{"id":3853,"date":"2015-08-03T18:30:22","date_gmt":"2015-08-03T18:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=3853"},"modified":"2015-07-29T18:33:03","modified_gmt":"2015-07-29T18:33:03","slug":"la-liberta-dello-scrittore-secondo-giorgio-saviane-1976","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=3853","title":{"rendered":"LA LIBERT\u00c0 DELLO SCRITTORE  SECONDO GIORGIO SAVIANE (1976)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/3-saviane_800_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/3-saviane_800_800-300x194.jpg\" alt=\"\" title=\"3 saviane_800_800\" width=\"300\" height=\"194\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3854\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/3-saviane_800_800-300x194.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/3-saviane_800_800.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Firenze \u00e8 la citt\u00e0 in cui vive e lavora Giorgio Saviane, autore del romanzo Il mare verticale e di altri stimolanti libri quali Il papa e Il passo lungo. A Saviane, che seguiamo da tempo con la simpatia che merita, abbiamo chiesto:<br \/>\n\u2212 Rivolgiamo questa domanda proprio a un autore di successo: uno scrittore pu\u00f2 vivere solo col suo lavoro letterario?<br \/>\n\u2212  Dipende da come vive: se applica la retorica della povert\u00e0 non soltanto a parole, penso che possa. Io non ce la farei proprio anche se non fumo, non bevo, non mangio: ho tuttavia la retorica opposta, di spenderli tutti. Tutti possono essere anche pochi, ma per chi si \u00e8 abituato a spender tutto, \u00e8 difficile anche se siano pochi. Se per\u00f2 si considera lavoro dello scrittore quello giornalistico e quello radiotelevisivo o del cinematografo, allora uno scrittore di successo pu\u00f2 discretamente campare. Certo, se penso a quanto lavoro richiede un romanzo, lavoro di architettura oltre che di scrittura, dovremmo dire che i peggiori pagati sono proprio gli scrittori.<br \/>\n\u2212  La generale convinzione secondo la quale lo scrivere non \u00e8 un lavoro vero e proprio, ma un hobby da tenersi per ultimo nei ritagli di tempo, obbliga un autore a svolgere una professione per vivere. Le migliori energie se ne vanno per un impegno che, il pi\u00f9 delle volte, non interessa, o non coincide con quello vocazionale. Fino a che punto tutto ci\u00f2 incide negativamente sull\u2019opera?<br \/>\n\u2212  Io ho un altro lavoro, oltre quello dello scrittore, ma le mie migliori energie le colloco proprio a scrivere, la mattina quando mi sveglio (possono essere le cinque come le nove) fino alle due le tre del pomeriggio. D\u2019altra parte ritengo che la mia professione di avvocato ci guadagni enormemente dalla riflessione che io compio sulla pagina, tant\u2019\u00e8 vero che i miei clienti se si sentono trascurati nel tempo che io dedico a loro, non lo sono altrettanto per i risultati, risultati per lo pi\u00f9 dovuti alla diligenza delle idee che ho imparato a disciplinare nella mia opera di romanziere. Che \u00e8 veramente un lavoro massacrante, per usare una parola consueta, ma io direi meglio macerante, perch\u00e9 nella fatica sgorga intanto felicit\u00e0 e poi maturit\u00e0 che d\u00e0 i suoi frutti quasi ora per ora. Sempre che per maturit\u00e0 non si intenda quella dei benpensanti, o della saggezza stereotipa che \u00e8 solo un consentire ai pragmatismi e ai tab\u00f9 del momento opportunistico. Il coraggio di contraddire, ad esempio, \u00e8 la maggiore maturit\u00e0, quando si contraddica il sacro di moda. La nostra infatti \u00e8 ancora una civilt\u00e0 tutta sacra, anche e soprattutto per certo dogmatismo che si \u00e8 consacrato ad una dissacrazione conveniente. Il compito dello scrittore \u00e8 capire queste cose, e capire non \u00e8 un merito ma un compito: attendere per\u00f2 con le antenne tese la rivelazione del conoscere distrae dal fare, e fare conta: bisognerebbe che chi fa attuasse ci\u00f2 che lo scrittore ha colto, perch\u00e9 capire \u00e8 appunto un compito al quale bisogna dedicarsi professionalmente: questo \u00e8 lo scrittore. Non buttar le storiette che compiacciono, ma inventare storie per comunicare nuova conoscenza.<br \/>\n\u2212  In Italia, uno scrittore \u00e8 veramente libero di scrivere quello che vuole senza correre rischi di emarginazione e di congiure del silenzio?<br \/>\n\u2212  Molte volte mi sono sentito fare questa domanda con un certo scetticismo. Dir\u00f2 che talvolta mi sento anch\u2019io coartare a non dire, ma sulla cronaca, su certa politica. Quando scrivo, invece, dispiego interamente le mie idee, per lo pi\u00f9 rivoluzionarie, e se ho trovato anche molta incomprensione, devo dire che ho trovato anche molti lettori: certamente pi\u00f9 di quanti mi aspettassi. Non pi\u00f9 di quanti desidererei: sinceramente io vorrei che i miei libri fossero letti da tutti, non ho nessuna vergogna a confessare questa mia ambizione, che poi ritengo sia l\u2019ambizione dello scrittore, anche se non sempre confessata. Le idee sono l\u2019unica cosa di cui non si sia gelosi. L\u2019idea infatti \u00e8 avulsa da ogni rigore animale di propriet\u00e0, primo atto umano scevro dai tab\u00f9 anche se ha contribuito a crearli tutti. Certo se io avessi esercitato il mio scrivere sulle idee conformistiche, probabilmente il successo mi avrebbe arriso prima che fossi costretto a intraprendere un\u2019altra professione per campare. Per\u00f2 sono pi\u00f9 contento cos\u00ec, ritengo che uno scrittore non possa essere veramente libero se mangiare dipenda da quello che scrive, se viene indirettamente coartato senza che se ne accorga: perci\u00f2 la posizione dello scrittore, o \u00e8 quella dell\u2019indipendente o \u00e8 quella del servo del conformismo, e non importa la buona fede. Anzi la buona fede rende crudeli i vessilli conformistici, togliendogli anche quel po\u2019 di dubbio che d\u00e0 la cattiva coscienza: meglio, in altre parole, un ladro che sappia di rubare, piuttosto che un ladro che creda di compiere il furto in nome di Cristo o di altri profeti.<br \/>\n\u2212 Come mai escono sempre di meno opere impegnate politicamente, in un senso o nell\u2019altro (salvo, poi, a considerare impegnati anche quei romanzi e quelle sillogi di versi che parlano, magari per caso, di fabbriche o di pastori)?<br \/>\n\u2212  Probabilmente perch\u00e9 non ci sono falsi scrittori: un\u2019opera impegnata sulla prassi della politica quotidiana \u00e8 infatti solo un commento, per dirla eufemisticamente, di idee altrui. Lo scrittore non pu\u00f2 compiere la sua opera che a monte della prassi, la sua opera non pu\u00f2 che essere strettamente teorica, solo cos\u00ec \u00e8 originalmente creativa e su di essa dovrebbe formarsi la prassi politica e non diversamente.<br \/>\n\u2212  In molti paesi dell\u2019Oriente e dell\u2019Occidente ci sono vere e proprie sagre della poesia e la gente fa la fila davanti alle librerie o fuori i teatri quando ci sono incontri con gli autori. In Italia, nemmeno gratis la gente va a una conferenza o a una lettura di versi, ecc. Le cause?<br \/>\n \u2212 Quando l\u2019Italia era uno dei maggiori paesi del mondo avevamo Dante Alighieri appunto, interprete di un\u2019idea al colmo della sua maturit\u00e0, e poi Petrarca e l\u2019Ariosto che, in modi diversi, ci hanno dato della grande poesia popolare, sia pure sofisticatissima. Adesso in Italia manca il lettore della poesia, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un\u2019idea importante che la regga. Oppure, se c\u2019\u00e8, \u00e8 destinata come la grande poesia di Dante Alighieri, a prorompere quando l\u2019idea dispieghi la sua prassi, magari come recupero, come forza gi\u00e0 condannata.<br \/>\n \u2212 Recentemente sono accadute due cose importanti: il Nobel a Montale e la morte di Pasolini. Raramente si assiste a una concordia di pareri come per il premio all\u2019autore di \u201cOssi di seppia\u201d: e questo si deve tanto all\u2019universale riconoscimento della grandezza di Montale quanto al mito che si \u00e8 formato intorno al poeta. Ma la domanda di conclusione della nostra intervista scivola prepotente su Pasolini: al di l\u00e0 del personaggio \u201cscandalistico\u201d, contraddittorio, ossessionato dalla sua \u201cdiversit\u00e0\u201d, che ha cercato di difendere accusando la societ\u00e0 morale, cosa rester\u00e0 di Pasolini?<br \/>\n\u2212 Credo che ci\u00f2 che rimarr\u00e0 soprattutto di Pasolini sar\u00e0 l\u2019essere stato il personaggio capace di dare all\u2019omosessualit\u00e0 la sua dignit\u00e0 originaria, e cio\u00e8, in senso strettamente biologico, precedente alla eterosessualit\u00e0. Infatti persino la psicologia ci insegna che la pulsione sessuale \u00e8, storicamente, prima narcisisitica e poi omosessuale, essendo la disparit\u00e0 dei sessi un fatto posteriore all\u2019organismo monocellulare e monosessuale. E che tale dignit\u00e0 sia una sua vittoria lo dimostra il fatto che, se chiunque fosse morto in caccia di un minorenne, probabilmente la vergogna conformistica avrebbe sopraffatto l\u2019avvenimento, mentre la morte di Pasolini rimane giustamente una morte eroica ad affermare il diritto del sesso a desiderare ci\u00f2 che desidera e non ci\u00f2 che il costume gli impone. La Bibbia insegna che l\u2019anziano sente il fascino della giovinezza e viceversa: per\u00f2 se una professoressa osa amare un suo allievo deve poi uccidersi sull\u2019ondata dell\u2019invidiosa riprovazione. Pasolini finalmente no. Per\u00f2 ha dovuto affermare morendo: anche lui, probabilmente sopraffatto da una reazione che ha dato al giovinetto la forza mostruosa del perbenismo pronto a strangolare ogni iniziativa di autentica libert\u00e0. Ecco, io per esempio confesso che mi piacciono le eterosessuali giovani, e se dovessi morire per affermare che questo non \u00e8 peccato credo che ci\u00f2 varrebbe quanto i miei romanzi. <\/p>\n<p>\u00abLa Tribuna\u00bb, 30 gennaio 1976<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze \u00e8 la citt\u00e0 in cui vive e lavora Giorgio Saviane, autore del romanzo Il mare verticale e di altri stimolanti libri quali Il papa e Il passo lungo. 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