{"id":4353,"date":"2016-09-04T07:22:08","date_gmt":"2016-09-04T07:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=4353"},"modified":"2016-09-04T07:22:14","modified_gmt":"2016-09-04T07:22:14","slug":"una-donna-che-dove-guarda-vede-pasolini-e-madre-teresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=4353","title":{"rendered":"\u00abUna donna che dove guarda, vede\u00bb. Pasolini e Madre Teresa"},"content":{"rendered":"<p>Se la sfida \u00e8 tutta nello sguardo<br \/>\ndi Giuseppe Frangi  27 agosto 2010<br \/>\nEditoriale di &#8220;Vita&#8221;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/madre-teresa1-300x200.jpg\" alt=\"madre-teresa1\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4354\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/madre-teresa1-300x200.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/madre-teresa1.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<div id=\"attachment_4355\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4355\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/o-PASOLINI-MAMMA-2-570-300x201.jpg\" alt=\"1963 Roma, Pierpaolo Pasolini nella sua abitazione con la madre Susanna Colussi\" width=\"300\" height=\"201\" class=\"size-medium wp-image-4355\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/o-PASOLINI-MAMMA-2-570-300x201.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/o-PASOLINI-MAMMA-2-570.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-4355\" class=\"wp-caption-text\">1963 Roma, Pierpaolo Pasolini nella sua abitazione con la madre Susanna Colussi<\/p><\/div><\/p>\n<p>Nel gennaio 1961 Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia fecero un viaggio in India e ne trassero due diari che fotografano bene le differenze tra i due. Quello di Moravia si intitolava Un&#8217;idea dell&#8217;India, quello di Pasolini L&#8217;odore dell&#8217;India. Dal titolo del primo traspare l&#8217;ambizione di un intellettuale che cerca di inquadrare un fenomeno. Dall&#8217;altro si percepisce come preminente un impatto emotivo, quasi una fascinazione sub\u00ecta. La differenza sostanziale tra i due sta nella reazione ad un incontro con una suora allora semisconosciuta che assisteva i lebbrosi a Calcutta. Moravia non ne fa cenno, Pasolini invece le dedica una pagina commossa. Nella sua semplicit\u00e0 la piccola suora, spiega Pasolini, affronta come pu\u00f2 una piaga spaventosa dell&#8217;India di quegli anni: quella della lebbra. PPP resta colpito da quel suo \u00abocchio dolce che, dove guarda, &#8220;vede&#8221;\u00bb e dalla \u00abbont\u00e0 senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica\u00bb.<br \/>\nDi Madre Teresa e di quelle migliaia di donne che si sono messe sulla sua strada continuando e aggiornando la grande opera da lei iniziata, nel segno di una \u00abbont\u00e0 potentemente pratica\u00bb, leggerete nelle prossime pagine. Qui ci interessa restare su questa duplicit\u00e0 di sguardo. Da una parte uno sguardo che non &#8220;vede&#8221;, quello di Moravia. E dall&#8217;altra uno sguardo che invece coglie qualcosa di inaspettato e se ne stupisce. E accetta anche di lasciarsi spiazzare. Quello di Pasolini. Da una parte un intellettuale che si nasconde abilmente dietro le sue pagine e le sue analisi; dall&#8217;altra un intellettuale che invece si lascia scoprire ogni volta nudo davanti alla realt\u00e0.<br \/>\nLa cosa non riguarda ovviamente solo chi fa il mestiere di scrittore o di pensatore. La cosa riguarda la vita e l&#8217;intelligenza di noi tutti, nel modo con cui guardiamo al mondo malmesso che abbiamo davanti. Oggi \u00e8 facile, quasi legittimo, rifugiarsi in un pessimismo davanti alle cose. Chiudersi nel guscio di un moralismo nutrito solo dalle nostre (opinabilissime) opinioni. L&#8217;aria che si respira sui giornali, nei talk show, persino nelle chiacchiere dei bar porta l\u00ec: ad arroccarci nel fatalismo davanti ad una realt\u00e0 ritenuta incorreggibile.<br \/>\nE se invece provassimo a ribaltare la questione. A chiedere a noi e a tutti se il problema non stia tanto nella realt\u00e0 quanto nel modo con cui noi si guarda alla realt\u00e0? \u00abStare di fronte alla realt\u00e0 che ci \u00e8 data, affrontarla. Osservare molto, per uscire dalle nostre ossessioni\u00bb, raccomandava in una recente intervista un grande missionario del nostro tempo, padre Aldo Trento attivo in Paraguay. Anche dalle sue parole si deduce il valore dell&#8217;osservare. Dello sguardo. E ci ha colpito che sullo stesso punto, da strade ben diverse, sia arrivato un giovane scrittore di successo come Giorgio Vasta, di cui potrete leggere una bella intervista nelle prossime pagine. Dice Vasta: \u00abQuesta richiesta di una disponibilit\u00e0 dello sguardo nei confronti di tutto \u00e8 per me un punto di partenza imprescindibile. A decidere di una scala di valori e della sua pregnanza \u00e8 lo sguardo che le osserva, attraverso il quale si pu\u00f2 scoprire che dentro una certa cosa, anche la pi\u00f9 umile, sussiste una potenzialit\u00e0 probabilmente inespressa\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;eco di Bergamo<br \/>\n3 settembre 2016<\/p>\n<p>\u00abSuor Teresa vive in una casetta non lontana dal centro della citt\u00e0, in uno sfatto vialone, roso dai monsoni e da una miseria che toglie il fiato\u00bb. Erano i primi giorni del 1961, e Pier Paolo Pasolini era in viaggio in India, invitato insieme ad Alberto Moravia ed Elsa Morante, per le celebrazioni per il centenario del grande poeta nazionale Tagore. Allora Teresa aveva 50 anni, in pochi sapevano chi fosse e cosa stesse facendo. Anche in Italia nessuno aveva ancora parlato di lei. Arrivato a Calcutta Pasolini, mosso dalla curiosit\u00e0, avendo sentito parlare di questa suora, aveva voluto conoscerla. Lei non era ancora \u201cmadre\u201d ma semplicemente Suor Teresa. Aveva solo cinque o sei sorelle impegnate con lei nell\u2019assistenza dei lebbrosi. A differenza dei suoi due compagni di viaggio, Pasolini ha un approccio diverso. Vuole vedere e toccare con mano, inoltrarsi nell\u2019India profonda, mentre Moravia \u00abcon il suo meraviglioso igienismo\u00bb, come scrive Pasolini, preferiva stare nelle hall degli alberghi lussuosi.<\/p>\n<p>Madre Teresa: domenica divieto sorvolo su San Pietro<\/p>\n<p>Lui si definisce invece un \u00abviaggiatore ineconomico\u00bb, pronto a immergersi nell\u2019India profonda. Ed \u00e8 questo suo approccio che lo port\u00f2 a bussare alle porte di quella suora albanese. Il resoconto molto sobrio di quel l\u2019incontro oggi lo si pu\u00f2 leggere nel bellissimo libro che Pasolini scrisse al ritorno, intitolato L\u2019odore dell\u2019India. Lo scrittore \u00e8 colpito in generale dalla mitezza con cui gli indiani, di qualsiasi fede, accostano il tema religioso. \u00abIn India pi\u00f9 che alla manutenzione di una religione, l\u2019atmosfera \u00e8 propizia a qualsiasi spirito religioso pratico\u00bb, scrive. E Suor Teresa \u00e8 proprio un campione di questo spirito pratico, anche se si occupa di una causa senza speranza: \u00abEsse hanno un piccolo ospedale dove i lebbrosi vengono raccolti a morire\u00bb.<\/p>\n<p>Dell\u2019incontro Pasolini non riferisce nessun dialogo. Ma le sue parole valgono pi\u00f9 di ogni eventuale virgolettato. \u00abSuor Teresa \u00e8 una donna anziana (in realt\u00e0 aveva solo 50 anni, come detto), bruna di pelle perch\u00e9 \u00e8 albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili, e l\u2019occhio dolce, che dove guarda, \u201cvede\u201d\u00bb. Geniale osservazione quest\u2019ultima, indice di una sensibilit\u00e0 come pu\u00f2 essere solo quella di una grande scrittore. Un\u2019osservazione che dice tutto del metodo di Teresa, capace di cogliere immediatamente nelle persone il bisogno. Pasolini poi aggiunge che la suora \u00abassomiglia in modo impressionante a una famosa Sant\u2019Anna di Michelangelo\u00bb (in realt\u00e0 si confonde con Leonardo e la sant\u2019Anna del celebre cartone conservato al Louvre). E poi continua: \u00abHa impressa la bont\u00e0 vera, quella descritta da Proust nella vecchia serva Francesca: bont\u00e0 senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica\u00bb.<\/p>\n<p>MADRE TERESA: IL MIRACOLATO, &#8220;PIENO DI GRATITUDINE, NON MI SENTO SPECIALE&#8221;<\/p>\n<p>Pasolini \u00e8 profondamente colpito. Dice che di fronte all\u2019immenso problema dei lebbrosi in India ha provato \u00abvero impulso di odio contro Nehru e i suoi 100 collaboratori intellettuali educati a Cambridge\u00bb. Invece Suor Teresa \u00abcerca di fare qualcosa: come lei dice, solo le iniziative del suo tipo possono servire, perch\u00e9 cominciano dal nulla\u00bb. Infine una bellissima osservazione generale che, letta oggi, fa pensare molto a papa Bergoglio: \u00abHo conosciuto dei religiosi cattolici: e devo dire che mai lo spirito di Cristo mi \u00e8 parso cos\u00ec vivido e dolce; un trapianto splendidamente riuscito\u00bb. Domani, l\u00e0 dove \u00e8, anche Pasolini gioir\u00e0 per la canonizzazione si quella suora incontrata un giorno nell\u2019inferno di Calcutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la sfida \u00e8 tutta nello sguardo di Giuseppe Frangi 27 agosto 2010 Editoriale di &#8220;Vita&#8221; Nel gennaio 1961 Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia fecero un viaggio in India e ne trassero due diari che fotografano bene le differenze tra i due. Quello di Moravia si intitolava Un&#8217;idea dell&#8217;India, quello di Pasolini L&#8217;odore dell&#8217;India. 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