{"id":849,"date":"2011-10-19T18:55:55","date_gmt":"2011-10-19T18:55:55","guid":{"rendered":"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/?p=849"},"modified":"2011-10-19T18:56:05","modified_gmt":"2011-10-19T18:56:05","slug":"la-natura-creatura-di-zanzotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incipit.casatestori.it\/?p=849","title":{"rendered":"La natura-creatura di Zanzotto"},"content":{"rendered":"<p>Ho creduto che la cultura nascesse e si sviluppasse come manifestazione spontanea di un dialogo in atto tra l\u2019uomo e la natura, quasi di un rapporto di mutua e amorosa comprensione tra una madre e il proprio feto, mai destinato, proprio per questo, a un irresistibile distacco dall\u2019alveo naturalistico di provenienza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-II-zanzotto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-850\" title=\"foto II zanzotto\" src=\"http:\/\/incipit.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-II-zanzotto-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-II-zanzotto-300x229.jpg 300w, https:\/\/incipit.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-II-zanzotto.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Voglio anch&#8217;io ricordare Andrea Zanzotto morto ieri, con le sue parole consegnate al settimanale\u00a0Vita, nel numero 40. Si festeggiavano\u00a0pubblicando il bellissimo inedito, i novant&#8217;anni compiuti il 10 ottobre. Se il poeta dichiara di &#8220;essermi parzialmente illuso&#8221; rispetto a quel rapporto, chiude il suo scritto in questo modo:<\/p>\n<blockquote><p>Si \u00e8 verificata una damnatio di questa memoria territoriale millenaria, o, meglio, una banalizzazione della storia in toto, che ha comportato un violento rovesciamento dei rapporti temporali; e l\u2019antichissima realt\u00e0 naturale, da sempre fondante la stessa idea di \u201cessere umano\u201d, si d\u00e0 oggi come miraggio ecologico, proiettato verso un futuro estremamente avanzato: non verso \u201cci\u00f2 che sar\u00e0\u201d, ma verso \u201cci\u00f2 che sar\u00e0 stato\u201d. Gli stessi sfondi paesaggistici dei nostri Giorgione e Tiziano, non trovando pi\u00f9 una corrispondenza nella realt\u00e0 geografica che siamo costretti ad abitare, hanno assunto un\u2019evidenza fantascientifica.<\/p>\n<p>Anche la poesia partecipa di questo proliferare di contraddizioni cui si \u00e8 ridotta la nostra pi\u00f9 vera realt\u00e0, e di cui si \u00e8 cercato di rendere conto nel quadro appena delineato. L\u2019ubi consistam della poesia si \u00e8 ridotto alla verifica della propria futilit\u00e0, oggi che lo stesso nome di \u201cnatura\u201d \u00e8 divenuto un relitto fonico privo di senso, avendo perduto la possibilit\u00e0 storica di riferirsi a una realt\u00e0 pur minimamente adeguata alla nobilitas del suo significato \u2013 cui, del resto, si ostina caparbiamente ad alludere. Ma, nel medesimo tempo, la poesia si trova ad essere investita di un ruolo paradossalmente fondamentale: quello di instaurare, magari ricreandole ex novo, le pur esilissime connessioni vitali tra un \u201cpassato remotissimo\u201d e l\u2019odierno \u201cfuturo anteriore\u201d di un rimorso che, pur percependosi come tale, non \u00e8 oggi nemmeno in grado di spiegarsene la ragione.<\/p>\n<p>Resta ferma, insomma, la convinzione che la poesia debba ostinarsi a costituire il luogo di un insediamento autenticamente \u201cumano\u201d, mantenendo vivo il ricordo di un \u201ctempo\u201d proiettato verso il \u201cfuturo semplice\u201d \u2013 banale forse, ma necessario \u2013 della speranza.<\/p>\n<p><em>(Andrea Zanzotto\u00a0 sul settimanale \u00a0Vita magazione n. 40.)<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho creduto che la cultura nascesse e si sviluppasse come manifestazione spontanea di un dialogo in atto tra l\u2019uomo e la natura, quasi di un rapporto di mutua e amorosa comprensione tra una madre e il proprio feto, mai destinato, proprio per questo, a un irresistibile distacco dall\u2019alveo naturalistico di provenienza. 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