{"id":4494,"date":"2017-01-18T21:49:20","date_gmt":"2017-01-18T21:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=4494"},"modified":"2017-01-18T21:49:20","modified_gmt":"2017-01-18T21:49:20","slug":"carcere-occasione-per-vedere-mio-lavoro-da-altra-prospettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=4494","title":{"rendered":"&#8220;Carcere occasione per vedere mio lavoro da altra prospettiva&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Docente, detenuti pi\u00f9 motivati ad apprendere degli studenti<\/p>\n<p>(di Simonetta Dezi) (ANSA) &#8211; ROMA, 18 GEN &#8211;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/rebibbia-l-20150218140400-300x200.jpg\" alt=\"rebibbia-l-20150218140400\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4495\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/rebibbia-l-20150218140400-300x200.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/rebibbia-l-20150218140400.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p> &#8220;Insegnare \u00e8 un mestiere, se lo faccio in carcere o all&#8217;universit\u00e0 non fa differenza per la professione in s\u00e9. Quello che cambia \u00e8 la risposta degli studenti: tra i detenuti trovo persone pi\u00f9 motivate ad apprendere rispetto ai ragazzi dell&#8217;ateneo dove tengo le mie lezioni&#8221;. Fabio Pierangeli professore di letteratura italiana all&#8217;Universit\u00e0 di Tor Vergata racconta la sua esperienza di docente a Rebibbia con la meraviglia di chi ha fatto una scoperta importante proprio l\u00ec dove meno se lo aspettava e proprio per questo tiene a precisare: &#8220;Il carcere \u00e8 stata l&#8217;occasione per vedere il mio lavoro da un&#8217;altra prospettiva, ho capito meglio le potenzialit\u00e0 del ruolo del docente&#8221;.<\/p>\n<p>Il progetto di dare ai carcerati la possibilit\u00e0 di conseguire una laurea, spiega il professore, \u00e8 partito dieci anni fa dalla Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia di &#8220;Tor Vergata&#8221; con l&#8217;intento di promuovere, sostenere e agevolare la formazione universitaria dei detenuti reclusi presso la Casa Circondariale di Rebibbia.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo era un loro reinserimento sociale in un&#8217;ottica di piena equiparazione ad ogni altro soggetto di diritto. Si trattava di &#8220;Teledi-dattica-Universit\u00e0 in Carcere&#8221;. La madrina dell&#8217;iniziativa \u00e8 stata Marina Formica docente di storia moderna. Sulla base di alcuni enunciati fondamentali e di certo provocatori (&#8220;Lo studio come strumento di libert\u00e0&#8221;, &#8220;Il tempo della reclusione come risorsa da impiegare al meglio&#8221;) si svolsero i primi colloqui di orientamento tra i detenuti comuni e i detenuti soggetti a regime di sorveglianza speciale. I primi quattro laureati nell&#8217;anno 2014. Nei cinque anni di collaborazione al progetto il professor Pierangeli \u00e8 venuto in contatto con una quarantina di studenti. Laureati solo 8, dei quali due sono di nuovo in carcere per la recidiva, per uno per\u00f2 la vita \u00e8 cambiata veramente. &#8220;E questo uno d\u00e0 il senso al lavoro che stiamo portando avanti&#8221; sottolinea soddisfatto il professore. Attualmente, ci informa, i laureandi della casa circondariale di Rebibbia sono 34, il gruppo pi\u00f9 nutrito \u00e8 quello dell&#8217;alta sicurezza.<\/p>\n<p>&#8220;In carcere ho trovato alcuni studenti molto bravi&#8221;, prosegue il racconto di Pierangeli, &#8220;tutti sono ossequiosi nei confronti del professore e intimiditi dall&#8217;esame, tutte condizioni che all&#8217;interno dell&#8217;universit\u00e0 abbiamo in gran parte perso. E&#8217; quello che io chiamo il paradosso del carcere. Sai che entri in un luogo dove gli ospiti hanno commesso delitti contro la societ\u00e0, ma ti ritrovi davanti a persone con un loro codice d&#8217;onore che hanno profondo rispetto del tuo ruolo di educatore e questo mi ha colpito profondamente&#8221;. &#8220;Posso aggiungere che proprio in carcere ho compreso fino in fondo il valore dello studio come portatore di libert\u00e0&#8221;. Sorride Pierangeli per quello che davvero pu\u00f2 sembrare un altro paradosso, ma vuole spiegarlo bene questo passaggio: &#8220;C&#8217;\u00e8 una frase che ho apprezzato molto alla fine del film dei Fratelli Taviani &#8220;Cesare deve morie&#8221; (la pellicola, girata nel 2012 narra la messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare da parte dei detenuti di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli, ndr), quando il protagonista dice: Da quando ho conosciuto il teatro questa cella \u00e8 diventata una prigione&#8221;.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 una strada tutta in salita, tiene a precisare perch\u00e9 questo percorso non sembri scontato. &#8220;Anche quando lo studio va nel migliore dei modi la difficolt\u00e0 \u00e8 quella di utilizzare praticamente la laurea, si mette nelle mani di un uomo uno strumento che non sempre \u00e8 in condizione di utilizzare&#8221;. &#8220;Il momento pi\u00f9 difficile, se non drammatico, \u00e8 quello del reinserimento nella societ\u00e0. A qualcuno viene data la possibilit\u00e0 di uscire dal carcere in un periodo relativamente breve, istruito e magari avendo discusso una brillante tesi universitaria. Ma ha davanti a s\u00e9 il rebus di come utilizzare il bagaglio culturale acquisito dietro le sbarre&#8221;. La verit\u00e0, chiosa con un senso di impotenza per non poter fare di pi\u00f9, \u00e8 che &#8220;lo studio non basta, ci vogliono elementi affettivi che sostengano, un pizzico di fortuna nel trovare una persona disponibile a credere che chi ha compiuto un delitto sia realmente in grado di inserirsi nella societ\u00e0, la volont\u00e0 di non ricadere nel malaffare. Lo studio pu\u00f2 rappresentare per\u00f2 il primo fondamentale passo verso il cambiamento&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Docente, detenuti pi\u00f9 motivati ad apprendere degli studenti (di Simonetta Dezi) (ANSA) &#8211; ROMA, 18 GEN &#8211; &#8220;Insegnare \u00e8 un mestiere, se lo faccio in carcere o all&#8217;universit\u00e0 non fa differenza per la professione in s\u00e9. 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