{"id":4632,"date":"2017-08-08T09:42:16","date_gmt":"2017-08-08T09:42:16","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=4632"},"modified":"2017-08-09T11:04:10","modified_gmt":"2017-08-09T11:04:10","slug":"vite-che-non-sono-la-mia-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=4632","title":{"rendered":"Vite che non sono la mia (1)"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei, Emmanuel Carr\u00e8re.  <em>Vite che non sono la mia<\/em> (D\u2019autres vies que la mienne),<br \/>\nlibro irritante (forse perch\u00e9 \u00e8 lo specchio ustorio dello studioso, dell\u2019intellettuale) in quasi tutta la prima parte, ha poi, raccontando le vite di altri e non la sua incapacit\u00e0 a condividerle, delle pagine toccanti, commoventi, vere. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Emmanuel-Carre\u0300re-1-285x300.png\" alt=\"Emmanuel-Carre\u0300re-1\" width=\"285\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4633\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Emmanuel-Carre\u0300re-1-285x300.png 285w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Emmanuel-Carre\u0300re-1.png 369w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><\/p>\n<p>La realt\u00e0 occupa la pagina in modo pi\u00f9 fantasioso e drammatico di quanto possano le riflessioni dello scrittore, a cui va dato merito, inusuale, di essersene accorto, pur mantenendo una distanza (nel momento stesso in cui fa di tutto per non averla) che rimane urticante. <\/p>\n<blockquote><p>E che significa poi l\u2019esterno quando tutta l\u2019isola \u00e8 colpita? Nessuno \u00e8 stato risparmiato, ognuno si occupa dei propri morti. Ruth dice cos\u00ec, eppure vede bene che io ed H\u00e8lene [moglie dello scrittore] l\u2019abbiamo scampata. Siamo indenni, siamo insieme, indossiamo abiti puliti, non cerchiamo nessuno in particolare. Dopo questa visita all\u2019inferno, torneremo al nostro albergo dove ci serviranno il pranzo. Faremo il bagno in piscina, baceremo i nostri figli pensando che ci \u00e8 mancato poco. La cattiva coscienza non fa progredire.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quella coscienza mortificata di non poter far nulla, fustigante voce di sottofondo che, se parte da una autenticit\u00e0, diventa autocommiserazione di fronte alla continue sollecitazione, rifiutate, della realt\u00e0. Inettitudine e paralisi di per s\u00e9 umane, non condannabili, se non fosse quella accettazione della distanza alla fine ostentata in una umilt\u00e0 untuosa, falsa di fronte ai drammi degli altri. Prima lo tsunami in Sri Lanka, nel 2004, dove la famiglia dello scrittore rimane indenne, ma deve assistere alla tragedia, in particolare alla morte di Juliette, ragazzina figlia  di quattro anni di una coppia di francesi conosciuti in quella vacanza, subito di seguito l\u2019agonia per tumore di un\u2019altra Juliette, la cognata.<br \/>\nA partire da quella anaffettivit\u00e0 irritante, con uno sforzo lodevole di volont\u00e0 (ma non di cuore, se si deve credere al racconto), lo scrittore decide di scrivere quelle esistenze, con l\u2019unica arma che ha per renderle vere a se stesso: la scrittura. Quella del reporter che intervista e riporta, di quello che ha sentito, senza registratore o cellulare, quello che ricorda.<br \/>\n \u00ab\u00c8 allora che Carr\u00e8re capisce che non pu\u00f2 continuare a nascondersi e deve in qualche modo farsi carico di queste storie. Raccontare ci\u00f2 che fa pi\u00f9 paura. Ritrovare nelle vita degli altri\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei, Emmanuel Carr\u00e8re. 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