggerisce Patrizio Barbaro, leggendo suggestivamente il finale di Edipo Re, intravvedendo il contenuto degli incontri, in cui vibra l\u2019interrogazione abissale e talvolta la luce di speranza, felicit\u00e0 e attivit\u00e0 gratuita per l\u2019altro (l\u2019agap\u00e8 opposta all\u2019anarchia del potere) rappresentata nella metafora delle lucciole : \u00ab\u201dLa vita finisce dove comincia\u201d, ha scritto Pasolini. \u00c8 una speranza. La vita comincia quando vi irrompe una novit\u00e0 bella e felice, una cosa imprevedibile e inaspettata. Allora la vita comincia nuova e tutto quello che c\u2019\u00e8ra prima diventa subito irrimediabilmente vecchio, passato, nostalgia. Finisce. Ecco perch\u00e9 la vita finisce dove comincia. \u00c8 un augurio. Che la vita cominci. Che accada un inizio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio intervento commento queste frasi \u00ab\u00c8 stata la televisione che ha, praticamente, (essa non \u00e8 che un mezzo) concluso l\u2019et\u00e0 della piet\u00e0, e iniziato l\u2019era dell\u2019edon\u00e8. 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