Il dono della lettura

A sorpresa gli studenti promuovono i professori

A sorpresa i professori piacciono agli studenti, almeno a chi frequenta le lezioni: sono i dati che emergono dalla elaborazione delle schede anonime distribuite nei vari corsi delle Università italiane. Lettere e Filosofia è in testa nel gradimento, superando il 90%. Questi dati arrivano ai docenti dopo qualche mese, perché li possano valutare e trarne indicazioni utili per il corso dell’anno successivo. Introducendo il libretto del Laboratorio di creatività, In attesa delle festa, Universitalia, 2010, di alcuni studenti dell’Università di Roma-Tor Vergata, Marzia Consalvi, laureanda in Italianistica, ricorda con gratitudine un suo prof. a cui deve la riscoperta della “lettura”: “che lo studente incontri un professore pieno d’entusiasmo, che sembra considerare il testo e la lettura per se stesse e le fa amare in virtù della sua personale vitalità, questo dipende dalla casualità dell’incontro, non di certo dalla genialità dell’istituzione. E la casualità, la gran regina dei destini, a chi vorrà regalerà il grande incontro fortunato”:

 Il Professore non lo inculcava il suo sapere, ma semplicemente lo regalava, ed è con lui che la lettura ha smesso di essere, nel loro immaginario, il grande dogma, il gran dovere dello Stato. Leggeva di tutto perché prendeva i suoi studenti per quelli che realmente erano, dei giovani incolti che non avevano certo letto nemmeno un quarto della sua intera biblioteca. E loro? Loro ascoltavano, senza il desiderio di ricevere voti, giudizi, commenti o spiegazioni. Avevano voglia di leggere punto e basta. E più leggevano, più si sentivano ignoranti, ma vogliosi di colmare le lacune. Cosa faceva dunque quest’uomo più dei loro altri professori? Niente, anzi per certi versi faceva addirittura meno. Quest’uomo aveva letto ai suoi studenti, a loro che avevano dimenticato che un libro raccontasse prima di tutto una storia. Sì, perché spesso dimentichiamo che un libro deve soddisfare innanzitutto la nostra sete di racconto. Una sete che molti cercano di soddisfare seduti innanzi alla tivù che a catena ci propina film, telefilm, telenovele e cartoni animati con cui la nostra mente senz’altro si riempie, ma dopo la digestione immediata ci si sente soli come prima, Ma leggere non basta, bisogna anche raccontare, offrire i nostri tesori, spiattellarli sulla carta, uscire allo scoperto, perché le belle scorpacciate di lettura hanno preparato il parto delle idee, dei racconti, dei ricordi.

2 Comments

  • Bellissima. Anche la seconda citazione è dall’introduzione della Consalvi? e chi è questo fantastico professore? d

  • pierangeli wrote:

    Sì, carissimi amici, carissimo Davide, anche la seconda citazione è di Marzia Consalvi… Vi mando un paio di copie del libretto In attesa della festa!!! Ma non credo si chiarirà chi è il prof!!! Lo chiediamo a lei..

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