{"id":652,"date":"2011-07-24T21:11:05","date_gmt":"2011-07-24T21:11:05","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=652"},"modified":"2011-07-24T21:11:11","modified_gmt":"2011-07-24T21:11:11","slug":"solo-il-momento-in-cui-si-comincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=652","title":{"rendered":"Solo il momento in cui si comincia"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La continuit\u00e0 \u00e8 data solo da un nuovo inizio&#8221;. E, se non \u00e8 cos\u00ec, l&#8217;inizio di una esperienza importante, socialmente o individualmente, diviene facilmente nostalgia, rimpianto.<\/p>\n<p>Se ne accorgeva perfettamente Italo Calvino, in uno dei suoi libri pi\u00f9 belli: <em>La giornata d&#8217;uno scrutatore<\/em>, ambientata al Cottolengo di Torino, dove un militante comunista, Amerigo Ormea,\u00a0\u00e8 chiamato, appunto, a esercitare le funzioni di \u00a0scrutatore, durante le elezioni del 1953. Ormea, tra gli altri spunti interessanti, rievoca un nuovo inzio sociale, la ricostruzione e la solidariet\u00e0 militante del dopoguerra, gi\u00e0 ormai nostalgia\u00a0per un passato lontano:<\/p>\n<p><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Italo_Calvino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-656\" title=\"Italo_Calvino\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Italo_Calvino-286x300.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Italo_Calvino-286x300.jpg 286w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Italo_Calvino.jpg 305w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<blockquote><p>\u00a0In quegli anni la generazione d\u2019Amerigo \u2026 aveva scoperto le risorse d\u2019un atteggiamento finora sconosciuto: la nostalgia. Cos\u00ec nella memoria, egli prese a contrapporre allo scenario che aveva davanti agli occhi il clima che c\u2019era stato in Italia dopo la liberazione, per un paio d\u2019anni di cui ora gli parava che il ricordo pi\u00f9 vivo fosse la partecipazione di tutti alle cose e agli atti della politica, ai problemi di quel momento, gravi ed elementari\u2026 ricordava l\u2019aspetto della gente d\u2019allora, che pareva quasi ugualmente povera, e interessata alle questioni universali, pi\u00f9 che alle private.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span class=\"Normale1\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Constantia; color: #333333;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Dunque quello che conta d\u2019ogni cosa \u00e8 solo il momento in cui comincia, in cui tutte le energie sono tese, in cui non esiste che il futuro? Non viene per ogni organismo il momento in cui subentra la normale amministrazione, il tran tran? Anche per il comunismo&#8230; sarebbe avvenuto?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La continuit\u00e0 \u00e8 data solo da un nuovo inizio&#8221;. E, se non \u00e8 cos\u00ec, l&#8217;inizio di una esperienza importante, socialmente o individualmente, diviene facilmente nostalgia, rimpianto. 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