{"id":4827,"date":"2018-04-20T05:38:43","date_gmt":"2018-04-20T05:38:43","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=4827"},"modified":"2018-04-20T05:38:47","modified_gmt":"2018-04-20T05:38:47","slug":"enrico-fermi-la-scienza-e-la-meraviglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=4827","title":{"rendered":"Enrico Fermi, la scienza e la meraviglia"},"content":{"rendered":"<p>Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come se fosse ieri.<br \/>\nEro giovanissimo, avevo l\u2019illusione che l\u2019intelligenza umana potesse arrivare a tutto. E perci\u00f2 m\u2019ero ingolfato negli studi oltre misura. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Enrico_Fermi_1943-49-242x300.jpg\" alt=\"-Enrico_Fermi_1943-49\" width=\"242\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4828\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Enrico_Fermi_1943-49-242x300.jpg 242w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Enrico_Fermi_1943-49-768x952.jpg 768w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Enrico_Fermi_1943-49-826x1024.jpg 826w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Enrico_Fermi_1943-49.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/p>\n<p>Non bastandomi la lettura di molti libri, passavo met\u00e0 della notte a meditare sulle questioni pi\u00f9 astruse.<br \/>\nUna fortissima nevrastenia mi obblig\u00f2 a smettere; anzi a lasciare la citt\u00e0, piena di tentazioni per il mio cervello esaurito, e a rifugiarmi in una remota campagna umbra.<br \/>\nMi ero ridotto a una vita quasi vegetativa: ma non animalesca. Leggicchiavo un poco, pregavo, passeggiavo abbondantemente in mezzo alle floride campagne (era di maggio), contemplavo beato le messi folte e verdi screziate di rossi papaveri, le file di pioppi che si stendevano lungo i canali, i monti azzurri che chiudevano l\u2019orizzonte, le tranquille opere umane per i campi e nei casolari.<br \/>\nUna sera, anzi una notte, mentre aspettavo il sonno, tardo a venire, seduto sull\u2019erba di un prato, ascoltavo le placide conversazioni di alcuni contadini l\u00ec presso, i quali dicevano cose molto semplici, ma non volgari n\u00e9 frivole, come suole accadere presso altri ceti. Il nostro contadino parla di rado e prende la parola per dire cose opportune, sensate e qualche volta sagge. Infine si tacquero, come se la maest\u00e0 serena e solenne di quella notte italica, priva di luna ma folta di stelle, avesse versato su quei semplici spiriti un misterioso incanto. Ruppe il silenzio, ma non l\u2019incanto, la voce grave di un grosso contadino, rozzo in apparenza, che stando disteso sul prato con gli occhi volti alle stelle, esclam\u00f2, quasi obbedendo ad una ispirazione profonda: \u00abCom\u2019\u00e8 bello! E pure c\u2019\u00e8 chi dice che Dio non esiste\u00bb.<br \/>\nLo ripeto, quella frase del vecchio contadino in quel luogo, in quell\u2019ora: dopo mesi di studi aridissimi, tocc\u00f2 tanto al vivo l\u2019animo mio che ricordo la semplice scena come fosse ieri.<br \/>\nUn eccelso profeta ebreo sentenzi\u00f2, or sono tremil\u2019anni: \u00abI cieli narrano la gloria di Dio\u00bb. Uno dei pi\u00f9 celebri filosofi dei tempi moderni scrisse: \u00abDue cose mi riempiono il cuore di ammirazione e di reverenza: il cielo stellato sul capo e la legge morale nel cuore\u00bb.<br \/>\nQuel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere. Ma c\u2019era nell\u2019animo suo, custoditovi da una vita onesta e laboriosa, un breve angolo in cui scendeva la luce di Dio, con una potenza non troppo inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi.<\/p>\n<p>Enrico Fermi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come se fosse ieri. Ero giovanissimo, avevo l\u2019illusione che l\u2019intelligenza umana potesse arrivare a tutto. E perci\u00f2 m\u2019ero ingolfato negli studi oltre misura. Non bastandomi la lettura di molti libri, passavo met\u00e0 della notte a meditare sulle questioni pi\u00f9 astruse. 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