{"id":801,"date":"2011-10-03T05:42:08","date_gmt":"2011-10-03T05:42:08","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=801"},"modified":"2011-10-03T05:43:45","modified_gmt":"2011-10-03T05:43:45","slug":"linizio-di-un-nuovo-anno-accademico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=801","title":{"rendered":"L&#8217;inizio (di un nuovo anno accademico)"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0 Da una parte uno sguardo che non &#8220;vede&#8221;, quello di Moravia. E dall&#8217;altra uno sguardo che invece coglie qualcosa di inaspettato e se ne stupisce. E accetta anche di lasciarsi spiazzare. Quello di Pasolini. Da una parte un intellettuale che si nasconde abilmente dietro le sue pagine e le sue analisi; dall&#8217;altra un intellettuale che invece si lascia scoprire ogni volta nudo davanti alla realt\u00e0 (Giuseppe Frangi).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sguardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-802\" title=\"sguardi\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sguardi.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"208\" \/><\/a>Oggi inizia il nuovo anno accademico,\u00a0almeno nella mia universit\u00e0, tra notevoli\u00a0difficolt\u00e0, per la mancanza cronica di fondi per la biblioteca, per i contratti, per i ricercatori (che secondo la legge Gelmini non dovrebbero\u00a0tenere corsi non retribuiti). La speranza \u00e8 ancora una volta negli incontri umani, come in un viaggio. Cos\u00ec propongo queste frasi di Giuseppe Frangi (al di l\u00e0 dell&#8217;occasione dei viaggi in India di Moravia e Pasolini) dall&#8217;editoriale di &#8220;Vita&#8221; del 20 agosto 2010, con cui inizier\u00f2 il corso di Letteratura di viaggio domani. E&#8217; un augurio, e una strada, innanzitutto per me. Dalla parte dell&#8217;occhio.<\/p>\n<blockquote><p>La cosa non riguarda ovviamente solo chi fa il mestiere di scrittore o di pensatore. La cosa riguarda la vita e l&#8217;intelligenza di noi tutti, nel modo con cui guardiamo al mondo malmesso che abbiamo davanti. Oggi \u00e8 facile, quasi legittimo, rifugiarsi in un pessimismo davanti alle cose. Chiudersi nel guscio di un moralismo nutrito solo dalle nostre (opinabilissime) opinioni. L&#8217;aria che si respira sui giornali, nei talk show, persino nelle chiacchiere dei bar porta l\u00ec: ad arroccarci nel fatalismo davanti ad una realt\u00e0 ritenuta incorreggibile.<\/p>\n<p>\u00a0E se invece provassimo a ribaltare la questione. A chiedere a noi e a tutti se il problema non stia tanto nella realt\u00e0 quanto nel modo con cui noi si guarda alla realt\u00e0? \u00abStare di fronte alla realt\u00e0 che ci \u00e8 data, affrontarla. Osservare molto, per uscire dalle nostre ossessioni\u00bb, raccomandava in una recente intervista un grande missionario del nostro tempo, padre Aldo Trento attivo in Paraguay. Anche dalle sue parole si deduce il valore dell&#8217;osservare. Dello sguardo. E ci ha colpito che sullo stesso punto, da strade ben diverse, sia arrivato un giovane scrittore di successo come Giorgio Vasta, di cui potrete leggere una bella intervista nelle prossime pagine. Dice Vasta: \u00abQuesta richiesta di una disponibilit\u00e0 dello sguardo nei confronti di tutto \u00e8 per me un punto di partenza imprescindibile. A decidere di una scala di valori e della sua pregnanza \u00e8 lo sguardo che le osserva, attraverso il quale si pu\u00f2 scoprire che dentro una certa cosa, anche la pi\u00f9 umile, sussiste una potenzialit\u00e0 probabilmente inespressa\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Da una parte uno sguardo che non &#8220;vede&#8221;, quello di Moravia. E dall&#8217;altra uno sguardo che invece coglie qualcosa di inaspettato e se ne stupisce. E accetta anche di lasciarsi spiazzare. Quello di Pasolini. 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